mercoledì 28 maggio 2008

NOTE D'AUTORE/ PATRICK 2


Patrick, telefonicamente, da il via alla pubblicazione del suo racconto, ma suggerisce un ritocco al post di ieri, chiedendo la pubblicazione,tra i suoi testi,di quelli rigidamente originali e non di quelli anche solo vagamente 'ispirati' a letture. Presto accontentato.
Qui di seguito il racconto di Patrick

'Ormai è estate e ora Alessia ha molto caldo e anche il sole le batte molto sugli occhi, quando vede un gabbiano le dice:come sei carino,vuoi entrare nella mia famiglia?
E poi il gabbiano fa finta di non sentire niente e se ne va facendo il solito verso dei gabbiani,lei piange, piange ,piange, ma a un certo punto, un giorno, un gabbiano, guardandola,decise di entrare nella sua famiglia,che cosa strana!
Come se i gabbiani avessero dei sentimenti mmmmm mmmmm mmmmmm molto strano,chissa' questo gabbiano che sentimenti avra' e che cosa avra' di tanto speciale.Intanto Alessia cercava di capire che cosa le stava dicendo il gabbiano,infatti capi' che il gabbiano voleva entrare nella sua famiglia e corse a dirlo a gambe levate a mamma e papa'.I suoi genitori erano molto entusiasti e orgogliosi di lei,perche' capire che cosa dice un gabbiano non è per niente facile, non credete ?Infatti lei da grande forse fara' la maga,ma questa è solo una storia ed è fantasia,questa non è mica realtà. Lei voleva molto bene al suo gabbiano e infatti il gabbiano era tutto colorato.
.........Da grande il gabbiano le mancava molto,guardava le sue foto, guardava la sua gabbia,guardava i suoi giocattoli,proprio tutto.
Da quel giorno non riusci' a vivere come una volta,quando aveva il suo bel gabbiano.Poi fu un po' felice perche' compero' un finto gabbiano(un pupazzo),ma la sua vita non fu piu' felice al 100%.
Addio gabbiano, ti volevamo tanto bene
Ahhhhhhhh!!!!!!'

martedì 27 maggio 2008

LE POESIE DI PATRICK



Ieri sera per telefono Patrick mi ha letto il suo ultimo racconto-parla di un gabbiano che deve entrare in una famiglia- ,ma non posso pubblicizzarlo troppo, è ancora un inedito.Le poesie invece si', si possono divulgare, perche' sono già sistemate, in cinque o sei fogli, pinzati ai margini.Patrick è un mio piccolo amico italo-irandese(anche un po' siculo,di madre),che purtroppo vedo pochissimo negli ultimi tre anni, perche' non abita piu' nei paraggi. Che le lettere fossero naturali per Patrick si sapeva,in terra d'Irlanda lo sono quasi per tutti, il papa' di Patrick, poi, quella volta che mi racconto' di Joyce praticamente me lo fece conoscere di persona.Pioveva, era domenica pomeriggio, Patrick piccolissimo nel cesto e la mamma che faceva qualcosa in cucina. Lui, il papa', raccontava e raccontava,tutto normale.Non so se fanno tutti cosi', in Irlanda. Ma Patrick ha cominciato bene.
Ecco un piccolo assaggio delle sue ultime poesie. Ah, dimenticavo,Patrick ha sette anni e due occhi azzurri da incanto.

VANESSA E GLI ANGIOLETTI

Gli angioletti vanno nei letti
per dare gioia ma non noia.
Ma Vanessa è sempre alla Messa
pero' quando dorme non c'è piu' l'allarme

lunedì 26 maggio 2008

DI QUELLA VOLTA CHE...........



Ad un consiglio di classe* tempo fa mi capito' di lanciare garbatamente l'allarme razzismo.
Lo feci da 'gabbana', per dirla con Manzoni, cioè per come ero capace, forse in un modo 'poetico'. Non so bene, di fatto l'ovvieta', l'evidenza aggrediscono spesso le intuizioni 'poetiche', le schiacciano di realtà, di immediatezza.
Si supero' la cosa dicendo:'sono ragazzi', e :'non esageriamo',e: 'stiamo come in famiglia'.
A distanza di una manciata di mesi scoppia il bubbone dell'Italietta razzista, e mi viene in mente 'quel' consiglio di classe*.
Ora, che io mi senta al di sopra dei ruoli, delle necessita' di considerazione e quant'altro è un conto , che pero' 'quella' volta avessi solo ragione è un altro.
Accipicchia, ci tocca anche fare i saccenti!
I ragazzi, 'quei' ragazzi macinavano ideologie, pensieri, sentimenti razzisti e nessuno se ne accorse in tempo.
Altroche' 'volemose bene'!!! Altroche' ''sono figli di mamma'!!!
Maturato all'ombra dell'ultimo sole,cioe' di quell'aria che corre nelle famiglie, al chiuso, alla sera, o nei rari momenti di intimità, il sentimento del territorio diviene meccanicamente elaborazione di 'qualcosa ' contro chi tenta di entrare. Ma non la faccio lunga, è una questione troppo semplice. Volevo ricordare 'quella' volta, in cui un sentimento, un'intuizione sembrava una fantasia creativa,un'idea eccentrica e invece era ne' piu' ne' meno che la cruda realtà.
Gia', quella volta.
E a proposito di 'quella volta', mi viene in mente, come fanno i vecchi 'di quella volta ' che litigai con un collega.
-Anna Rosa!!!!!- mi dicono esterrefatti gli amici d'infanzia-tu litigare!!!!! Non è possibile!!!
E invece si', era stato possibile.
E addirittura erano corse frasi(mie) della serie:- Prima di rivolgermi la parola, per favore, leggiti almeno un libro!!!!-
Incredibile, con il senno di poi.
Il fatto è che il collega-onest'uomo, povero lui!!!- era convinto che con due linee tirate sghembe si risolvesse il problema della scuola.
Che belle frasi pittoresche mi venivano in mente!!!Provo persino un po' di nostalgia.
Che bella scenata, gli ho fatto una volta, quando me ne sono andata via addirittura da un collegio * e fuori , sul mare, c'era il vento di tramontana !!!!!!
Ricordi di un tempo passato .
Adesso non riesco piu' ad arrabbiarmi,ne' a dire un'intuizione un po' 'avanzata', come mai?

*Consigli e collegi sono riunioni di scuola

domenica 25 maggio 2008

UNA RIMINESE HA IL CORAGGIO DI........


Maria Grazia Torri,classe 1952,liceo A. Serpieri di Rimini,laurea in estetica con lode all'ateneo bolognese con Luciano Anceschi con una tesi su Marshal McLuhan, insegnante, critica d'arte , collaboratrice delle principali testate del settore,- Flash-Art, Kult,- curatrice di mostre e performance di arte contemporanea in Italia ed Europa con alcune esperienze americane-decide di scrivere un libro sul caso Cogne.
Incredibile, per i vecchi amici rimasti in provincia, che di Maria Grazia commentavano bonariamente l'estro, l'intelligenza e l'insopportabile', travalicante vitalità.
Con la stessa vitalita'Maria Grazia aveva vinto la prima parte della sua malattia, tre mesi di vita dichiarati per un carcinoma gastrico che poi erano diventati nove anni.
Nove anni di coraggio, di fantasia, di dialettica critica con quella medicina allopatica che -forse- l'aveva salvata.
Maria Grazia medico di se stessa, esperta di soluzioni alternative, ispirata all'eccesso dal suo desiderio di vivere.
Le sue storie e la sua professione di critico d'arte.
Noi vecchi amici abbiamo sempre preso con le pinze,con bonomia ed affetto,quel
mondo dell'estetica tout-court, il mondo alla rovescia difficile da digerire, per noi lettori di provincia.
Poi arriva il caso Cogne.
E tutti si rimane un poco allibiti, finche ' non si comincia a capire.
Maria Grazia, che è anche una giornalista di razza, vuole peritarsi in un gioco della verità.
La verità su un caso che scuote ed inquieta le coscienze,un caso mediatico.
Perche'?
Intanto, chi volesse curiosare, puo' accedere a piacimento a tutta la documentazione del Web ,suggerisco il video'Caso Cogne', la terza via,su Alice video,ma anche i blogs di Libero news, e altro.
Purtroppo, questo gioco di Maria Grazia è interrotto violentemente dalla recrudescenza della sua malattia, ,che la mette fuori gioco,che la esclude da un mondo che vuole solo combattenti abili, di prima linea, grintosi e non malati.
Nel libro 'Cogne, un enigma svelato', Giraldi Editore, Bologna Maria Grazia sostiene la tesi che 'niente è piu' ingannevole di un fatto ovvio'.
E da qui, cogliendo l'occasione offertale da un incontro con il neurochirurgo Giovanni Migliaccio, costruisce un'accurata indagine giornalistica, a partire dalla tesi di lui: 'Il delitto di Cogne è un delitto inventato dalla stampa'.
I diciassette colpi inferti sulla testa del povero Samuele, per il professor Migliaccio, non sono necessariamente colpi.
Da questa ipotesi, Maria Grazia parte, in trecento sessanta pagine serrate, dense di dati, ripercorre tutte le tappe della vicenda seguendo questo nuovo filone, a partire dalla perizia del professor Viglino, anatomopatologo del piccolo Samuele.
Quello che chiede Maria Grazia è che siano professionisti seri a fornire i dati dell'indagine e non il balletto delle vallette televisive.
Smantella passo passo obiezioni e grossolanita', voci di gossip e false immagini della protagonista del caso.
Ipotesi credibile? Ipotesi romanzesca, come è stato detto?
Sicuramente è credibile l'impegno, la serieta' della ricerca, e gli inquirenti dovevano aggiungerla ai tasselli dell'enigma.
Ma, inquirenti a parte-lasciamo pure che ognuno faccia il suo mestiere- il mondo dell'informazione doveva mettere in prima linea questo libro,dotato di tutti gli accessori per la precedenza.

DOVE SONO I TEOLOGI?


Dove sono i teologi, davanti ai raid razzisti,alle svastiche che ricompaiono spettrali,alla caccia al debole, al diverso, come sfogo di una socialità impotente a gestire se stessa?
Dove se ne sono andati tutti i sapientoni che spaccano il capello sul sesso degli angeli,che fanno i panchetti a difesa della vita, della famiglia,dei buoni sentimenti ?
Non ne vedo in giro.
Non li vedo in giro, a difendere la VITA REALE, quella delle donne,degli uomini e dei bambini, quella di chi ha bisogno, di chi vuole dire la sua e non puo'.
Vedo prosopopee che si gonfiano, peccatucoli di sagrestia che si celano dietro gli errori altrui, vedo un fuggi-fuggi generale,un chiamare a gran voce la forza, unica in grado di supplire l'inadeguatezza e la miopia.
Vedo noi, che siamo un po' confusi e sgomenti e cerchiamo in qualche modo di dire la nostra.
Ma le svastiche nelle nostre città no.
Quelle no, non ce le possiamo piu' permettere.
Anche se per gioco, per ingnoranza, per noia, non ce le possiamo piu' permettere.
Allora, per favore, che i signori teologi,loro che sanno, tornino in campo, a pontificare laddove occorre, e lascino perdere per una volta il sesso degli angeli, e le loro pruderie mal governate.
C'è bisogno di tutti, anche di loro, in questo momento.
C'è bisogno anche di dottrine cosi' cosi', purche' in grado di entrare nelle teste di questi disperati che si vestono da pagliacci,di questi che vanno in giro a chiedere pulizie etniche.
Da paura.
Che i teologi ,loro che sanno cantar balle, inventino qualcosa, per favore.
Quello che ieri è accaduto a Roma non ce lo possiamo permettere.

sabato 24 maggio 2008

COSA E' LA FIDUCIA


I ragazzi DEVONO sentire che si ha fiducia di loro.Cosi' gli estranei in un paese straniero. Tutti i deboli, chiunque sia in condizione di sudditanza, minoranza, evoluzione, crescita DEVE poter vivere in un clima di fiducia. COSA SIA IL SOSPETTO nessuno di noi che scrive su questi blog l'ha mai provato veramente,magari qualche bega sul luogo di lavoro, una baruffa tra vicini di casa, una litigata tra parenti...un pettegolezzo mal digerito...
Niente di grave, a confronto di quello che puo' essere per una persona vivere sapendo che attorno non trova fiducia.
La fiducia è la vitamina buona che fa crescere ottimista un ragazzo, che gli da capacità di affrontare le situazioni, pian piano da solo.
Il resto sono balle grosse come capanne. D'accordo la severità. D 'accordo il rigore,d'accordo il 'si' quando è 'si' o il 'no' quando è 'no', tutto giusto:ne' piu' ne' meno che normale amministrazione. Come il fatto che l' immondizia va smaltita, che chi delinque in qualche modo deve pagare. Ovvieta', tautologie, normale grigia conduzione ragionieristica.
Il coraggio vero è concedere fiducia a chi ti entra in casa, a chi sta crescendo, a chi ti sconvolge ogni giorno con la sua diversità.
La fiducia è capace di muovere montagne, creare meccanismi positivi, ritorna, lievita ,monta, si riproduce,sana i conti.
Il fatto è che per una politica, cosi' come per rapporti umani basati sulla fiducia, ci vuole tempo, ci vogliono cognizioni e sicurezze REALI.
Non bastano manganelli, carceri, sospensioni, disciplina imposta,vuoto a rendere. E' tutto piu' difficile, piu' complicato, ci vogliono persone serie nell'intimo,progetti che reggano.
Nella fiducia si gioca il coraggio minimo del grande rischio, nel giocare carte che possono anche essere perdenti, nel dare ad altri responsabilità e tutele sapendo che potrebbero essere gettate.
Un nocciolo di fiducia si innesca e non perdona,tampina, ti scova, ti fa tornare, una punizione mal data è occasione di mimesi antagonista.
Il resto?
Miopia, a essere indulgenti.Spazzatura,se va bene.Interessacci, quasi sempre.

giovedì 22 maggio 2008

IHO!!!!!!!!



IOHOOOOOO!!!!!fa l'asinello, e chissa' perche' tutti crediamo che non capisca. Lui è il poveretto delle favole, il grullarello dei sentieri duri, il ciuchino che di intelletto ne ha appena cosi'.

IHO!!!!!!
Giustizia!!!!!
Giustizia!!!!
Una febbre giustizialista ha preso l'Italia, il bel paese ha la temperatura altissima,vuole pane e giustizia,del companatico fa anche a meno, purche' non si scherzi.
La febbre giustizialista non risparmia nessuno, tutto travolge:nelle città si armano volonterosi che fanno le ronde, non quelle dell'amor, peccaminose e turpi, ma bensi' quelle dell'ordine, del manganello e del coprifuoco.
Giustizia mediatica, giustizia televisiva.
In questo contesto, ci sta anche tanta della reazione popolare registrata oggi alla condanna della Franzoni*,che il popolo dalle idee chiare e distinte ha preso come un segno dei tempi nuovi.
Una tribu' che balla il suo ballo giustizialista, con suoni mediatici e tribali, vuole le sue vittime, basta sfogliare il piu' volgare dei trattati antropologici.
D 'accordo, facciamo giustizia.
Mi viene solo qualche dubbio:
ma non eravamo la patria di Leonardo da Vinci'?
Sento in giro ragionamenti che somigliano a questo:il bianco non è nero,il freddo non è caldo,il malato non è sano.
Dunque.
E' un balletto a ritmo, chi indovina il passo giusto sta di qua, chi lo sbaglia sta di la'.
Negli ambienti di lavoro si arrivera' al punto che bastera' rigare diritto anche da perfetti imbecilli, e tutto correra' liscio.
UNO - DUE-UNO-DUE...
La febbre giustizialista aveva gia' inquadrato caporali che 'badavano' invece di costruire autorevolezze,sergenti maggiori che 'tenevano' invece di costruire pericolosi, rischiosi, intelligenti schemi di quotidianità.
IHOOOOOOOOO!!!!!!!!!
Almeno l'asinello una dote ce l'ha:sa ragliare - cioe' sa la sua grammatica- e non si crede un purosangue .


*Sull'ultimo inquietante caso giudiziario italiano un 'amica e giornalista riminese, naturalizzata milanese,Maria Grazia Torri, ha scritto un libro'Cogne, un enigma svelato',Giraldi editore, Bologna.
Al di la' delle conclusioni specifiche sul caso, un coraggioso tentativo di 'leggere' il muro mediatico che ci circonda e le sue micidiali ovvieta'.