venerdì 11 aprile 2008

LEGHISTI DI CASA NOSTRA


Votero' per il Partito democratico, come tutti a casa mia, non ho alternative, non muoio dall'entusiasmo ma non si puo' far diversamente. Ecco qua, alla luce del sole.Con un po' di quell''aplomb' made in England che ti fa stare a casa tua, rispetto agli eventi pubblici, loro stanno la' e tu qua. E poi, sulle cose nostrane ho già detto abbastanza, e basta e avanza.
Pero' c'è un fatto che non so tacere.
Qua, in Romagna, va forte lo spirito leghista.
Che non ha a che fare con un tema di federalismo, o di territorialità in recupero,per carità.
Qui c'è uno zoccolo duro, impastato di radicalità popolare,di antico spirito di sopravvivenza e di nuovo opportunismo, con l'aggiunta della paura del nuovo, e dell'insicurezza dei tempi. Ne nasce un tipo tremendo, tosto, di bassa levatura, pronto a parare tutti i colpi, tutti i cambiamenti, tutti i regimi, pur di proteggere il proprio steccato.
Per essere poi, beffardamente utilizzato e scaricato da un sistema che di questi tipi qua si fa polpette.Ma lui non se ne accorge,perche' ha da pensare ai casi suoi,che son sempre tra le sue quattro mura.
Pericoloso, il romagnolo doc, da un certo punto di vista, e mi pare che la storia lo abbia dimostrato.
Assemblando idee e tipi che altrove sono o protagonisti o antagonisti, il tipo del romagnolo leghista, territoriale, sciovinista, sta sulle sue. E' una brava persona, per i piu'.
Odia i fronzoli, va sul sicuro,si spaccia per onesto e batte pacche sulle spalle a destra e a manca .
Ne abbiamo avuto uno, che andava in giro a spezzar reni, a insegnar virilità, a sottoscriver trattati e ad appoggiar leggi liberticide,inclini al genocidio, partorite da altri.
Romagnoli , brava gente.

1 commento:

Riccardo Bertozzi ha detto...

In Italia si parla sempre di crisi politica, economica e sociale. Solo poche persone, tra le quali l'on. Grazia Francescato, parlano del grave impoverimento culturale che da molti anni a questa parte ha colpito il nostro paese.
Violenza e razzismo sono i figli prediletti dell'ignoranza.