martedì 22 febbraio 2011

UN PELLEGRINO CHE RINCUORA







Urge scrivere ancora del Mediterraneo in fiamme,come gia' ho fatto.



Ma urge anche scacciare la malinconia.
Per esempio nominando in questo blog un principe dell'arte del vivere,eroe italico a tutto tondo,signore di provincia e curatore d'anime e di palati fini.
Pellegrino Artusi,nel centenario della morte, eroe di Forlimpopoli,Romagna solatia.
Dell'arte del mangiar bene non sono edotta,anarcoide anche in questo,mi oriento a naso.Bruciacchiando e cuocendo in fretta,sospirando davanti a splendide distese di pasticceria,ahi il colesterolo,facendo a volte cose di cucina cosi' cosi' e altre,piu' difficili, in fretta e bene.
Si va.
Ma lui, l'eroe dei due mondi,della cucina e della vita,era veramente celebrato nella mia infanzia, e qui lo voglio ricordare.
Di una nonna materna,artista 'ante-litteram' della 'nouvelle-couisine',talmente idealista degli intingoli e dei battutini che sopra ad alcuni ci stava giorni.
Niente a che vedere con le romagnolone tutto ragu', ovviamente.
E del libro del Pellegrino che campeggiava,sospirato e declamato, sui ruggenti anni sessanta,a temperarne i vizi di passioni ricostruttive e di superbe fole.
Si va.
E di quel di Forlimpopoli,dove capitai una prima volta trascinata in una serata buia e tempestosa, con il marito stralunato ma curioso e una gragnuola fredda e fitta che batteva sul cofano dell'auto.
A prendere non so quale premio, per un testo sul Passator cortese,e ritrovai nella 'kermesse' un giornalista amico d'infanzia che riconobbi solo alla fine.

'....Comincia una storia curiosa,signori e signore,una storia di vendette e di atroci delitti, ma anche di passioni e di giustizia temeraria.
Questa è la storia di un Passator Cortese,udite,udite,genti,donne e cavalieri amabili, questa è la canzone di quel signor brigante,che in molti,nonsisachi,hanno voluto eroe.
.....'

(dal mio 'Re della strada e re della foresta',in 'Pupazzi,ecc..')















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