lunedì 23 marzo 2009

IL FASCINO INDISCRETO DEL CEMENTO


Qua cementificano tutto.
Sono invasati, basta che buttino giu' colate e colate, triturano e stendono,alzano e allargano, elevano e condensano.
C'è nel cemento un'idea ,qualcosa che pare debba contrastare la morte,del resto il loculo classico è in cemento.
Il cemento è sangue e terra,impastato con il desiderio di territorio e di possesso, è crumiraggine e oscenità verso la natura.
In Romagna è una religione, la religione del cemento, che forse assomiglia un po' all'ideale dell'ostrica verghiano,molto meno poetico.
Si attaccano alla 'cubatura', trafiggono il cielo con ponteggi e lasciano cantare bitumiere.
Un affresco futurista di pessima lega,un'orgia di strafatti.
Almeno fossero in circolo altri materiali.
Non dico pietra o legno , troppo costosi, ma qualcosa che li imitasse.
No,Nella colata lavica si tira a far legna sui bassi costi,non si inventa, non si progetta,non si crea.
E nei cantieri affollati di manovali stranieri-gli albanesi sono già stati metabolizzati,i rumeni lo saranno tra un po', cosi' i magrebini e gli altri-sottopagati, quasi tutti in nero, circola un assioma:--Ci dobbiamo far conoscere come lavoratori 'onesti'.
Che poi vorrebbe dire totalmente assoldati al comando dei padroncini, costi quel che costi.
Immigrato non è bello.
Immigrato è difficile, è lungo cammino di educazione ,dopo la necessaria sopravvivenza,dopo quelle due o tre linee di elementare dignità.
Un esercito di poveretti viene addestrato a ideologie raffazzonate,si vende per molto meno che per un piatto di lenticchie.
Il suono delle bitumiere va e va, assorda e permette accondiscendenze.

Sto dalla parte fluida del mondo.
Amo l'acqua e gli spazi larghi.
L'acqua che accompagna le giornate,mutabile e viva,vincente,anche se, purtroppo spesso a prezzi altissimi.
Non so quanto questo ecosistema alterato sapra' reggere, nel rapporto terra/acqua,gia' evidenti segnali di disorientamento sono presenti da tempo, ovunque.
I vari spiaggiamenti delle balene sono un grido di dolore dell'ecosistema.

1 commento:

Riccardo Bertozzi ha detto...

...adesso lo chiamano piano casa...