domenica 3 febbraio 2008

C'E' ANCHE MONTALE




Per fortuna di domenica mattina- una domenica mattina italiana, è meglio starsene in casa, oppure passeggiare in quei due o tre luoghi dove non ci si intossichi-si puo' leggere 'I girasoli', di Eugenio Montale . Ed è gia' un'altra giornata.

Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte:queste in musiche.Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce

(Eugenio Montale, da 'Ossi di seppia')


3 commenti:

knihomol ha detto...

Buon giorno Anna Rosa, intanto ti ringrazio per i tuoi commenti. Sempre acuti e intelligenti.
Anch'io,come te, mi storinchiudendo nei recinti della letteratura.Ma sarà un bene?
Consdero Montale un grande. Alla stessa tregua di Dante.
Rileggo spesso i Mottetti
Buona giornata, Fino

stoconlebalene ha detto...

Chi ci dice cosa sara' un bene?.
Intanto, se abbiamouna vita a modo, questo si',credo sia la sola misura.
La letteratura?
Non direi un 'rinchiudersi' nei suoi recinti. Ringraziamo il cielo che c'è.
Mi viene in mente il Calvino di 'Perche' leggere i classici', quando in uno dei quattordici punti introduttivi suggeriva di tenersi fermi i classici, appunto, ma con la finestra aperta al presente. Ecco.
Dal recinto della letteratura, si puo' tenere sempre aperta una finestra,e lasciare entrare i rumori della Storia.Ma non ti sembra un bel approdo di saggezza?
Anna Rosa

knihomol ha detto...

Anche se non sei una blogger di Stampa.it, passa dal mio blog e leggi, per favore, il post "Blogger-Convention" e poi fammi sapere.
Buona serata, Fino