venerdì 1 maggio 2009

LA CHIAVE A STELLA






In 'AcciugheI' e 'Acciughe II', racconti tra i quattordici de 'La chiave a stella 'di Primo Levi il protagonista è l'autore stesso,che raccontandosi all'operaio specializzato Tino Faussone, protagonista degli altri racconti,dice:
'..il mio mestiere vero è il mestiere del chimico.
Non so se lei ne ha idea chiara,ma assomiglia un poco al suo: solo ,noi montiamo e smontiamo delle costruzioni molto piccole'
Ancora, sulla corrispondenza tra il mestiere di chimico e quello di scrittore:
'L'abitudine a penetrare la materia,a volerne sapere la composizione e la struttura,a prevederne le proprieta' ed il comportamento,conduce ad un'insight', ad un abito mentale di concretezza e di concisione,al desiderio costante di non fermarsi alla superficie delle cose'

Primo Levi, 'La chiave a stella'

E buon Primo Maggio




giovedì 30 aprile 2009

PA-RA-DA







'Pa-ra-da' è un film sfortunato, a detta dell'operatore della Cineteca Comunale di Rimini.
Applauditissimo a Venezia,ma con un percorso di pubblico stentato.
E' bellissimo.
Esordio del figlio di Gillo Pontecorvo, Marco,un piccolo ricostituente per il cuore e per l'anima,nonche' un ottimo oggetto artistico, nella fotografia, nella discreta narrazione ,mai moralista ne' calcata,nonostante il materiale 'forte'.
Narra del clown franco-algerino Miloud Oukili,oggi trentaseienne, protagonista di un piccolo 'miracolo' sociale accaduto tra i 'boskettari', i bambini delle fogne di Bucarest del dopo-Ceausescu ( 1992).
Un'miracolo' di cui le sequenze tracciano le tappe, con fedelta' documentaristica e priva di retorica,anzi con naturale leggerezza.
Ti convince che i miracoli accadone, e si reggono su mille fili preesistenti, occasioni,contingenze.
Il cuore dell'uomo è grande e il cuore dei bambini e dei giovanissimi è un pozzo profondo di energia,di comandi profondi che vengono dalla notte dei tempi,dalle storie passate,stanno in bilico sul crinale del futuro,tra vita e morte.
Dalle fogne di Bucarest alle piazze d'Europa,ma non è fatalismo:è il trionfo della volontà,di una professionalità attenta e seria giocata sull'arte del ridere.
L'arte è di strada,ma è praticata con rischiosa,quasi tranquilla,profetica pedanteria.

PA-RA-DA: ma anche noi ce la possiamo fare.

martedì 28 aprile 2009

VOCABOLARI


Se per qualche percorso strampalato passasse per caso da questo blog,sappia che lo ricordo come 'il Preside del Vocabolario'.
P.B., ex-dirigente scolastico facciamo degli ultimi anni novanta,di formazione direttore didattico della scuola primaria, ex-maestro elementare.
Gli avevo detto:-Abbiamo necessita' di almeno due vocabolari, nuovi, pero',non residui della prima guerra mondiale-
Gli brillarono gli occhietti e dopo una settimana, come in una novella di Calvino, il bidello ci recapito,gia' opportunamente schedati, due vocabolari nuovi fiammanti,nella custodia di cartone, una meraviglia.
Poi quell'anno ci furono nell'istituto delle ristrutturazioni edili,a settembre uno dei due vocabolari era sparito.
Stento ad immaginare il manovale che con le mani sporche di calcina si insaccava il vocabolario nella borsa degli attrezzi,ma quella fu la versione ufficiale.
Uno rimase, ai posteri.
Grazie ancora, Preside del Vocabolario, e buona fortuna .
-Ebbe poi un grave problema di salute dal quale gli auguro una uscita felice ,e non pochi intralci professionali.
Roba da provincia,roba che capita.-

Sta di fatto che quella del vocabolario è una questione che somiglia ormai ad un indistricabile,difficile 'gliuommero'(v.C .E.Gadda,'Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana).
Quelli che ci sono, in giro, perdono pezzi e colpi.
Secretati e criptati negli anfratti reconditi delle Biblioteche d'istituto,oggetti inanimati e ammuffiti.
Di contro, le grammatiche, rivisitate, raffazzonate, patinate, mediatizzate,accessoriate,lucide od opache,esondanti apparati didattici e forbitamente presentate da agguerriti rappresentanti aumentano, si moltiplicano,lievitano,ostruiscono il passaggio, incastrano la lingua in una mimesi retorica e superficiale.
-Dunque,Mario Rossi, dimmi il significato della parola: 'mamma'

Panico,vuoto.
Ma a che pagina sta?

lunedì 27 aprile 2009

CI SONO DEI GIARDINI





Ci sono dei giardini che alla sera si riempiono di umori che vagano, di pensieri perduti da chi è passato per strada,si chiudono in un'intimità densa e protettiva.
Il gioco dei fiori, diversi nelle stagioni, turgidi quando la pioggia esagera e rinverdisce le erbe selvatiche, insieme ai germogli delle ciotole dimenticate,richiama lo sguardo e dona riposo.
E' passato un altro giorno.
Ognuno passa e lancia il sasso dei suoi pensieri.
Si muore e si nasce cosi' in fretta,non c'è tempo per curare bene i giardini.
Sarebbe bello guardarli a lungo, durante le giornate,in riposo, e chiacchierare di piu'.
Di questo e di quello,dei fili d'erba e dei germogli,costruendo cattedrali di pensieri, divagazioni ampie ,voli d'aquiloni .
Ritrovarsi, come quando tra vecchi amici si rivive un ricordo.
Il gorgogliare delle complicità scorre,si sgrana come una collana di perle che ha perduto il filo.
Il prepotente,brutta statua deforme, sta in un angolo finalmente dimenticato.
Fili leggeri ribaltano prospettive,nuove intelligenze,trame in trasparenza si evidenziano contro il pulviscolo dorato di luci e ombre.
La parola è fluida,come la vita che scorre in un divenire continuo,muta di forma e di contenuto,si adegua alle tante facce che passano.

In alcuni giardini, prima che faccia sera.

domenica 26 aprile 2009

VITACCIA DA VIP




Che faticaccia quando si nasce VIP.


Meta' del tempo libero a contare,su e giu' per registri, e consigli di anmministrazione, e cantieri,se va bene quando si è ibridi, di quel tipo cioè di Vip che viene dalla gavetta,che sa il sapore del sale e ha qualche calletto sui pollici.Alla Mastro don Gesualdo, per intenderci.
Che quel 'don' lo aveva guadagnato dalla povera, tisica,nobile Bianca Trao.
Ma se si è Vip di prima linea, venuti da cielo in terra a miracol mostrare,cioe' a dimostrare che è possibile tutto cio', la vita si fa veramente una vitaccia.
Punto primo, quando un VIP ha,poniamo un bel mal di pancia, o un'indisposizione di stomaco, come se la racconta?
Tanto,volenti o nolenti, è li' che si finisce tutti,non volevo dirla,ma....diciamola gentilmente, al WC.
E come si innamora, un VIP?
Non ho mai sentito di uno che possedesse una quantità di bilioni oltre un certo limite che sapesse innamorarsi.
In genere ,nella casta, si ibridano per sposalizi osmotici.
Cioe', clonano antichi affetti per parità di conto in banca e ci ricamano un po' su,finche' va..
( ecco come sono nate le favole dei principi che ,rospi per amore, sposavano la donzelletta)
E se per caso un VIP avesse il senso della giustizia, che fa?
Come San Francesco? Ma va!
Si dialettizza,si cerca dei buoni 'personal trainer' che gli curino l'immagine,perbacco.
Un colpo al cerchio e uno alla botte,dicevano gli scalpellini del re.
Ma,e qui viene il bello...
Soprattutto...come danno l'addio al mondo, questi VIP?
Dev'essere un bel problema,perche' si racconta che verso quell'ora li', l'ora fatale,per tutti identica, te le vedi tutte davanti,marachelle e cose buone.
Faticaccia, faticaccia,un gran guaio davvero, nascere VIP.

sabato 25 aprile 2009

25 APRILE MINI E MAXI




Un venticinque Aprile riminese minimalista -il rito del corteo e quel pochino di banda cittadina,qualche sermone, le intenzioni dei bambini di una scuola media -si è sciolto nella mattinata in centro.I negozi tutti aperti, i berretti rossi dei simpatizzanti dell'ANMPI, qualche new-entry ex fascista tra i delegati dell'Amministrazione,a buon rendere.
Tutto molto soft,quasi di striscio, quello che contava era un sole finalmente presente, dopo le piogge e le piogge, e l'invernata cruenta ,la peggiore del secolo.
Invece piu' in la', alla Marina di Rimini, presenze metafisiche di emiri arabi e miliardari russi,smaterializzati ai piu',animavano l'iniziativa 'White and blue', la Fiera delle imbarcazioni extra-lusso.
Loro, i VIP, non si son visti tanto.
Solo nottetempo, nello spazio rigidamente transennato , andavano due limousine, una color panna, targata San Marino e una polacca,un bel carrofunebre lungo quindici metri, che lasciavano scendere una piccola folla di operatori del settore .
Il massimo del 'glamour',cioe' belle ragazzotte in tacchi a spillo e bei ragazzotti col fare sciolto,roba da fiera,ma niente di piu'.Oggi dovrebbe arrivare Belem Rodriguez,nota esperta di economia globalizzata.Che almeno porti un po' di allegria, finora non se ne è vista tanta.
Ma loro, gli emiri, dove saranno?
A giudicare dalla lunghezza dei cabinati esistono:si arriva anche a trentacinque metri, una meraviglia di yacht,roba da sogno.
Se qualcuno pensava che dopo la Rivoluzione francese il vero Vip fosse quello che con fare distratto si mischia in ciabatte al popolo, sulle banchine dei porti, cambi pure idea .
Il vero VIP è segregato ,criptato,smagnetizzato,forse già clonato,non si sa dove,non si sa come.
Un murato vivo,qualcosa come un ergastolano dorato.
-Sei tu il mio VIP-gridava ridendo una attempata signora in vena di satira-ecco, il mio Gianni, guardate che bel VIP !-
Lui, il Gianni, il marito,abbozzava in tuta ginnica blulucido,dal buco della passeggiata dove era concesso infilarsi per guardare giu',tutto quel bendidio.

giovedì 23 aprile 2009

EVVIVA I NOVANTENNI




Non arrivano alla Rita Levi Montalcini, non sia mai, ma i novantenni che conosco e sono rimasti lucidi sono uno splendore di allegria, una guida per il futuro, delle vere promesse.
Intanto,mi tirano su il morale perche' capiscono sempre al volo, prima che parli, addirittura le intenzioni, e vanno avanti, proseguono tenendo diritto il filo.
Guardano lontano e interpretano con ottimismo.
Neanche uno depresso,semmai leggermente inc....
Siccome sono gli altri che ci rivelano a noi stessi,ecco, i novantenni mi rivelano a me stessa proprio bene.
Senso della storia, intatto.
Individuazione dei meccanismi del vivere,lucida.
Creatività e fantasia,alla grande.
Coraggio, da vendere.
Per esempio, i vecchi ex-insegnanti novantenni o giu' di li':
Dici:'Libertà di pensiero' e gli si illuminano gli occhietti.
Dici:'Rischio creativo, anche per gli adolescenti', e sono tutti un battere di ciglia.
Dici: 'Futuro' e ti organizzano una trama perfetta di splendidi progetti.
Dici:'Autostima' e ti fanno sentire una principessa
Dici:' Memoria', e partono con la potenza dei ricordi
Dici:''Paura del nuovo' e ti arriva uno scappellotto.


Non fatemi dire che dai novanta in giu', invece...