martedì 30 ottobre 2007

PAUSA




Una pausa (spero) di riposo.

A presto.

lunedì 29 ottobre 2007

ANTIDOTI


Su Rimini in questi ultimi giorni si è visto scritto il peggio,marcescenze a lettere cubitali in bacheca alle prime ore del mattino, ed è tutto vero, anzi, forse la realtà è anche peggiore.

Si legge, tra i fatti della regione, di questo centro del fantastico cui dara' avvio il professor Faeti a Vergato di Bologna, e gia' a Bologna esisteva una università dell'immaginazione,guidata da Benni. Antidoti alla malvagità e alla malinconia,s'è detto.

Qua nel mio piccolo-fai-da-te artigianale dell'immaginario,penso Rimini, -la 'mia Rimini',allenandomi all'uso di alcuni antidoti.

La 'mia' Rimini:
ampia, 'amnios' di pensieri che corrono dentro il catino largo e domestico dell'Adriatico;
libera,ci provano tutti ad incatenare quel diavoletto irriverente ed ironico che anima il suo 'genius loci', ma lui guizza, ribelle;
patria 'casual' di genialità;
con due o tre linee pregevoli, sotto la colata lavica del cemento ;
animata da una piccola 'res publica' di idealisti che non demorde;
in bilico,a 'sentire' il termometro dei tempi, ma senza perdere il controllo.

Ed è tutto vero, anche questo

domenica 28 ottobre 2007

DI DOMENICA


-Ma lei,di domenica, va a messa?
- No
-Ma allora è atea!
-No, ci mancherebbe!
-Che sia mussulmana!?
-Mah,... veramente...io...
-E allora?
-..... allora cosa?
-..allora, cos'é?
-..dunque, fatemi ragionare di cose di religione

di domenica, ogni tanto, è quasi un obbligo.

Confesso:se salto a pie' pari le tre chiese monoteiste che si sbranano tra di loro, tutte le filosofie pseudo- buddiste e cosiddette new-age,le litanie e gli ammonimenti della signora Nina che mi dice sempre che dio mi ama perche' sono buona, i mormoni e i testimoni di geova che incontro fuori della coop,tutte le sette capeggiate da papponi in rolls-royce, la destinazione dell'otto per mille e i beni ecclesiastici 'ICI -esenti'.....le malattie psichiatriche dei tecnici del sacro, ecc...ecc.... cosa mi rimane?
Per la teologia, quella dottrinaria, ci vuole il fisico.
Forse mi rimangono alcune massime evangeliche come perle di saggezza-'non date le perle ai porci', 'date a Cesare quel che è di Cesare e a dio quel che è di dio', chi scandalizza uno di questi piccoli...'......
...ah,dimenticavo, mi è simpatico San Giuseppe,che ,poveretto, oltre a tenersi un dio in casa , faceva,a sentir la tradizione, anche il falegname.
Mi suona naturale il 'Padre nostro', e vorrei che', oltreche' star lassu' nei cieli, questo Padre - Altro da noi, se esiste,venisse un po' a sorridere di noi, qua sulla terra e a darci una mano,che' ne abbiamo bisogno.
Lo confesso:non ho certezze,ma quando incontro quelli che ne hanno e vogliono a tutti i costi convincermi,cerco di cambiar strada.

sabato 27 ottobre 2007

CORIANDOLI


A Ferragosto ci sono gia' pronte le caldarroste,e quando sul porto soffia lo scirocco si confondono odori ed umori 'politically-non corrected'.

Le tasche languono, le tasche si gonfiano,e quelle gonfie sono sempre le solite.I governi traballano, e il popolo non si accontenta di pane, vuole le brioches.

A meta' settembre ci son gia' le luci di Natale, e passando in canottiera sul ponte di Tiberio, c'è il rischio di pensarsi in Florida.
I negozi cinesi, mimetici di tutti i frullati neo-global,neo-leghisti,neo-tutto,passepartout dell'immane colata lavica di paccottiglia a pocoprezzo, creano bambocci inidentificabili-babbi natale? il marito di barbie dopo l'undici settembre?-

Non si sa, andiamo avanti.

Pero' prepariamo la maschera di carnevale,gia' dai primi di novembre.

Purche' si lascino stare i morti, che' tra folate esoteriche malaticce, negazionismi vari,citazioni sbagliate,non riescono a starsene in pace.

venerdì 26 ottobre 2007

PARIGI, O CARA


Ragiono come la famosa casalinga di Treviso- e mi perdoni, se esiste, sara' in realtà sicuramente piu' intelligente, colta e fortunata di me-ma,essendo fuori tempo per sognare di essere una 'velina', sogno di potermene fuggire a Parigi.

Ma siamo sicuri che Parigi è come me la penso io in questo momento, da questa Italia scassata?Da questo pomeriggio umido e pesante di fatica,da questa citta'- fantasma perduta in un punto della costa adriatica,dove se ne sentono e se ne sentono, ed è meglio davvero ricorrere a quella 'protezione' di cui parlava Primo Levi..

Parigi e Le Marais, il quartiere pieno zeppo di piccole librerie, Parigi e l'aria di incredibile normalita', civilta', laicita' che si respira a comperare un paio di calze, o un giornale, o una baguette. Parigi e l'anima degli impressionisti,la rive-gauche e i bambini di tutti i colori,tranquilli con i papa', alle fermate dei metro'.

Parigi e il sicuro, civile discrimine del merito .

Parigi che sicuramente partecipa di tutti i dolori del tempo, ma li dirime.

Quando bruciavano le periferie , nel 2005,mi era capitato di vedere i telegiornali francesi:qualche tavola rotonda, l'intervento mirato dei politici , qualche servizio 'in loco'.

L'ultima notizia in merito che ho letta, si riferiva ad un progetto educativo enorme, nello stesso punto caldo in cui tutto inizio'.

La verità è difficile da dimostrare, la cronaca ci prova a rincorrrerla, la storia è in affanno,l'esperienza è l'unico dato certo,eppure comincio a pensare che ,forse, in un 'altra città, in un altro paese, starei meglio.

giovedì 25 ottobre 2007

BABBO,SEI ONESTO?


Dal'Corrierino delle famiglie' di Giovannino Guareschi(BUR,pag.54):
'L'ESAME. Io stavo leggendo seduto davanti alla finestra spalancata e Albertino si avvicino'e mi domando':
-Babbo, sei onesto?-
Questa non è una domanda facile,anche ammesso che uno sia abituato a frequenti esami di coscienza, e cosi' rimasi imbarazzato'

Arguzie popolari,sapore di verità detta in pillole pepatissime.
In una commedia di Lucchini,commediografo dialettale riminese,compare un giovane amoroso, definito 'surgatton'.
Ho provato a cercare sinonimi,ma è un termine molto difficile da tradurre: direi uno che cova nella cenere, uno poco chiaro, uno che manovra sotto.
Andateci a combattere nel viver civile, con i 'surgatton'
La definizione di 'quaquaraqua'', invece, di Sciascia ne 'Il giorno della civetta ' ha superato da tempo i confini del conio regionale.
E, a ripeterla oggi, suona come un grande sberleffo.

mercoledì 24 ottobre 2007

LINGUAGGI


Nella babele dei linguaggi,-corsi di lingue, messaggi intercontinentali, linguaggi informatici, linguaggi specifici,nuove grammatiche-aumentano le nuove gergalità.
Argomento vecchio:aggregazioni per bande, caste, gruppi di intesa,tecniche auditel,teorie delle comunicazioni di massa inducono la comunicazione a forme elementari, per necessità di tempi veloci, per nevrosi collettive, per frustrazioni individuali,per mantenimento di interessi di gruppo..
Siamo tutti scienziati fai-da-te,tutti 'pazienti esperti',tutti sociologi in erba, tutti antipolitici, che vuol dire politici al negativo.
E lo diciamo nei linguaggi che possediamo. Che ,alla fine, si riducono a:
stereotipi elementari-le stagioni non sono piu' quelle di una volta, i giovani non amano piu', chissa' dove si andra' a finire,bisogna tornare ai valori di base, evviva le persone oneste...-
esercizi narcisistici:che bello quello che ho detto,chissa' che effetto ha fatto..
molto spesso,vuoti bla,bla:ci vuole ordine, occorre sicurezza ...
nei luoghi dell'industria della comunicazione, a esercizio per la costruzione del consenso.
Chi ci salva,nella babele dei linguaggi?
Il silenzio?
Gli artisti veri?
La lealta' di un amico, che mentre ti parla ti guarda in faccia?