martedì 15 settembre 2009

CORSI DI RECUPERO PER IL MINISTRO


Non so dove abbia preso diploma e laurea la signorina Mariastella Gelmini,nostro Ministro della Pubblica Istruzione.
Sta di fatto che con le ultime uscite si è giocata proprio tutte le cartucce della credibilità.
Prendiamoil termine 'politica', che lei usa in modo riduttivo,assolutamente antiscolastico, beghino.
Vorrei che ,a rigor della sua logica, riuscisse per esempio a spiegare ad un istituto di formazione ambientale il rapporto tra gestione delle risorse ambientali/trerritorio/salute.
Forse in modo neutro, tirando giu' due teoremi o due calcoli di estimazione territoriale?
Senza spiegare cosa è un territorio sismico?
Cosa prevede la legge sui materiali tossici in edilizia, non ultimo l'amianto?
O forse le nozioni di base,'apolitiche'-cioe' decontestualizzate dalla polis- sarebbe costretta a dialettizzarle con il tema dell'utilizzo,degli obiettivi concreti, del bene comune?
E' talmente semplice la questione che anche un bambino di scuola materna la capisce.
Quando scoppio' la centrale nucleare di Chernobyl nella scuola materna di mia figlia era tutto un tentativo di spiegare ai bambini cosa stava succedendo, perche' non potevano toccare l'erba ne' bere il latte.
I minori hano bisogno di persone serie,che li prendano sul serio, loro e il mondo in cui andranno a vivere.
Roba da non credere,questa specie di sistema falso/neutrale.
Contraddittorio al suo interno, per dipiu'.
Laddove si recita in astrusi 'corsi di formazione',proprio in questi giorni, di 'educazione alla cittadinanza'.
Ma la cittadinanza non è vita della polis,in tutte le sue coordinate?
Quando saltarono per aria le Torri gemelle, nel settembre del 2001, giravano nelle scuole circolari ministeriali che 'pregavano' caldamente gli insegnanti e gli adulti tutti di essere vicini ai minori, nel tentativo di individuazione del terribile accaduto.
Siamo andati indietro di quanto, rispetto solo a otto anni fa?
Salvo poi caricare i poveretti di visioni catastrofiste, in orribili temi 'di recupero'(V.'Descrivi la violenza negli stadi, la violenza sulle donne,sui minori e la fine del mondo imminente'Svolgimento,per favore con buona sintassi.Amen)

domenica 13 settembre 2009

L'ORMONE PRECARIO



TraVeline,Veroniche,Noemi,Giampi,Fabrizi,Daddari,cene,regate,farfalline ,red carpets,sotterranei curiali ,compassi e bilancini e compagnia,sta sfuggendo ai piu' la fisiognomica del-nuovo?-precario della scuola.
Pancetta,postura bolsa,sistema endocrino a dura prova,ma soprattutto,ormone che impazza.
Sulla sua strada naturale, ovviamente.
Perche' il tempo è inesorabile, tutto travolge, anche gli ardori didattici della giovinezza.
Lui, l'ormone, che a trent'anni faceva il suo mestiere anche nelle aule di scuola, con intendimenti giusti, e proponimenti speranzosi, a(quasi) cinquanta ,fermo restando lo status di precariato endemico,lavora un po' di sghembo.
Cosi', l'okkupazione di tetti sotto soli cocenti, di gabinetti abbondanti di virus,di corridoi in tripudio di programmazioni didattiche impazzite, fa piu' tenerezza che altro.
Dunque.
La logica operaista nella scuola è l'antico errore dei sindacati 'di sinistra'.
Non puoi mandare avanti le schiere 'contro',in quell'ambiente li'.
La scuola richiede-ahime'-autorevolezze, talenti e diversificazione:tre dati difficilissimi.
Due:non affiderei mai un figlio in eta' scolare ,con cuor leggero, a questi 'giovani' precari.
Troppo,poveretti loro, impegnati a lottare per la pagnotta e come tutti i poveri a cui la pagnotta la dai, dopo due minuti scodinzolano davanti a tutte le fesserie che passano.
Terzo,suggerimento minimalista:con tre 'part-time ' di settantenni -di quelli che si ingozzano un panino per fare i corsi al pomeriggio, tengono in piedi responsabilit' e parcheggi,laboratori e aule multimediali,agganci col territorio e sistemi di sicurezza-si fa una cattedra.
Nessuno ci ha ancora pensato?

sabato 12 settembre 2009

CHI DI LEGGE FERISCE.....


Un incontro velocissimo, nel traffico del sabato mattina, con un vecchio amico di studi, avvocato bravissimo, serio e pure affermato ,mi ha un po' confortato sul tema della scuola.
Lui, il vecchio amico, ha due figli in eta' scolare e la vede malissimo.
Il fatto è che è rimasto fedele a due o tre vecchie idee sul mondo,non ultima una idea di scuola come luogo di educazione.
Strombettamenti,motorini, via-vai cittadino permettendo, siamo riusciti in cinque munuti a dire esattamente quello che 'vediamo' della scuola.

(**********) censura.

Forse sembravamo due vecchi pazzi,con i sacchetti della spesa, i cestini della bicicletta,il fare concitato e molte-oddio forse troppe?-frasi 'colorite'

Ehmmmmm...... mica eravamo a scuola.

giovedì 10 settembre 2009

SALVATECI DA DONNA PRASSEDE




Inestinguibile categoria, con picchi italioti importanti,molto piu' di quella degli azzeccagarbugli o degli osti chissenefregamibastalamiaosteria.
Tenace categoria,inossidabile,si riproduce come un germe antibioticoresisistente ,come una muffa che cresce sulle rovine.
Come ce ne libereremo?
Dunque,ragioniamoci un po' su.
Donna Prassede non è quello che si suol dire una donna cattiva, anzi.
Vuol far del bene e ce la mette tutta.
Solo che incorre in un piccolo quiproquo:scambia il Cielo-quello lassu', quello vero, quello che le giaculatorie dottrinali recitano sede dell'Altissimo-con il suo cervello.
Gia', proprio cosi':con il suo cervello.
E fosse un bel cervello, pazienza.
E' un cervellino,che se si lasciasse guidare dall'umilta' e dal senso del limite, forse qualcosa combinerebbe.
Ma va.
Donna Prassede è come un tank da occupazione.
Avanza inesorabile, segna il territorio, si installa,domina,pretende.
Mamma mia,che si fa?
Schiere di donneprassede affilano periodicamente i coltelli nei corridoi di scuola,agli angoli delle vie,sotto le lampade al neon delle cene serali,come una rete globalizzata ,seguendo un tam-tam carico di seducente,ipnotica volonta' di autoaffermazione.
Pianificano il mondo con un paio di nozioni elementari,saprebbero far bella mostra di se' in un orwelliano sistema di burocrazie e controlli piatti.
Incapaci di guardare negli occhi chicchessia.
Godono solo di se'.

martedì 8 settembre 2009

VIRUS E DIDATTICA




La vera novità della didattica dell'anno scolastico in arrivo è lui, il virus della suina.
Per il resto, tutto cambia perche' nulla cambi.
Al trentasettesimo-mi pare-tentativo,dal secondo dopoguerra a tuttora , di riformare la scuola media superiore, siamo arrivati al decreto attuativo della legge del 2006 sull'obbligo scolastico a sedici anni.
Che era gia' in corso da dieci anni,ai tempi remoti-ma non troppo -delle famose 'passerelle'.
Salvo poi dimenticarsele e boccciare a spada di carlomagno-piatta,fendente e micidiale- in forma industriale eserciti di stralunati quattordicenni. convinti di fare del bene al mondo.
L'anno scorso il 'must' erano la disciplina,garantita formalmente dagli alambicchi sui voti di condotta e l'educazione civica,non garantita perche' neppure i docenti sanno cosa sia esattamente.
Quest'anno ,per esempio, la Regione Emilia-Romagna-e le altre? Non ho la forza di informarmi- prevede buonismi di recupero e recita-in fantasmagorici 'corsi di formazione ' di docenti-referenti:aiutare iragazzi alla scuola di cittadinanza, renderli 'felici' di stare a scuola.
(?)Salvo poi disconnettere quei dieci anni a sequenze stagne.
La terza media che arriva ad un punto, la prima superiore che parte da un punto precedente,le parole-chiave di connessione tra discipline che altro non sono che mimesi divecchi esami terminali di licenza media inferiore,con in meno la freschezza della novita'.
Il biennio delle superiori fascia cruciale.
C'era bisogno che lo dicessero gli 'esperti'.(pagati quanto?)
I linguaggi 'minimi' trasversali e sempre piu' sottili.
Salvo poi picchiare duro sull' analisi del periodo sotto le vacanze di natale,o tra un'udienza-genitori e l'altra,tanto per aggrapparsi ad una certezza atavica,di stampo tardo-repubblicano(cioe' ciceroniano, ovviamente,che' quella è l'unica respublica degna di menzione-
Qui lo dico e qui lo confermo:tutto questo mi entra da un orecchio e mi esce dall'altro.
Mortalmente noioso,quasi immorale.
L'unica novità ad agitare un po' le acque in senso globalizzato è questa storia della suina( febbre)
Quando compariranno i primi casi nei corridoi, nelle aule sempre piu' sovraffollate ed irrequiete ,come faremo a salvarci?
Una risposta l'avrei:bastera' raggiungendo i precari sui tetti, posto che siano ancora vivi, ancorche' attrezzati ai rigori dell'inverno.
PS. apprendo ora la notizia della morte di Mike Bongiorno e scopro che con lui se ne va un'epoca,ricordo anche come fu bistrattato,perche' non piu' utile.

giovedì 3 settembre 2009

LABIRINTITE CURIALE




Come puo' un cittadino di strada capirci qualcosa,anche se si impegna,sull'ultima 'boutade' catto-clericale-di veline-e casigiudiziari pregressi?
Anche a mettercela tutta rimane difficilissimo.
Se poi ci si aggiunge che la propria energia la si vorrebbe spendere meglio, il gioco è fatto:si guarda da una certa distanza l'ultimo 'gliuommero' della cronaca e ci si capisce poco.
Di fatto potrebbe starci dentro tutto:lotta tra vertici della Cei,trame nei sotterranei a danno del direttore dell'Avvenire, riesumazione di un suo 'peccatuccio' sul quale- a volte sanno essere veramente dei grandi ,accipicchia che 'nonchalance'-i capi suoi soprassedettero disinvoltamente, a suo tempo.
Il Cavaliere nostro capo che,senilmente ma non troppo, gradisce l'offerta di detta manovra,un tuonante capo leghista che passa dal culto del dio Po alla sacra genuflessione alla Santa Madre.
Oppure:un poveraccio che ha avuto la vita rovinata da una congiura costruita a tavolino?
Non so, qualche carta c'è,pare,anche se stantia.E lui un poveraccio proprio non è,nonostante esibisca un 'look' dimesso.
E del resto, lasciatelo pure ai suoi gusti sessuali,comunque essi siano, ma qualcosa di buono l'aveva detto.
Anche di storto, naturalmente,moraleggiando a spada tratta,come è d'uopo, su morale sessuale e cellule staminali e DICo, e caso Englaro.
Il tipo che predica male spesso,sul tema, bene talvolta e razzola come puo'.
Ma definire un essere umano per le frattaglie di cronaca è cosa terribile.
La cosa piu' -letterariamente- pesante è pensare allo scuotersi di sottanone curiali, alle fibrillazioni di poveri cuori di monsignori, che all'insegna dei due famosi verbi'Sedare,sopire' avranno passato chissa' quante notti insonni.
Un bel quadro,davvero.
Con il coro ciellino che di volta in volta moraleggia,salvo poi esibire spregiudicatezze da brivido, che farebbero accaponare la pelle anche al piu' intrallazzone dei bottegai romagnoli.

Rimane,dopo lo stress dell'impegno per capirci qualcosa,un dubbio metodico:
ma tutto questo,cosa c'entra con noi?
Con una postilla:nel caso ci venisse un sospetto di pensiero religioso, quale è la scorciatoia per evitare questo bordello?

domenica 30 agosto 2009

SCRIVI UNA VITA/MERCE' RODOREDA




'La piazza del diamante' di Merce' Rodoreda ( Barcellona,1908-Romanya de la Selva,1983)è stata una bella scoperta.
Grazie a mio fratello,lettore libero ma non da poco,che in questa estate mi fa da bibliotecario.
Una signora che appartiene alla lunga serie dei 'desaparecidos' della vita riminese, ex-insegnante, spirito sensibile e fine, mi disse una volta che quello che fa la poesia è il desiderio di andare a rileggerla perche' se ne è capito poco e ti è rimasta la voglia e la curiosità e il desiderio.
La scrittura di Merce' Rodoreda è cosi'.
E' un bellissimo mistero,qualcosa che si avvicina al cuore molle della vita quasi identificandocisi.
Un cuore intimo,fatto di parole coraggiose che allineate le une alle altre come perline della collana di una bambina stupiscono,non saziano.
Spagna,Barcellona,gli anni della guerra civile.
Si dipana la vita di Natalia che in questi anni terribili,in un matrimonio fatto di incongrue apparizioni,affetti non riposanti,un quotidiano mai pienamente soddisfatto, fno alla perdita del marito, alla fame, al delirio della fame e dell'impotenza di non saper nutrire i figli, perde la sua giovinezza.
Ci sara' anche una sorta di riscatto ferito,in un secondo matrimonio,che non riuscira a sanare del tutto le ferite di Natalia.
Ma quello che colpisce è la tecnica della scrittura.
Tecnica?
Che brutta parola,forse meglio dire la forma, l'apparizione,il farsi dalla grafia sulla carta che produce la meraviglia del contenuto,il perfetto equilibrio tra lingua viva e 'grammatica',mimesi di un tempo storico e misteriosamente intima.
La vita è meravigliosa e anche quando la protagonista sembra vicina a gesti disperati si avverte che il dire quello che potrebbe accadere, la parola che si avventura nelle pieghe dell'attimo che fugge puo' funzionare da balsamo benefico.


Merce' Rodoreda -antifascista,in esilio dopo la vittoria di Franco, tornera' in patria solo nel 1972-è certamente scrittrice raffinata, che malamente nasconde la sua raffinatezza dietro una sintassi apparentemente elementare,ingenua, paratattica,incombente,in un 'inondazione di sensazioni,di oggetti di casa, di luci, ombre,paure,pensieri, in un mirabolante succedersi di piccoli miracoli.

'...e dentro ogni pozza,per quanto piccola,ci sarebbe stato il cielo...il cielo che a volte un uccello sparpagliava....un uccello che aveva sete e senza saperlo sparpagliava il cielo nell'acqua con il becco....'

Merce' Rodoreda,'La piazza del diamante', la Nuova frontiera edizioni