sabato 12 marzo 2011

QUEL GRAN SOLE


Il sole di Hiroshima ha accompagnato la memoria storica della mia generazione,ne ha guidati i tabu'.
Primo fra tutti, la guerra.
Abbiamo creduto che i patti del secondo dopoguerra fossero tutele reali.
Abbiamo vissuto con allegria,nel pieno di noi,nonostante gli inevitabili drammi storici e generazionali,il nostro tempo.
Ritorna nella tragedia sismica giapponese lo spettro del gran sole di Hiroshima.
Dove l'uomo guerreggia con se stesso e si fa e si disfa,neppure nel giro di due generazioni.
Trepidiamo,convinti che nell'ipotesi della fissione nucleare in atto dall'errore di funzionamento della centrale di Fukushima stia un'incognita terribile ,guardiamo la crosta del mondo che si corruga,mentre ribollono le sue viscere,si spaccano citta' ,si sciolgono come latta autoveicoli e navi,e il mare si leva,alto, incontenibile.

martedì 8 marzo 2011

GRAZIE DANIELE




Da una lettera al Direttore di DANIELE TREMATORE del Liceo 'V.Gioberti 'di Torino su 'La Stampa ' di oggi:




' Quando la scuola fa sognare e da il buon esempio.

.....Che la storia delle donne nella cultura e nella vita civile sia stata una storia di emarginazione,tutti piu' o meno lo sanno.
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nella mia classe durante le lezioni di fisica,nonostante il programma e le poche ore a disposizione,la nostra professoressa ci ha insegnato a gettare lo sguardo sulla vita e sul talento delle donne scienziato che......
.....
:dai premi Nobel per la medicina Barbara Mc Clintock(1983) per la scoperta dei trasposoni e Rita Levi Montalcini (1986) per il fattore di crescita delle cellule nervose(Ngf),al caso di Lise Meitner che-a differenza di Otto Han che ricevette nel 1944 il Premio Nobel per la Chimica-non fu premiata sebbene per prima forni' la spiegazione teorica della fissione nucleare;a quello ancora piu' emblematico di Rosalind Franklin,le cui scoperte sul DNA furono oscurate dai piu' famosi James Watson e Francis Crick,entrambi Premi Nobel per la Medicina nel 1982.

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Grazie,Daniele,che bel regalo per questo 8 Marzo.


domenica 6 marzo 2011

IL TEMPO DI PIERROT


Coriandoli di una civilta',vecchia Europa assediata e languente.
Cosa vedremo,cosa c'è alle porte del nostro futuro e cosa esibira' la vecchia Signora per salvare il suo passato,perche' di presente ne ha cosi' poco.
Pulsa il nuovo nelle vene di chi va per strada,guarda e vive.
Simulacri di rottami arrugginiti non coprono l'urgenza dei giorni,ancora poco e sara' piu' chiara la direzione.
Alle porte dell'Europa preme un 'onda di popoli,
dentro il vecchio continente premono onde incontenibili che ribollono come il vino nuovo nei tini.
Onde esterne e interne di inquietudini che cercano soluzioni,giovani che di diritto chiedono le redini del futuro.


Pierrot si apparta a guardare, e una lacrima calda gli scivola sulla guancia reclinata. Assapora dolce la nenia della sera,che prelude ad un giorno nuovo e uguale,con la curiosita' dell'attesa.

giovedì 3 marzo 2011

RICONNETTIAMOLI


A forza di connettersi,sono talmente sconnessi che non sai dove cercare le loro sinapsi neuronali sparse in giro per gli ambienti.
Loro gli eterni quindici-sedici-... ettenni del terzo millennio in itinere.
Riconnettiamoli.
Diamo il senso del limite,del silenzio,del tatto,della vista e dell'udito.
La profondita' della parola nello spazio e nel tempo,la realta' di una carezza.
Connessi perennemente all'armamentario d'uso,accessoriati e tribali,facciamoli ballare ad un buon ritmo.
Che ci stia dentro almeno un pizzico di senso,un fil di fumo all'orizzonte,un valore piccolo cosi'.
Domani non è mio,è nostro.
Sei meno meno è quanto basta per sopravvivere,ma dopo la curva c'è il mare.

giovedì 24 febbraio 2011

LE MANI SULLA CITTA'


Con riferimento alla ormai popolare conoscenza su appalti,rituali,clan,mafie et similia di casa mia(cioe' Rimini e paeselli limitrofi, V. anche titoli di prima pagina della stampa locale odierna ),mi chiedo stralunata:

-Ma quante volte avro' preso un caffe' in un bar di Rivazzurra,luogo-clou di incontri di clan,avendo lavorato a Marebello per circa quindici anni,gomito a gomito con un boss?
-Ma quanta piccola malavita organizzata avro' incrociato all'angolo di strada,a scuola,nel tal negozio del centro ?
-Quante saponette avro' comperato senza sapere che andavo ad ingrassare il Padrino?
- Forse quel tal disagio che prende nella vita cittadina,e si tramuta in malinconia,non è poi una ubbia cosi' individuale?
La verita' è che un po' mi vergogno che la mia citta' sia ridotta cosi'.
E' per me un non-luogo,ambigua collocazione dove tutto accade e niente accade.
Un piccolo deserto dei tartari in versione adriatica.


martedì 22 febbraio 2011

UN PELLEGRINO CHE RINCUORA







Urge scrivere ancora del Mediterraneo in fiamme,come gia' ho fatto.



Ma urge anche scacciare la malinconia.
Per esempio nominando in questo blog un principe dell'arte del vivere,eroe italico a tutto tondo,signore di provincia e curatore d'anime e di palati fini.
Pellegrino Artusi,nel centenario della morte, eroe di Forlimpopoli,Romagna solatia.
Dell'arte del mangiar bene non sono edotta,anarcoide anche in questo,mi oriento a naso.Bruciacchiando e cuocendo in fretta,sospirando davanti a splendide distese di pasticceria,ahi il colesterolo,facendo a volte cose di cucina cosi' cosi' e altre,piu' difficili, in fretta e bene.
Si va.
Ma lui, l'eroe dei due mondi,della cucina e della vita,era veramente celebrato nella mia infanzia, e qui lo voglio ricordare.
Di una nonna materna,artista 'ante-litteram' della 'nouvelle-couisine',talmente idealista degli intingoli e dei battutini che sopra ad alcuni ci stava giorni.
Niente a che vedere con le romagnolone tutto ragu', ovviamente.
E del libro del Pellegrino che campeggiava,sospirato e declamato, sui ruggenti anni sessanta,a temperarne i vizi di passioni ricostruttive e di superbe fole.
Si va.
E di quel di Forlimpopoli,dove capitai una prima volta trascinata in una serata buia e tempestosa, con il marito stralunato ma curioso e una gragnuola fredda e fitta che batteva sul cofano dell'auto.
A prendere non so quale premio, per un testo sul Passator cortese,e ritrovai nella 'kermesse' un giornalista amico d'infanzia che riconobbi solo alla fine.

'....Comincia una storia curiosa,signori e signore,una storia di vendette e di atroci delitti, ma anche di passioni e di giustizia temeraria.
Questa è la storia di un Passator Cortese,udite,udite,genti,donne e cavalieri amabili, questa è la canzone di quel signor brigante,che in molti,nonsisachi,hanno voluto eroe.
.....'

(dal mio 'Re della strada e re della foresta',in 'Pupazzi,ecc..')















venerdì 18 febbraio 2011

ALLERGIE STAGIONALI


'......
Nicolo',quando sapeva che uno di costoro era nei paraggi,si barricava ben bene nella sua casetta di legno marrone scuro,metteva i paletti alle porticine e alle finestrelle,si rincantucciava in un angolo,dimodoche' nessuno,dall'esterno,riusciva a vederlo.
Altrimenti,al solo incontro con ognuno di costoro,gli sarebbe scoppiata quella terribile allergia che gia' una volta lo aveva colpito,quando tutto il suo corpo di pupazzo si era riempito di macchioline verdastre,a forma di tanti serpentelli, e le orecchie gli erano diventate gialle e calde,e i capelli di stoppa cosi' diritti che sembravano tanti stoppini,li',sul suo capo rotondo e smarrito.
..............'
( da'Come è Nicolo',pupazzo del parco',dal mio 'Pupazzi,nonni,re e anche un tre' Societa' editrice Il Ponte vecchio, Cesena,2004)