
Ricordo, di Don Lorenzo Milani, 'L'obbedienza non è piu' una virtu''(Lettera ai cappellani militari,1965)*
Alcuni passi.
'.non discutero' qui l'idea di Patria in se'.
Non mi piacciono queste divisioni.
Se voi pero' avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi diro' che,nel vostro senso, io non ho Patria..'
'..le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente:lo sciopero e il voto.'
'Abbiamo idee molto diverse.Posso rispettare le vostre se le giustificherete alla luce del Vangelo e della Costituzione.'
'Certo ammetterete che la parola patria è stata usata male molte volte...Spesso essa non è che una scusa per credersi dispensati dal pensare, dallo studiare la storia,dallo scegliere,quando occorre ,tra la Patria e valori bel piu' alti di lei.'
'Era nel '22 che bisognava difendere la patria aggredita.
Ma l'esercito non la difese.
Stette ad aspettare gli ordini che non vennero.
Se i suoi preti l'avessero educato a guidarsi con la COSCIENZA invece che con l'OBBEDIENZA cieca, pronta,assoluta, quanti mali sarebbero stati evitati alla Patria e al mondo?
..Cosi' la Patria ando' in mano ad un pugno di criminali che violo' ogni legge umana e divina e riempiendosi la bocca della parola Patria condusse la Patria allo sfacelo...'
'Se volete diciamo:preghiamo per quegli infelici che ,avvelenati senza loro colpa da una propaganda d'odio,si son sacrificati per il solo malinteso ideale di Patria.... '
*L'episodio dei cappellani militari costerà a don Lorenzo Milani
(Firenze 1923/1967, prete ed educatore di origine ebraica per parte di madre)
un processo per apologia di reato