lunedì 6 settembre 2010

NON SI DIRA'


ANGELO VASSALLO,sindaco di Pollica,nel salernitano,ucciso da un attentato camorristico nella tarda serata di ieri.
Un mio coetaneo,magari aveva frequentato un Liceo Scientifico intelligente e pieno di speranze.
Nessuno ne parlera'.
Ne' a scuola ne' in citta'.
Ci sara' forse uno 'speciale' in tarda serata,scontato e noioso.


Vorrei solo andarmene da questo luogo ,dove è possibile alzarsi al mattino e leggere una notizia come questa,come se fosse normale.
Ma in fondo me ne sono gia' andata perche' mai come ora sono consapevole di essere priva di socialita' di riferimento,affidabile,onesta e pubblica.
Un pensiero per la famiglia,perche' non ci sono parole.

venerdì 3 settembre 2010

LEZIONI AMERICANE 5/MOLTEPLICITA'




Il Commissario Ingravallo di 'Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana' apre la quinta ed ultima delle 'lezioni'.
Ingravallo che si interroga in quel raffinatissimo linguaggio-pasticcio che Gadda costrui' come farebbe un ingegnere raffinatissimo,nevrotico e un po' burlone con una scatola di mattoncini 'lego',un dopopranzo qualunque.
Ingravallo arriva a traghettarci nel cuore del 'gliuommero'attraverso la 'fabula' del giallo.
La realta',coacervo di fili che si intersecano,si aggrovigliano,si confondono arriva li',a quell'ombelico irrazionale e indistricabile.
Toccata una pagina della 'Recherche' proustiana come luogo ed archittetura di molteplicita',C.arriva ai due buffi 'single' flaubertiani:Buovard e Pecuchet.
Esilarante 'antienciclopedia',il testo a loro dedicato è in realta' un lungo elenco,pedissequo,forse noioso.I due 'single' piu' antierotici della letteratura prendono la realta' tutta per un enorme casellario di esperienze da catalogare.
Fallimentari su tutti i fronti,perdenti,naufragano tirando a fondo la ragione cartesiana e la 'grandeur' francese tutta.
Piu' buffi di Stanlio ed Olio, si infilano in una serie di 'gag',ma intanto ci conducono per mano in campi sconosciuti e contrapposti,che vanno dall 'agronomia alla geologia,dall'anatomia all'orticoltura.
Dell'altro autore nominato, Perec,taccio perche' non so chi sia.
Di fatto possiamo pero' dire che la realta' E' molteplice,aggrovigliata,spesso indistricabile.
Questo si',per chiudere l'Estate e la rispolverata data alle 'Lezioni'.


martedì 31 agosto 2010

RICORDANDO FEDOR






Da due occasioni di riflessione-il recente 'Meeting' ciellino a Rimini e le sempre piu' assurde efferatezze ,vuote di senso che la cronaca ci offre -arrivo a ricordare Fedor Dostoevskij
Dal primo spunto: ricordo un 'Meeting'il diciottesimo,nel 1997,interamente dedicato al grande narratore russo :rimasi basita quando capii che nella percezione popolare,divulgativa,il grande,maledetto Fedor veniva recepito come un sant'uomo.
Non che i curatori delle mostre,ecc. non sapessero la lezione,ci mancherebbe,parlo di 'ricezione'.Mi ero detta: 'Hanno beccato Fedor Dostoevskij e gli hanno fatto fare la parte del convertito/santo:perche' lui forse è piu'affiliabile-nell'ambito dei grandi dell'Ottocento russo-di Tolstoj,che invece,con le sue proposizioni collettivistiche,socialisteggianti,pone altri interrogativi,meno camuffabili.
Ora ripenso ad alcune pagine dannate di Fedor Dostoevskij-che ahime' ho quasi dimenticato,e pensare che l'avevo letto tutto-per esempio a quelle dedicate a Raskolnikov,lo studente che uccide 'per noia'il vecchio in ' Delitto e castigo'.
Le proietto sulla nostra cronaca,trovo delle terribili coincidenze.
Febbricitanti ,privi di bussola, anime vaganti insaccate in cappottacci intrisi dell'umidita' pietroburghese,nihilisti estremisti,coscienze antagoniste,i personaggi dostoevskiani girovagano di pagina in pagina creando uno scenario che tocca i vertici dell'inquietudine assoluta.
E di pagine Fedor abbondava, dovendosi coi manoscritti pagare l'affitto e i soldi gli mancavano, perche' puntualmente se li giocava d'azzardo.

domenica 29 agosto 2010

LI PENSAVO ERETICI


Li pensavo in progressione verso la conclamata eresia.
Pero' confesso che di teologia non me ne intendo.Costretta,scelgo sempre la Storia,quella degli uomini tutti,per intenderci.
Dopodiche,del MONDO CIELLE/MEETING devo dire che:
hanno un dogma assoluto :DENTRO/FUORI.
Cioe':tutto quello che è nel loro perimetro -ben circoscritto in termini di OPERE reali, ben benzinate da un consesso di potenti di turno,non importa come vivano ne' cosa pensino,loro sono di bocca buona- è bene
Tutto quello che sta fuori è male o al massimo cosi' cosi'.
Punto.
Il resto è folclore e sociologia.
Vorrei ricordare un grande etnologo completamente dimenticato,ERNESTO DE MARTINO-che in un piccolissimo libello,'Sud e magia', parlava di fenomeni di supersitzione di massa causati da 'assenza di presenza'.
Che tradotto mi pare possa significare che, in tempi di vuoto,aggregazioni fondamentaliste, capaci di organizzazioni potenti e sostenute da un consenso 'trasversale' si affermano.
In Romagna,poi,c'è una inclinazione tutta particolare all'adunata di massa,rosa,bianca,gialla,non importa.
Un fenomeno pericoloso,da cui gli individui liberi di testa dovrebbero guardarsi.
Ma tornando all'eresia.
Mi chiedo come mai una Chiesa non si accorga che il ciellino medio è tronfio,ideologico,certo solo del suo,nei luoghi di lavoro NON fa del bene a tutti ma solo ai suoi.
Coltiva un suo dio privato e prepotente.
Ti è amico,si',ma consapevole di avere la VERITA' unica,assoluta.
Un po' di Storia,per cortesia,non farebbe male.
In nome di quel dio li' sono sempre accadute le peggiori efferatezze.

venerdì 27 agosto 2010

Un INTERVENTO SUL TEMA DELLE ESPULSIONI DEI ROM


Ospito volentieri, sul tema delle espulsioni all'attenzione della cronaca in questi giorni ,un intervento di S.R.,giovane operatrice,gia'laureata a pieni voti in Scienza della diplomazia internazionale, con una tesi sulle comunita' ROM.


'...le persone che stanno mandando indietro in Romania e Bulgaria sono cittadini europei,per i quali vige una direttiva comunitaria, secondo la quale ognuno ha diritto a stabilirsi dove vuole e ad essere trattato da pari(anche se molti paesi prevedono la registrazione presso le autorità competenti e l'obbligo di impiego quindi di essere produttivi).In piu' è fatta su base etnica e di massa,in quanto tale proibita dalla medesima direttiva (possibile solo dopo attenta inchiesta,ecc..)
Questa espulsione 'soft'è una scorciatoia per non affrontare il vero problema dei rom maggiormente marginalizzati....che spesso si trovano a spostarsi da un campo illegale ad un altro.Tra l'altro, chi è lo stolto che rifiuta soldi per farsi portare in Romania o Bulgaria e poi tornare da dovel'hanno cacciato?Non ci sono piu' accordi alle frontiere grazie all'accordo di Schengen.
E' doveroso affermare che:
1)ci vuole una politica di integrazione a 360 gradi,fatta all'interno della comunita' rom e di quella italiana(e qui la scuola dovrebbe giocare un ruolo fondamentale)
2)Rom non significa Rumeno
3)la maggior parte dei rom è cittadina del paese in cui risiede ma non si fa riconoscere per paura di essere discriminata
4)non c'è una controinformazione mediatica che smentisca i pregiudizi

..............'
GRAZIE

lunedì 23 agosto 2010

LEZIONI AMERICANE 4/VISIBILITA'


pag.91

'...ma c'è un'altra definizione in cui mi riconosco pienamente,ed è l'immaginazione come repertorio del potenziale,dell'ipotetico..
....la fantasia è una specie di macchina elettronica che tiene conto di tutte le combinazioni possibili e sceglie quelle che rispondono ad un fine,o che semplicemente sono le piu' interessanti,piacevoli,divertenti.
....ma resta da chiarire la parte che in questo golfo fantastico ha l'immaginario indiretto,ossia le immagini che ci vengono fornite dalla cultura,sia essa cultura di massa o altra forma di tradizione
....sara' possibile una letteratura fantastica nel duemila,in una crescente inflazione di immagini prefabbricate?
Le vie che vediamo aperte sono due:
1)Riciclare le immagini usate in un nuovo contesto che ne cambi il significato
2)oppure il vuoto per ripartire da zero
................'
Passando attraverso autori del calibro di Giordano Bruno(per cui lo 'spiritus fantasticus' dal quale l'autore attinge forme e figure è un pozzo senza fondo) e Balzac( che nella 'Commedia umana'parte dal presupposto che il mondo scritto possa costituirsi in omologia con il mondo vivente)C.elenca la VISIBILITA' tra i valori da salvare.

Rileggendo questa Lezione,ho ricordato un vecchio video di Gianni Celati dedicato alle case della Bassa Ferrarese:portate ad esempio di un certa forma estetica,purche' 'guardate'.
Elette a contrasto di una certa estetica turistica omologata.
Insomma vorrei far coincidere la categoria della visibilita' con la possibilita' di uno sguardo limpido di chi scrive.


giovedì 19 agosto 2010

QUALCOSA DI OSCENO


Ha qualcosa di osceno la caciara che si fa sui 'media' ogni volta che un personaggio pubblico se ne va(muore).Francesco Cossiga aveva appena esalato l'ultimo respiro e gia' le reti a tam-tam unificati andavano a stanare i suoi tic,le immagini della sua vita,nell'intreccio di pubblico e privato che ognuno di noi è,e figurarsi quando una esistenza coincide con una somma di cariche istituzionali e attraversa nodi storici cruciali.
Fa parte del gioco il canto funebre, e il rumore del 'dopo',la ricerca del 'chi era'.
L'osceno è non lasciare spazio,neppure il tempo di un respiro.
Non si riesce neppure piu' a morire in pace.
Non so da cosa dipenda esattamente questa paccottiglia di deliranti confusioni,spesso irriverenti,proprio a ridosso della dipartita dei soggetti.
Forse dall'enorme buco nero su cui poggia questo tempo.
Forse varrebbe la pena studiare le tradizioni religiose diverse,e vedere come gestiscono questa zona d'ombra,anche se qui oviamente le religioni c'entrano poco.
Solo due volte ho sfiorato cose funebri in tradizioni diverse dalla cattolica:partecipando ad un rito evangelico per un conoscente,un momento sobrio, e visitando,a Praga,il cimitero ebraico,cosi' particolare,anche inquietante,tutto fuorche' un luogo di idiozie.
Dopodiche' ,magari ci fosse una memoria storica reale,perdurante nel tempo,calibrata,rispettosa ,anche caustica laddove necessario,sarebbe assai piu' benevola per chi se ne è andato di tanti 'show'.