mercoledì 13 aprile 2011

BOLOGNA la RICONOSCENTE



ANTONIO FAETI, gia' docente all'Alma Mater,scrittore e saggista,punto di riferimento europeo per la Letteratura per l'infanzia,ha ricevuto ieri allo Stabat Mater il piu' alto riconoscimento di Palazzo d'Accursio,l'Archiginnasio d'oro.
Riconosciuto dalla sua Bologna,che in questo atto ne riceve a sua volta dignita'.

Imperdibile tutto quanto Antonio Faeti narra di Bologna .

Congratulazioni sincere e un abbraccio ad AZZURRA FAETI, sorella del professore, cara amica,meglio conosciuta dai bambini in Romagna come NONNA AZZURRA,la narratrice di fiabe.


lunedì 11 aprile 2011

MIGRANTI/2


A proposito di letterature straniere.
Amo molto la letteratura russa, e ci sono stati periodi in cui mi ci ero sprofondata,per quel misto di occasionalita',inclinazione e cose giuste al tempo giusto che spesso fanno nascere le buone esperienze.
Ricordo per esempio la lettura di 'Guerra e pace' nelle attese del treno che da Cesena mi portava a casa,quando lavoravo alla fine anni ottanta in un incredibile simpatico istituto di ruspanti stralunati operatori di macchine utensili e bulloni vari.
Che guerre e che paci,un'epopea.
Mentre seguivo con il cuore le vicende di Pierre e di Natasa.
Venendo all'oggi,scopro con incredibile meraviglia che un autore come Anton Checov è considerato non di mercato,quindi non reperibile.
Sentendomi un po' signora con cagnolino mi era venuta una mezza idea di leggermi appunto il racconto del Nostro,cosi' intitolato, e via di seguito magari gli altri,alcuni per rinfrescarli.
Operazione difficile.
Addirittura i cataloghi del web lo danno per 'non disponibile'.
Ora,immagino che le disponibilita' attuali siano varie,diverse, e diversamente intriganti(tutti scrivono tutto e vendono copie a migliaia,i cestoni degli 'Iper' sono stracolmi di novita' su cui non voglio discutere)
Pero' questa mi pare grossa.
-Checov?-mi ha detto infastidita una commessa come se le avessi chiesto un chilo di unghie di drago-anche a ordinarlo,non garantisco,sa,se non è di mercato....-

domenica 10 aprile 2011

MIGRANTI



Che facile la pratica della letteratura con gli amici stranieri.
Non ti devi neppure togliere le pantofole,le parole entrano in cucina,tra le pentole e le mele,tra i bicchieri da lavare e le marmellate,come nelle pagine di Edna O'Brien.
Dirompenti e semplici le parole stanno frettolose negli spazi della vita,dove possono infilarsi irriverenti e fatali.
Non c'è bizantinismo,non c'è retorica,si va subito all'osso.
Sara' che sono capitata bene,sara'che l'aria pulita,quando gira,è una boccata d'ossigeno reale,sara' che qua in Italia ci sono veramente miasmi e ristagni,sara' quello che uno vuole che sia.
Come nella canzone di Guccini 'Quattro stracci',recito:'Ognuno dica quel che gli pare,ognuno vada dove deve andare'.
Ecco,per parlare di letteratura preferirei andare qualche chilometro oltreconfine,qualunque fosse la direzione.

giovedì 7 aprile 2011

STO DALLA LORO PARTE


Sto dalla loro parte,senza se e senza ma.

Senza parole inutili.

Senza individuazioni a posteriori.

Senza lacrime di coccodrillo.

Senza giochi di ruolo .

Senza denari presi in prestito e poi rubati.

Con la consapevolezza che non basta il cuore,ma occorre assai di piu' l'intelligenza.

La capacita' dell'individuazione,l'utilizzo di competenze specifiche e selezionate.

Quella cosa che ,oscuramente,credevo si chiamasse applicazione della Legge.

Che,se non applicata da chi dovrebbe,crea fittizie situazioni di emergenza.

Il modo che ha la Storia di scaricare sui deboli le sue grottesche comodita'.

sabato 2 aprile 2011

'PANE A COLAZIONE' a BOLOGNA


Dal mio 'Pane a colazione',Giraldi Editore,Bologna 2007,


pag.173

'........

Da quel tavolino l'enorme costruzione da cui erano usciti pareva un grosso tempio pagano,solitario,elevato contro le colline che si stavano imbrunendo.

Come una bestemmia,mentre le chiese,dal lato opposto della citta',segnavano la fine del vespro con tocchi di campane e musiche.

-Sono un po' stanca,pero' mi piace quello che abbiamo comperato,guarda questa stoffa...

-Ma cosa pensi di farci,con una stoffa cosi'lucida,con tutti quei pupazzi che si abbracciano in circolo?

-Non so,forse uno scialle,guarda,ti piace?

E Marina aveva estratto da uno dei pacchetti un curioso pezzo di stoffa appena acquistato,sepolto sotto biscotti,birre e pane nero,se lo era appoggiato sui capelli,assumendo una buffa aria fatale.

-Sembri una madonna orientale,senza riccioli...

Lui si era addolcito,aveva fermato lo sguardo a lungo su di lei, contro quel paesaggio irriverente e straniero,pieno di cubi di plastica e di oggetti a buon mercato,lei che era ritornata,e non sapeva confortarlo e dirgli per quanto ancora.

Era li' immobile,appena percossa dal vento che la lasciava simile ad una icona moderna,con toni leggermente rossastri,contro il cielo che andava annerendosi.

.............'



MERCOLEDI' 6 APRILE alle ore 18

presso lo SPAZIO EUREKA,al CENTRO LAME

a BOLOGNA,in VIA MARCO POLO,3

martedì 29 marzo 2011

RI/CONOSCERSI


'Conoscenza ' è vocabolo forte,e non importa segnalarlo nel campo semantico di matrice biblica,dove pericolosamente si avvicina alla nozione di intimita' fisica.

Prendiamolo a mezza via,nella sua accezione di 'rivelazione,empatia,illuminazione,ecc...'

Cosa c'è di piu' gratificante del 'conoscere ' e dell'essere 'riconosciuti'?

Basti pensare alla dolcezza che si prova nel ritrovare le tracce di un vecchio amico/a.

Di qualcuno che ti ha visto,ti legge,ti interpreta senza soluzioni di continuita'.

Nella bolgia 'liquida ' e globalizzata di questo stralunato duemilaeundici, l'anonimato che schiaccia è malattia,l'obbedienza illogica non è mai stata una virtu', e qui diviene invece ancora di sopravvivenza,motivo di pane quotidiano.

Ahime',la liberta',che fatica.

Ri /conoscere ed essere ri/conosciuti è forse il momento piu' autentico dell'aggregazione,occasionale o programmata.

Piccolo esempio,le creazioni di gruppi e gruppetti,su parole d'ordine deboli:sport,rivendicazioni spicciole,piccole velleita' identitarie che a sera,chiuso il portone di casa,sfumano.

Bisognerebbe costruire mappe della memoria,dei ri/conoscimenti piccoli e meno piccoli,per orientarsi nella geografia del futuro.

Decodificarle,giudicarle,ricucirle,per costruire una toponomastica reale.

Che non è quella delle carte ufficiali,e questo si sapeva da tempo.


lunedì 28 marzo 2011

PRIMO,GUAI NOMINARLA



Negli anni ottanta si parlava di scuola con energica allegria,magari troppo,sui treni dei pendolari,nelle latterie,quando si portavano i bambini all'asilo, al mattino nelle nebbie della bassa.

Il diritto allo studio era neppure un problema,semplicemente un dato storico acquisito.

I talenti si pensavano ricchezza.

Il fervore delle idee e la capacita' individuale ancora osservabile e giudicabile.

L'autorevolezza riconosciuta.

O forse,è il ricordo che rende benevolo il gia' vissuto,e lo sbatte in faccia al presente.

Di fatto,pero',di scuola ora nessuno parla piu'.

Si parla di precariato.

Di 'tenere' le belve.

Di 'mobbing'.

Di genitori .

Di accorpamenti.

Di tagli.

Di disgusti.

Di predicato nominale .

Di qualche progettucolo che galleggia qua e la'.


Si è chiusa un'epoca e non se ne vede una nuova.

Forse solo fuori dalle mura, in luoghi diversi,sara' possibile ridisegnare mappe.