sabato 27 novembre 2010

DI COSA SI SCRIVE


Quante parole,parole e parole che girano.
Basti pensare ai talk-show,ma anche a riunioni di lavoro,in cui il trito delle parole si ripropone in una sua pseudo-rassicurante banalita'.
Dovrebbe essere istituita una multa per il reato di 'spreco/parole', magari fosse possibile.
Nella girandola generale il senso della parola,affievolito e spento,boccheggia.
Ci si focalizzi sul vocabolo 'amore'.
Mamma mia, che pandemonio,che sarabanda di immagini e di rumori di superficie.
E se ne sentono sempre di piu' grosse.
Ci si focalizzi sul vocabolo 'liberta'.
Viene fuori uno strano ibrido, un mostriciattolo.
E via discorrendo.
Forse i tempi nuovi partiranno da un alfabeto condiviso,ben riconosciuto.
Intanto,potrebbe essere divertente fare qualche piccolo esperimento.
Allora:
'mamma'/' tempo'/'cielo'/'terra'...
Eccetera,un bel gioco,insomma.
Come una caccia al tesoro che appassiona.
Oppure uno slalom tra montagne di rifiuti,attenti a non scivolare.

giovedì 25 novembre 2010

GRAMMATICHE


Non so se siamo figli delle stelle,ma siamo qua a vivere e l'unica certezza è la fatica del pane quotidiano.
Chi non conosce questa fatica dovrebbe lasciare vuota la scena e chiamare nuove comparse a recitare la Storia.
E la Storia, si sa, non è mai stata uno zuccherino.
Vorremmo avere dei sogni, e pensare che dalla ferita sanguinante di Casal di Principe sommersa di rifiuti e camorra nascesse un rigurgito di giovani eroi capaci di ripulire l'aria,le strade e i cuori.
Come quando l'acqua dell' Arno sommerse Firenze, e decine di giovani correvano,le mani nel fango, a salvare il salvabile.
Pagine preziose che sgocciolavano via l'incuria e l'acqua cattiva.
Perche' è cosi' che funziona,si corre con affanno per tamponare ferite, e ordinare sconquassi e acquistare dignita'.
Stiamo a guardare ragazzi che gridano dagli Atenei boccheggianti e fanno il loro tempo,forse disperso inutilmente,perche' i cambiamenti avvengono con la fatica e non con gli schiamazzi.
Goccia dopo goccia,il dolore del tempo che si fa casa del cuore,protezione degli affetti e argine all'insicurezza del futuro.
Dove sta la passione doverosa a tutte le eta'?
Forse solo nel coraggio di quel pane quotidiano,duro da guadagnare, a volere esser onesti del tutto.
Eppure sta a loro,nel bel mezzo dei loro schiamazzi,trovare grammatiche degne di nuovi linguaggi.

Dove sta l'allegria?
Che parola difficile, a ripetersela.
Pare venga dalla lingua di un altro pianeta.

domenica 21 novembre 2010

LE PERLE DI NONNA AZZURRA


Gira per Rimini una nonna eccezionale,che ho la fortuna di avere per amica.
Nonna Azzurra.
Che questa mattina ha raccontato ancora di fiabe,in un angolo del portico del palazzo dell'Arengo, e purtroppo pioveva.
Parole come perle che scivolavano via,scintillanti e buone,frammiste di gocciole d'acqua dal cielo.
Diamanti di terra e di fantasia,voglia di vincere.
Si perdevano,come i campanelli delle risate dei bambini.
E Giovannino,il piu' sfortunato dei tre fratelli ,alla fine è ancora riuscito a trasformare in principessa l'unica,disgraziata rana che gli era capitata per morosa.

sabato 20 novembre 2010

'SVISTE'IMPERDONABILI DI UNA DEMOCRAZIA NON ESPORTABILE


TARGET,la cagnolina eroica che in Afghanistan ha salvato la vita piu' volte a marines ,'esperta' in attentati kamikaze e in mine antiuomo, è stata soppressa da un distratto dipendente di un canile dell'Arizona.


Errori fatali di un meccanismo che,prima di esportare,sarebbe meglio revisionare.

giovedì 18 novembre 2010

PARLARE CON I RAGAZZI/2


I ragazzi delle medie/superiori escono dalle mura di scuola e vanno per strada a protestare,ma sono terrorizzati dalle sigle partitiche.
Le vedono come male, o almeno come strettoie in cui non vogliono incastrarsi.
A naso,sentono che il loro problema viene prima.
Chiedono di essere educati e condotti verso la vita adulta,non vogliono che alcuno scarichi loro addosso scelte precotte.
Tirano la corda,vanno un po' qua e un po' la',con quel filo di energia che la giovinezza concede loro,oppressi come sono da rumori assordanti e da evanescenze che crollano.
Vorrebbero una famiglia,questo tutti.
Vorrebbero respiro a quelle quattro nozioni impalate in un meccanismo che sanno obsoleto.
Intravedono un futuro, ma non sanno come arrivare alla riva,troppo lontana e confusa,troppo faticoso il percorso.
Non vogliono assomigliare ai grandi.

Vorrebbero-per quelle due o tre luci stellate che hanno nel cuore-poter ricominciare da un punto qualunque,che pero' li convincesse con serenita'.

mercoledì 17 novembre 2010

PARLARE CON I RAGAZZI


Parlare con i ragazzi è lezione di vita.
Decodifica luoghi comuni stantii ed improduttivi,illumina.
Mentre cortei che arrancano su vecchi sistemi antagonisti si diffondono per giuste ragioni nelle strade,se si incappa in qualche piccolo gruppetto-non importa se dentro o fuori le mura di scuola- e si chiede ragione del presente e del futuro, si accresce il proprio bagaglio di conoscenze.
Su queste conoscenze andrebbe giudicata una classe docente.
I ragazzi vogliono credere nel loro futuro.
Chiedono una scuola attrezzata a navigarvi.
Vogliono guardare negli occhi adulti in grado di reggere l'urto del tempo.
Non vogliono buttare via i loro linguaggi,ma-se orientati-sannno opportunamente navigare nei nuovi.
Sono in grado di riconoscere valori e sanno prendere giuste distanze.
Hanno sete di imparare.
Riconoscono oscuramente un analfabetismo storico pericoloso.
Vogliono produrre,progettare,aprirsi al mondo.
Quello a due passi da casa e quello che si raggiunge con l' areo o con il social- network.

Se si riesce a parlare con i ragazzi.

domenica 14 novembre 2010

MA PER FAVORE LASCIAMO STARE LE FAVOLE




Mi scuso con MASSIMO GRAMELLINI,che stimo corsivista sagace e giornalista onesto.


Ma il suo esordio narrativo, 'L'ultima riga delle favole',per i tipi di Longanesi,-capitatomi in mano per caso,prestato da un'amica- mi ha decisamente stravolta.
Devo subito essere sincera,cosi' mi tolgo il dente:
questo libro mi pare la quintessenza di un genere narrativo che ho sempre relegato in un mio personale 'indice',per dirla con un francesismo,del genere 'c.' integrali.
Ora,o io mi sono rincitrullita a tal punto che non riconosco piu' un pero da un melo-come nella famosa storiella popolare-;o Gramellini si è semplicemente divertito con successo e gli è andata bene.O....?Non lo so.
250.000 copie:'Imparare ad amare e a essere amati',recita la striscia promozionale.
Cosi':un tale,Tomas,depresso e sfortunato in amore-che' ,da noi in Romagna si direbbe: 'fortunato in amor non gioca a carte'-si insacca in un improbabile luogo,detto'TERME DELL'AMORE', e li' tra saune metafisiche e segnalazioni esoteriche trova l'anima gemella,forse sul bordo di una piscina.
Ora,io dico:ma la' a Torino,oltre a contestare Amos Oz perche' lo sanno loro,come la pensano'esattamente' su questo quesito:
'dove sta la letteratura di qualita''?
Mi pareva una terra esperta,e come.
E non solo di 'c'. esoteriche