martedì 2 novembre 2010

LA PATENTE




Non aspiro alla patente di jettatrice-come da novella pirandelliana-,anzi vorrei solo pensare positivo-come da 'rap' di Jovanotti-.
Eppure,la Storia è li',volente o nolente,ci guarda.
E forte della mia laurea in lettere e di qualche pubblicazione di narrativa,avanzo un gran brutto pronostico in materia di terremoti.
Spero solo che i titolati al caso-geologi e sismologi,operatori ed operati-sappiano smentirmi,perche' se stanno zitti la fantasia del popolo galoppa,si sa.
Dunque.
Rimini,anno 1916.
Il periodo sismico ebbe inizio il 17 maggio e si protrasse fino al dicembre successivo.
Le scosse di maggiore entita' si verificarono nelle giornate del 17 maggio,del 16 giugno e del 16 agosto.Cinque morti, mille edifici pericolanti, cinquecento distrutti.
Il tutto a cavallo della prima guerra mondiale e poco prima della diffusione dell'epidemia di 'Spagnola'
Per non farsi mancare proprio nulla,nella mia zona esistevano anche sacche di malaria.
Ora,i sismologi-non che la sismologia sia una materia da me prediletta,ma talvolta si fa di necessita' virtu'- recitano che tali eventi possono avere cadenza centennale.
Mancherebbe poco, e il caldo squilibrato di questi giorni,associato al panorama dissestato di tutta la penisola,porta brutti presagi.
Non è un argomento che fa 'audience',ma ci interesserebbe sapere,abbiamo fatto qualche studio,siamo in grado di capire..

Ma non datemi patenti, per favore,che' non uso neppure quella automobilistica.

lunedì 1 novembre 2010

DI PAPI,REGINE E RE


La microstoria,quella degli uomini e donne in carne ed ossa,recita ricami indistricabili di cuori e pelle,impossibili da risolvere nei manuali che sintetizzano date e guerre,fine delle guerre e inizio delle guerre.
Solo quella è la storia che ci interessa.
Eppure,se un senso ha la piantina vista dall'alto della macrostoria,ci sono in questa eventi che si sottolineano, in un'altalena che rimanda all'altra,la storia non detta sui libri.
Questa pappardella per dire che mi fa un po' ridere sottolineare in questo blog stralunato l'elezione del nuovo Presidente del Brasile,la signora DILMA ROUSSEF.
Ci sta come quelle divagazioni che sanno di tempo sfilacciato e in dissolvenza ,di non partecipazione.
Eppure mi piace farlo.
La macrostoria di quel Paese recita di 30 milioni di individui sollevati dalla soglia di poverta'.
Di interventi massivi per la legalita'.Di un 'economia emergente.
Parole da verificare nella microstoria,ma evidenze forti.
Mentre nel paese di casa mia scatta l'allarme meteo,il dissesto travolge dove puo',qua e la',
mi piace fare di lontano gli auguri a questa signora.
Le offro sulle ali del web il mio piccolo omaggio.

mercoledì 27 ottobre 2010

RIMINI MILIONARIA,ovvero delle CORTI DEI MIRACOLI CRESCENTI


Bivaccano tra i 'discount'.
A tratti hanno lavorato, un po' qua e un po' la'.
Spuntano come funghi sulle panchine dei parchi.
Le ultime due le ho viste stamattina,all'apparenza due tranquille signore di mezza eta'.
Hanno la loro roba personale dentro qualche sacchetto di plastica.
Non visti, talvolta rovistano nei cassonetti delle raccolte degli abiti.
Sono tanti,ogni giorno ne compare uno nuovo.
E' il popolo in crescita dei nuovi senzatutela.
Stranieri,italiani,occhi lucidi,troppi giovani.
Qualche uscito di testa.
Ti imbarazzano con il loro sguardo,con quella presenza ingombrante e discreta.
Ti chiedi dove andranno a dormire,stanotte.
Corri a casa,tra le tue cose che ti rassicurano, e vorresti non averli visti.

martedì 26 ottobre 2010

RIMINI SMEMORATA,ovvero dei 'DESAPARECIDOS' di PROVINCIA


Discorsi da anziani.
Di quelli che sulla panchina,attorno ad un filo di luce,se la dicono su tutto quanto potrebbe essere e non è.
Di una citta' senza memoria,che perde i suoi figli migliori e li macera nella betoniera(termine estrapolato da vocabolario di natura cementizia,uguale macchina che impasta miscugli adatti all'attività edilizia,con preponderanza di cemento,sic.miscela,ecc...) della dimenticanza.
La fretta e il relativismo etico,il tutto subito,lo stare al passo,l'immagine necessaria fanno il loro buon mestiere.
'Glocal',cioe' metafora locale di un universo dilatabile in proiezione ad interpretazioni d'epoca..
Locale ma non troppo,per i piu'.
Se non esiste storia che non poggi sulle fondamenta di un passato,qui la storia è fuggita.
La gente crepa e dopo due minuti è dimenticata.
Fa cose eccelse o abominevoli e nessuno se ne accorge davvero.
Sta chiusa in casa perche' ha paura di uscire e non c'è un cane che si chieda perche'.
Nei luoghi che producono 'cultura'(casse dei market,negozi da parrucchiera,consigli di classe,anticamere dei medici di famiglia)si parla solo di come salvarsi la pelle.
Meccanismo difficile da sostenere,se non riparati in anfratti protettivi e personali.
Ho un elenco lungo di nomi di 'desaparecidos'dalla scena cittadina.
Chiedono urgentemente una memoria,un riconoscimento reale.
Perche' di realta' si parli, e non di fandonie.

domenica 24 ottobre 2010

CONDOGLIANZE

Esprimo su questo blog le mie personali condoglianze al poeta e scrittore teatrale dialettale riminese GUIDO LUCCHINI per la perdita del caro figlio MASSIMO,di anni cinquantanove.

Riporto qui di seguito una delle poesie piu' visionarie di Guido,'La Sprea',dedicata ai morti in mare.

'La Sprea

I dis che sia
una zona maledeta
I dis
che i fundell
i sia molt sporch
e pin ad t-nudi....
...i dis...
ma la verità l'è un'enta.
E per che st'al t-nudi
un sia elt che al meni
ad tott i mariner mort afughed,
meni langhi,scheli,
meni che pu
li s'agrapa al redi.
E che dal volti
non sol i s-centa al redi,
ma i tira zo enca al berchi'

(La Sprea.
Dicono che sia/una zona maledetta/.Dicono che i fondali/siano molto sporchi/e pieni di relitti...../...Dicono.../Ma la verita' è un'altra./Sembra che questi relitti/non siano altro che le mani/di tutti i marinai morti affogati/mani lunghe,scheletriche,/mani che poi/s'aggrappano alle reti/.E che a volte/non solo schiantano le reti/ma tirano giu' anche le barche.)

giovedì 21 ottobre 2010

LINGUAGGI.ovvero CAOS NON CALMO

Il linguaggio è un problema fondamentale.
Inquinato da pre-giudizi e interpretazioni subliminali,crea distonie e 'gliuommeri'di gaddiana memoria(V.'Carlo Emilio Gadda,'Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana')
Problema storico per i sinceri, abituati a vendere pane al pane e vino al vino.
Carente di fonti autorevoli e di supporti onesti.
Perimetro entro cui si di-vertono(=separano) amicizie e collaborazioni.
Il fatto è molto semplice:se esiste una volonta' di ricerca del vero,dovrebbe negli ambienti scattare meccanicamente un supporto di complicita' e collaborazione.
Invece,gli 'a-priori'(= interessucci e fobie individuali,spesso legati al fatto non nobile ma neppure ignobile della pagnotta) fanno scattare sequele di fraintendimenti e fumosita'.
Non vedo via d'uscita,se non soitudini individuali che prima o poi si chiariranno e incontreranno,magari casualmente.
Ho molta fiducia nella verita' ,delle interpretazioni e degli individui che poveretti arrancano.
Il Tempo è maestro,basta solo aspettare.

N.B.Questo post non ha immagini,non ne ho trovate di consone.

sabato 16 ottobre 2010

PER FORTUNA CI SONO LE BALENE


Non sara' un peccato mortale il desiderio di evasione.
Che meraviglia le mie amiche balene.
Ogni tanto si fanno sentire,sull'onda della cronaca,tra le voci impazzite di questo tempo che nessuno governa.
L'altro giorno si leggeva di una che non so quanti chilometri ha fatto per amore.
Che meraviglia.

Dovendo rispondere,poi, alla domanda:'perche' si scrive?'
Risponderei volentieri:'Per scappare via,come le balene'
Ma anche:'Per mettere ordine al caos.

E per fortuna c'è anche la scrittura.
Dici niente.
Elenchiamo le fortune che ci sono capitate:
le balene,ovvero,l'evasione;
la scrittura,ovvero l'evasione.
Ma non ci stiamo ripetendo un po'.
Ah,dimenticavo:qualche buon 'serial',ovvero l'evasione.