mercoledì 14 aprile 2010

DEVO AVER CAPITO POCO


Che eserciti di giovani uomini normodotati di salute,fisicità e intelligenza stiano sul crinale di un'insicurezza affettiva tremenda,preferiscano'chattare' o trovarsi 'amici' in 'Facebook' piuttosto che andare a morose, passi.
Evidentemente mamma' ha combinato guai in tutto il sistema occidentale,non solo a casa nostra,evidentemente siamo al rigurgito di una pseudo-liberazione che è stata anche una dispersione di energie e un battere colpi a vuoto.
Che le-poche-giovani coppie con prole o no,galleggiando sui marosi del precariato-soprattutto mentale,ma non solo, ci mancherebbe- non si sposino e preferiscano una convivenza ad oltranza,magari giocata nei 'terminal' aereoportuali o nei bar a fare l'aperitivo piuttosto che dietro casa, passi.
Che,di contro, monti a dismisura l'ondata omosessuale,soprattutto maschile,contrabbandata da quelle tre lettere ,'gay',passi.
Quello che mi blocca è la parola 'matrimonio' applicata a detta ondata.
Ohi,vogliono sposarsi.
Non ci capisco un'acca.
Arrivo fino alla tutela legale di sistemi di convivenza diversi:tipo,due vedove che sullo stesso pianerottolo da anni, trovano una soluzione per prendere dalla collettivita',lecitamente, la dose di diritti maggiore possibile.
E' la parola 'matrimonio' che mi blocca.
Ma non stava internamente a quelle tre letttere, 'gay', la dimostrazione di una effervescenza fuori dalle righe?.
Evidentemente no.
Devono rientrare nelle righe,nei ranghi,nell'ordinario,quasi ad espiazione di una diversita' che,comunque si cianci, credo dolorosa.
Oppure ho capito poco e niente.

martedì 13 aprile 2010

DEPRAVAZIONI DI PROVINCIA







C'è qualcosa di depravato in chi fa le bucce ad Emergency,da qua, da questa provincia italiana che nonostante tutto continua a sfornare miracoli.
E' un miracolo italiano, una costruzione di cui andare orgogliosi davanti al mondo questa storia di militanza laica,che si è spinta nel cuore stesso dell'inferno,dove l'oscena e ineluttabile catastrofe della guerra lascia i suoi brandelli di carne agli avvoltoi.
E invece no.
Pronti a stracciarsi le vesti e ad inscenare lunghe sequele delittuose del buon gusto, i santoni di casa nostra si dannano l'anima per 'difendere la vita'.
Salvo,poi, non dire una parola se si tenta di far fuori,anche solo nella coscienza collettiva, una storia come quella di Emergency.
Possono essermi antipatiche le signore che vendono 'gadgets' e merendine tra una canasta e una corsa dal parrucchiere,'politically corretcted' e superprotette,che fanno le suffragette dell'alternativo.
Ma come non vedere che un individuo che per ore e ore,a suo rischio,laicamente,si da a ricucir bambini, è degno di orgogliosa ammirazione?
Forse questa non è 'la vita'di cui vanno cianciando lorsignori?.
Che solitudine,che landa desolata,questa provincia gretta.
Ecco perche' gli unici 'eroi' che vi campeggiano puzzano di mafia e di cemento sporco.



lunedì 12 aprile 2010

STO CON EMERGENCY







Anche se è fin troppo facile,da salotto 'politically corrected', direi,un po' 'radical'-
dirlo da casa propria,al caldo.
Nella inquietante 'carcerazione preventiva' dei tre operatori di Emergecy mi assumo le responsabilita' di affermazioni popolari, non verificate ,fatte per intuizione.
Sono convinta che nell'ingarbugliato e tragico Afghanistan un ospedale di guerra sia anche un osservatorio scomodo.
Ergo,la trappola.


Chi cuce,ricuce,apre, taglia e ricompone centinaia e migliaia di poveri martiri civili di guerra,tanti bambini, matura una grammatica emozionale ed esistenziale che di certo non assomiglia alla nostra.
Bisognerebbe esserci,per dire con esattezza filologica .
Cosi', da qua, non rimane che un brandello di ideologia per poter affermare, senza ombra di dubbio.

' STO CON EMERGENCY'

domenica 11 aprile 2010

DI CHI CI SI FIDA


Di chi ci si fida ormai.
Forse solo della nostra coscienza,alla fine,finche' rimane lucida.
Di chi ci governa,forse?
Dei colleghi di lavoro?
Dei negozianti e del parrucchiere?
E' difficile, a volte,fidarsi ciecamente anche dei familiari, se si vuole usare il verbo'fidarsi' nell'accezione di 'confidare del tutto'.
E' quel 'del tutto' che è complicato.
C'e' sempre un margine, uno spazio grigio al di la' del quale la vita ordinaria ha la pretesa di scorrere nella sua presunta razionalità.
Allora,di chi ci si puo' fidare completamente?

Sono sempre stata un'ingenua per definizione, una distratta degli intrighi ordinari,'famosa' per le orribili 'gaffes'.
Mi sbagliavo sugli amori altrui,sugli inganni reciproci.
Un po' fantozziana,a dire il vero.
Destinata alla fiducia e all'apertura incondizionata al prossimo.
Ora sono qui, a stilare la casistica del cittadino guardingo.
Saranno gli anni che avanzano,l'incertezza del futuro.

Individuo nel 'vademecum' della fiducia reciproca alcuni ingredienti:
-almeno una percentuale di 'empatia'(culturale, di carattere)
-almeno qualche buona risata in compagnia
-almeno uno sprazzo di generosita' reciproca
-banditi:l'invidia e le balle.

venerdì 9 aprile 2010

CI VUOLE CORAGGIO


Ci vuole coraggio ad ascoltare i ragazzi.
Ne capitano di storie,figurarsi quante.
Puo' capitare che un ragazzo racconti di essere parente di un detenuto per delitti di camorra.
Non pentito.
Bisogna essere pronti a questo e ad altro.
Che si fa?
Niente.
Si ascolta e poi si saluta,anche se il racconto va avanti, in pubblico,e rivela quello che credevamo una favola.
Che mezza Italia è collusa,che ci sono territori inimmaginabili di omerta' e di vuoto del diritto. Nella lucida ragione di un quindicenne entra l'inimmaginabile.
Non si pensi che le 'favole' di Roberto Saviano siano letteratura.
Sono reali.
Ci vuole coraggio, a guardare negli occhi ad un futuro a cui non basteranno due o tre generazioni per uscire da un modello antico di 'protezioni' e favori feudali.
Puo' capitare in un giorno qualunque, mentre si vorrebbe pensare ai casi propri.
Andare dal parrucchiere, curare i fiori del giardino o divertirsi con la carta scritta.
Ci vuole coraggio a dirlo,senza scomporsi troppo,senza farne un evento narcisistico, di autoproclamazione di parole.
E' un po' come essere in guerra,e cercare da soli il meglio,con il domani che incombe, e giudica,passo dopo passo.

giovedì 8 aprile 2010

IN CARNE E OSSA


Sono bambini in carne e ossa quelli che hanno subito e subiscono abusi.
Con gli occhi sgranati nel buio del terrore e dell'insicurezza.
Nel tremore livido della paura.
Carne da macello di cui la'civilta'' si cura poco,ormai.
Sociologizzati e resi parole astratte.
Giustizia, male, peccato,tribunali e ipocrisie.
Insabbiamenti e patti di coperture.
Come in tutte le guerre.
Mutilati nel futuro,per sempre.
Questa è l'unica verita'.
Il resto è aria fritta.

venerdì 2 aprile 2010

BUONA PASQUA


Buona Pasqua 2010 a chiunque passi da questo blog