mercoledì 17 febbraio 2010

ALLEGRO NUCLEARE ANDANTE






Quando al mattino ci si alza verso le sei per essere in ordine con gli impegni del giorno e fuori c'è un grigio compatto se va bene, variegato di acqua a scrosci o di gocce ghiacciate se va male, si vorrebbero notizie morbide,dalla radio accesa.
Invece,mentre il caffe' ribolle e inonda di odore la casa ,la voce suadente del/della cronista ci informa di tragedie,scandali, mali del mondo .
Poi,tra le righe,tra avvisi di garanzia e altri prodotti nostrani , infila una notiziola esotica tanto per gradire:che il presidente Obama ha dato il via al ripotenziamento del piano/nucleare per gli States.
E torna a noi,ma qua scelte del genere non fanno piu' notizia, c'è altro che preme, non ultimo la partecipazione si'/no di Morgan a Sanremo.
Il nucleare avanza? Pare di si', ma nessuno se ne ricorda piu'.
Tanto il mondo finira' ugualmente, e gli 'illuminati' da maghi, santoni, veggenti e simili concordano sul 31 dicembre 2012.
Quindi,che noia parlare di fissione,mutazioni,scorie ineliminabili in millenni, una noia davvero.
Abbiamo bisogno di roba più piccante, per il dopocena.


martedì 16 febbraio 2010

BURLONI


Mi è venuta la malaugurata idea di pensare alla presentazione di un mio libro di storie illustrate che dovra' uscire in Primavera.
Davanti a casa mia c'è una bella scuola elementare e mi sono detta:'perche' no?'
Sarebbe bello,con il parco li' vicino, e le finestre azzurre.
Meglio di un locale privato.
La Direzione affabilissima,si parte.
Poi mi sono insaccata in una sequela di telefonate agli Assessorati Comunali.
Ma chi mi spiega la differenza tra:
Cultura/Pubblica Istruzione/Politiche culturali/Politiche educative/Poltiche giovanili/Eccccc...

No, non ce la posso fare.
Meglio la riva del mare.

lunedì 15 febbraio 2010

SIGNORA PRESIDE,MA DOVE LI BUTTATE?


Accidenti a me,ci sono cascata.
Ho visto il servizio di Riccardo Jacona su Raitre,ore 21,(163/1):

'LA SCUOLA FALLITA'.

Mi sono trovata davanti ad un servizio serissimo sulla scuola italiana,dalla Lombardia alla Sicilia.

La Regione Lombardia fa una politica di distruzione sistematica del sistema scolastico pubblico a favore di quello privato elitario,e questo si sapeva.
La gocciolina che ha fatto traboccare il vaso (ce n 'è sempre una) è stata l'orribile preside di una scuola di Comunione e Liberazione che dissertava sul non-obbligo delle paritarie di inserimento di diversamente abili.Costi alla mano.
Ma dove li buttano?Un' ignorante si chiede.
Poi tutte le famigliole della medio-alta borghesia milanese che affermavano candidamente di non aver mai considerato iscrizioni alla scuola pubblica.
'Rinunciamo ad una vacanza alle Maldive,piuttosto'
Certo, con rette alle paritarie che vanno dai settemila ai diecimila euro, opzioni incluse,per un servizio 'ottimale',laboratori,individuazione di talenti,corsi per piccoli gruppi, certificazioni informatiche.(Cioe',tutto quello che credevamo scontato da anni,come diritto educativo)
E via.
'Bonus-famiglia' a redditi altissimi, per chi sceglie 'liberamente',contro il reddito dei diecimila euro che da accesso a ridicole facilitazioni nel pubblico.
Un Medioevo buio che avanza, una dicotomia di denaro,di qua chi se la puo' pagare, di la' tutti gli altri.Gli stranieri?'E' chiaro che qui si troverebbero a disagio,basti pensare ad una cosa semplice come una festa dicompleanno...'sostiene candidamente una responsabile
E ancora dati, e dati.
Una scuola media di eccellenza scomparsa,non ricostruita.
Chi puo',dirotta verso la paritaria di eccellenza.Gli altri girovagano,si infilano.
Una casalinga che guarda dalla finestra la scuola 'dove si fa l'inglese',consapevole che ai suoi figli
è vietato entrare.
Una sistematica opera di distruzione della scuola pubblica italiana ,quella che ha permesso di arrivare alla laurea, alla dignita' di cittadini anche a noi, figli di nessuno.
Poi la Sicilia.
Due eccellenze ,un Istituto Agrario e un Istituto Nautico di Messina, antiche tradizioni a sbocco occupazionale certo, lasciate a marcire in strutture fatiscenti, in condizioni fuorilegge.
Ragazzi che fanno la spola in aule-bunker, totalmete prive di certificazioni di legge,tutto cade,
tutto transennato.

Ma il servizio era ben costruito perche' ha chiuso con un piccolo 'miracolo all'italiana',le Olimpiadi di matematica tenute a Cesenatico: tra i migliori,una classe di Massa Carrara,guidati da un insegnante semplice ed appassionato.
La Storia va avanti.
Recitera':
'.....i primi anni del terzo millennio videro, in Italia, il crollo del sistema scolastico pubblico ,fiore all'occhiello di una nazione che....... '
Eccetera.

domenica 14 febbraio 2010

POLVEROSI SCAFFALI ANNI NOVANTA


Solo una(a questo punto) provvidenziale forma para-influenzale mi ha permesso di mettere un po'di ordine in tante scartoffie dimenticate da almeno un quindicennio.
Spunta un libro impolveratissimo, un regalo di compleanno degli ormai lontanissimi anni novanta,verso la fine.


MARIA GRAZIA CHERCHI,
'Scompartimento per lettori e taciturni', Un.Ec.Feltrinelli

Dalla prefazione dell'amico Giovanni Giudici:
'...Di noi sapeva tutto,quasi tutto.
niente, quasi niente noi si sapeva di lei.In fondo ci faceva comodo pensare ad un'intelligenza senza problemi.
.......
'Chi m'accompagnera' per campi?-suona un verso di Ungaretti-'A chi telefonero' stamattina?'
....
Rigorosamente laica nel pensiero, aveva in se' ben viva la virtu' cristiana per eccellenza,la Carita' e,insieme ad essa, quella quella pieta' che nasce dal senso comune di una ben vigile ironia.
.......
...era una donna autenticamente italiana:assolutamente negata ad ogni forma di praticità,sapeva essere (e non troppo segretamente)romantica e sentimentale.
Non per nulla aveva scelto per una sua rubrica un titolo un po'pucciniano:'Un po'per celia'
......
Mi accusava di non mangiare e non di rado mi costringeva ad accettare in dono, quando ero solo a Milano,avventurose cibarie.'
........


Il libro raccoglie interviste e recensioni di Maria Grazia Cherchi,gia' fondatrice della rivista 'Quaderni piacentini', editor e consulente di narrativa,giornalista su 'Linus', 'Il Manifesto','Panorama, 'Millelibri' e l'Unita'.
Morta nel 1995.
Prezioso mosaico di una biografia che non puo' essere dimenticata.

sabato 13 febbraio 2010

IL BIANCO IL NERO E L'AZZURRO




'Il bianco ,il nero e l'azzurro.Il gioco e la cura in oncologia pediatrica'.
Dal 13 al 20 febbraio a Bologna al MAMBO,Museo di Arte Moderna ,in collaborazione con
A.G.E.O.P
Che i bambini si riprendano tutti i colori del mondo, che lo imbrattino e lo riscrivano,che esploda la loro speranza.

venerdì 12 febbraio 2010

GENERAZIONE ZETA






La mia generazione,annata cinquantadue,è un esercito di perdenti.
Tutti quellli che ho presente sono degnissime persone(a parte qualche intrallazzone che'tenendo famiglia',si è piazzato in enti locali), con discreti rendiconti privati.
Ma l'onda di quel 'progresso' epocale che pareva spingerci avanti, a costruire nuovi riferimenti,nuove reti e interpretazioni è evidentemente fallita.
Qualcuno ha avuto addirittura figli che hanno disatteso le indicazioni esistenziali date.
Quale fallimento piu' grande di questo.
Siamo come quei detenuti in attesa di giudizio che,nei luoghi, se ne stanno buoni temendo di sbagliare,perche' ormai l'energia è poca,il desiderio di salvare la pelle tanto, e chi fa la voce grossa ha sempre ragione di noi.

Me ne accorgo quando parlo con amiche di vecchissima data che lavorano chi a Venezia, chi
qua in Romagna,chi a Milano.
Dicono tutte.'Che fallimento la nostra generazione'
Poi,dopo due o tre frasi pero' abbiamo la sensazione di un 'ritorno a casa', ci intendiamo a meraviglia,ci è chiaro il giudizio che diamo sul qui,ora e abbiamo piena lucidità di noi.
E' bello,avere vecchi amici che dopo due frasi ti riconoscono e che ti hanno nel cuore, che fanno il tifo per te.
Solo,ce ne stiamo cosi'
Come d'autunno/sugli alberi le foglie.


mercoledì 10 febbraio 2010

STAZIONI FERROVIARIE







L'uscita di 'La stazione di Bologna:un viaggio lungo un secolo e mezzo', di Renzo Pocaterra per Minerva mi da occasione di scrivere qualcosa di stazioni ferroviarie.
Scorrendo velocemente la memoria ,ecco le tre che ricordo con piu' vivida simpatia.

La stazione di Bologna, ovviamente.
Grumo di storia,personale e collettiva,luogo denso di umori e di simboli,centro nevralgico dell'Italia e 'Ombelicus mundi'.
Le sue ferite,la piu' grande, l'ultima,segnata da quell'orologio fermo alle 10,25 del 2 Agosto 1980.
Il retrogusto ostinato di civismo che permane,duro da abbattere.
Il ricordo di un portafoglio che mi fu reso intatto,un volta che lo smarrii, da una barista del bar centrale,anno 1979.

La 'Gare du Lion',la stazione di Parigi.
Ci sono arrivata solo tre volte.
Quanto basta per perdermi nel ricordo dell'odore di burro caldo di cui sono infarcite le brioches,un'allegria tutto intorno che si respira ,un'ebrezza, un'idea del bel vivere.
Fantasticherie?
Puo' essere,ma appena tocchi la stazione centrale di Parigi ti senti cittadina del mondo.
Dopo Bologna,viene Parigi.


La stazioncina di Dobbiaco,paese della Valpusteria.
Di tutte le stazioni di montagna è quella che ricordo meglio.Ben tenuta, con un piglio austriacante,lucidatissima da una mano nascosta che poi(ultimi anni ottanta)scoprii essere un capostazione amante delle piante grasse.
Di cui aveva invaso la stazione, con un irresistibile pollice verde.
Le lunghe scarrozzate delle vacanze in montagna, a respirare la Valpusteria,su fino al confine austriaco,largo e freddo,scintillante di ciotole fiorite.
Le stazioni ferroviarie,luoghi veri del vivere viandante,simpatia,salotti di comunicazione.
Prima della paura stralunata che tutto ha invaso, trasformandole nell'immaginario collettivo in brutti luoghi a rischio salute.