lunedì 17 agosto 2009

LE CITTA' INVISIBILI 4/ AI BORDI


C'e una vibrazione particolare dell'aria negli anfratti nascosti delle citta' di tutto il mondo-quelli di cui nessuno parla- che da un tono al tempo e vanifica le stagioni.
E' un sussurro, un vento flebile,sfiora le persiane malandate dei vicoli,i cornicioni impomatati di polvere e i residui dell'inquinamento,tace al primo rumore,alla prima nota alta.
Un esercito stralunato di eroi della sopravvivenza si lascia accarezzare al crepuscolo, e nelle prime ore dell'alba. Scompare quando il sole è allo zenit e quando i notiziari rimbombano di balcone in balcone.
Esistenze ricche di memoria,tacquini viventi di brani di storia che nessuno vuole ascoltare.
Vecchi attaccati ai minuti che passano veloci,affezionati alle cose di tutti,incuriositi dalle piccole avventure di strada,fratelli laddove anni prima erano stati antagonisti.
Giovani spesso ubriachi,che si appoggiano ai tavolini dei bar,esibendo cartine di viaggio.
Donne ancora giovani che hanno perso tutti i treni e si trovano a guardare le vetrine
Esistenze.
Giu', giu', fino all'arte di arrangiarsi in tutti i modi,un attimo prima dell'elemosina.
Esistenze di tutte le citta' del mondo.
Adolescenti, ancora bambini, che crescono come ceppi di gramigne spontanee,a volte si raggruppano e si accudiscono,si fermano prima del rischio fatale, trovano un modo.
Hanno il cellulare, intrecciano messaggi nell'etere,si proteggono con le spalle curve e trascinano sacchetti di plastica.
Un esercito silente, e ci fosse un pifferaio di Hamelin che lo chiamasse fuori, a cantare una canzone, a guardarsi in silenzio,almeno per qualche minuto.
A dipingere il proprio mare di sogni,la consistenza delle proprie lotte,gli affetti che se ne sono andati.

domenica 16 agosto 2009

LE CITTA'INVISIBILI 3/ BOLOGNA REALE




Reale.
Non nel senso di regale, ma nel senso di concreta.
Bologna che di Ferragosto, lascia emergere la sua onda civile,la sua anima politica,l'appartenenza.
Spuntano dalle pietre calde di Piazza Maggiore anziani soli e ben tenuti.
I piu' svagati si lasciano andare a piccole concioni a favore dei cani.
'Dopo aver conosciuto gli uomini, si deve amarli'.
L'ultimo episodio di malacitta'-il vecchio massacrato di botte-li ha messi tutti in fila a combattere,li ha tolti dall'ombra,ne ha fatto un coro.
I piu' agguerriti parlano del mondo, sui modi dei vecchi bolognesi partecipativi , all'ombra delle due torri.
Bologna a Ferragosto è vuota e pulita,tirata a lucido come una dama ad un pranzo di gala, accattivante nel suo splendore.
Ti fa venir voglia di studiare,di andar per mattoni e vecchie pietre, per chiese-bellissime, tutte-a fermare il tempo perduto.Ma anche di stare a far niente.Oppure a scovare come investigatori l'antica traccia delle acque,la parte fluida di una citta' di terra.Un reticolo perduto e ridotto al sottosuolo.
Le chiese.
Santo Stefano, San Domenico, San Francesco, una litania preziosa e amalgamata tra i mattoni e il cotto, su su fino a San Luca,il piu' amato,l'amico dei dolori e delle gioie.
Bologna la pragmatica.
Che al Santo Petronio ,protettore, ha fatto l'occhiolino sintetizzando civismo e pietas religiosa, in uno splendido connubio ideale di buon governo.
Regno degli spazzini solerti,in nessun altra citta' del mondo cosi' coscienziosi.
Bologna delle solitudini che si governano con dignita'.
Piu' ricca di Parigi, piu' bella.
Bologna la rossa,che si lascia deturpare dal piccolo manipolo di diavoli allucinati e tutto sommato li assorbe,cosi' come le grandi turbolenze storiche che la hanno percossa.
Bologna, e dietro ad una serranda abbassata va una vecchia radio.
Segna il tempo, e non ha paura.
Bologna cosi' bella,abbandonata da chi fa rumore.

venerdì 14 agosto 2009

LE CITTA'INVISIBILI 2/ DI DUBAI


Di Dubai si favoleggia l'artificio della ricchezza.
Al centro della produzione petrolifera mondiale, cuore e capitale dell'emirato di cui ha il nome,Dubai èl o sfoggio dell'impossibile.
Come il povero venditore ambulante dell''Amarcord' felliniano, vorremmo arrampicarci non visti fino ad una delle terrazze segrete di Dubai.
E di la' capire qualcosa degli equilibri mediorientali e mondiali.
Vedere se gli emiri- che nei nostri scali portuali non compaiono, come fantasmi che si dissolvono di giorno,lasciano imbarcazioni miliardarie e svaniscono-sono entità visibili, personaggi storici,oppure creazioni dei nostri sogni.
Cosa dice un emiro del povero ragazzo che inneggia al sacrificio islamico,al Regno di Allah,alla sharia?.
Chiederglielo, come si chiederebbe ad un passante che ora è.
Si favoleggia che a Dubai le piattaforme avanzino in mare,potenti, possenti, le autostrade corrano verso le nuvole, le stagioni siano state vinte e ricreate per sommi artifici.

Quando mi arrivera' una cartolina da Dubai?

giovedì 13 agosto 2009

LE CITTA'INVISIBILI/ DI BERLINO


Di Berlino si favoleggia.
Di Berlino si favoleggia una citta' fluviale,modernissima,viola gli antri notturni ,giovani in strada nelle birrerie e negli anfratti dei vecchi monumenti.
La luce del lampione illumina la ballata di Lili Marlene,l'oltraggio del Muro, la modernità assordante,lineare ed imponente che non ha cancellato l'onta storica del nazismo.
Il Museo giudaico è un parallelepipedo grigio.
I palazzoni dei turchi,nelle periferie.
Storie di integrazione e di sfruttamento, di malavita e di buona vita 'scolarizzata' .
Berlino è anche l'opprimente avveniristica tracotanza dell'arte contemporanea,mimesi azzardata di un tempo che frigge il nuovo senza possederlo.
Berlino e la musica.
Ma quello che di piu' si favoleggia,non scritto nelle guide turistiche,è lo scoppio quasi totale del sistema familiare.
Convivenze in tutte le salse,scelte affettive e sessuali diverse vanno nella direzione di un 'melting-pot ' affettivo indistricabile e irriducibile al vecchio schema della famiglia europea monogamica.
Famiglie 'allargate'?
Si', a tutto.
Per necessita' economica,per incertezza dei sentimenti, per paura di timbri invalidanti la libertà individuale,per debolezza antropologica.
Di Berlino si favoleggia l'incanto fluviale.
Anche se, ormai, privo di innamorati che se ne incantino.

mercoledì 12 agosto 2009

TERMINAL




Dove ho visto ragazzi (apparentemente) realmente felici è solo ai 'terminal' degli aereoporti.
Li ' si' che sembrava azzeccato il punto di collocazione di una generazione (e piu') .
Niente di stabile o stanziale, l'attimo fuggente, la prospettiva immaginifica del dominio del mondo intero,pulizia di intenti, corsie programmate e socialità garantita nei luoghi preposti.
Una specie di enormi cliniche contro gli affanni del futuro,aria libera dagli intasamenti dei rapporti e dai residui irrisolti degli stessi.
'Terminal'.
Potrebbe essere il logo di una generazione, che è gia' stanca di affrontare eredita' irrisolte dei padri ancora prima di cominciare.
Loro, i vecchi marpioni, se ne stanno giu' a terra attaccati a quelle due o tre bazzecole:faide politiche interne, tagli di precari a botte di migliaia, cene e pranzi di gala.
Qualche vecchio marpione si fa vedere in mutande mentre annaspa in qualche caletta del mediterraneo per omologarsi ai 'target' giovanili.
E loro via, ai check-in,pronti a fuggire.
Duvunque, purche' si fugga, e domani(l'indomani fatidico del rientro) sara' un altro giorno,basta non pensarlo.

martedì 11 agosto 2009

ERA UNA NOTTE BUIA E TEMPESTOSA


In una serata buia e (quasi)tempestosa chiacchierare amabilmente con dieci ciellini in una pizzeria puo' essere divertente.
Basta prenderla per il verso giusto.
Tra una marinara(pizza) e un gelato al limone,ci sta che:
Berlusconi ha salvato l'Italia dalla peste comunista,per fortuna, quello che fa nel privato sono bazzecole,lui ha superato la malattia dell'ideologia e ha condotto la barca nonostante i magistrati comunisti. Lui è il pragmatismo efficiente, incidente e salubre,guardare la mondezza di Napoli.
Del resto i comunisti avrebbero creato anche qua i gulag come in Romania.
Lui, invece.è il liberalismo e quindi la possibilità di essere liberi per i cristiani.
Prodi è il male:la sua idea di 'cristiano adulto' è malefica,vuol dire connivenza con gli omicidi,le pillole abortive, chi lancia contro la vita molotov.
Bene.
Tutta la nave da crociera dei vari Augias, Garimberti, e feccia simile è un manipolo prezzolato e ideologicamente baro.
Bene.
Rita Levi Montalcini non è brutta come Margherita Hack, ma rema anche lei verso il laicismo fetido.
Dunque.
I due buchi neri del Novecento, comunismo e nazismo, a pari merito,sono il Male.
Mussolini e le leggi razziali del '38?
Un pasticcio distratto.
Niente a che vedere con i Russi che mangiavano bambini .
Mediaset?
Il vero guaio era gia' prima,nella RAI lottizzata.
Se si butta il tutto su Peppone e don Camillo,si rilassano un po', ma poi compare Lui:il fantasma di Prodi.
Il vero male,il traditore, lo odiano proprio, incredibile.
Di D'Alema si fanno una polpettina, Bersani trova qualche simpatia,ma Prodi no,lo odiano.
Il berlusconismo?
Un'invenzione,gli italiani capiscono quando votano.
Anche la casalinga di Treviso? E il bracciante calabro?E il secondino di Poggioreale?
Si'.
-Ciao-Ciao,buona fortuna.
Divertente, in una notte buia e tempestosa,tra il cemento di Rimini.
Al tavolo di fronte siede un vecchio 'comunista' male in arnese, si appoggia ad un bastone,sicuramente malato.
Peggio per lui, non è tra gli eletti: questo no, non è divertente.
La brezza della sera ha trasformato la notte buia in una serata ancora estiva, si puo' pedalare in fretta verso casa.



lunedì 10 agosto 2009

DEL CUORE


E' divenuto nel tempo il sinonimo di 'sentire','amare',ecc,centro della vita,quasi sede dell'anima,che solo certi cattolici vogliono sbiadita di paure e gli opportunisti impacchettata in dadini da freeezer .
'Anema e core','cuore matto','sei nel mio cuore','buon cuore':dai foglietti dei cioccolatini fino alle canzonette da bar, su su fino alle serie televisive sulle terapie d'urgenza, ma anche 'topos' di letteratura alta.
Non dimentichiamo che il Zivago di Pastermak mori' di crepacuore, e ne aveva mille e una di ragioni.
Lui, l'organo reale, è anche un muscolo spesso in sofferenza.
In genere chi 'soffre' di cuore corrisponde ad una tipologia ansiosa,emotiva,collerica.
Quando un giovane muore di cuore-come il giovane calciatore ventiseienne qualche giorno fa -si rimane allibiti, si vorrebbe che esistesse un paradiso per i giovani che scompaiono cosi'.
Se il cuore non è piu' giovanissimo, va protetto in ogni modo :magari con piccolissime dosi di menefreghismo, quanto basta, in dosi omeopatiche.
Laddove una leggera distanza dalle cose puo' aiutare a vivere meglio,ad essere meno arruffati e un poco piu' difesi.
Se poi sia utile a lui, al cuore, non si sa con certezza.
Magari tra le sue cavità,nei vasi che lo attraversano, c'è un elemento misterioso, che registra in profondo imperativi e sensazioni,moti e pulsioni che sfuggono alla nostra consapevoleza ordinaria.
Si sa che un po' di disordine, di stress, puo' essere solo salubre,alla larga le ragionierie della compostezza.
Tanto lui batte,fibrilla,continua imperterrito a muovere la macchina
Cerchiamo di volergli bene.
Con intensita' ,ma con qualche scrollata di spalle.