giovedì 18 novembre 2010

PARLARE CON I RAGAZZI/2


I ragazzi delle medie/superiori escono dalle mura di scuola e vanno per strada a protestare,ma sono terrorizzati dalle sigle partitiche.
Le vedono come male, o almeno come strettoie in cui non vogliono incastrarsi.
A naso,sentono che il loro problema viene prima.
Chiedono di essere educati e condotti verso la vita adulta,non vogliono che alcuno scarichi loro addosso scelte precotte.
Tirano la corda,vanno un po' qua e un po' la',con quel filo di energia che la giovinezza concede loro,oppressi come sono da rumori assordanti e da evanescenze che crollano.
Vorrebbero una famiglia,questo tutti.
Vorrebbero respiro a quelle quattro nozioni impalate in un meccanismo che sanno obsoleto.
Intravedono un futuro, ma non sanno come arrivare alla riva,troppo lontana e confusa,troppo faticoso il percorso.
Non vogliono assomigliare ai grandi.

Vorrebbero-per quelle due o tre luci stellate che hanno nel cuore-poter ricominciare da un punto qualunque,che pero' li convincesse con serenita'.

mercoledì 17 novembre 2010

PARLARE CON I RAGAZZI


Parlare con i ragazzi è lezione di vita.
Decodifica luoghi comuni stantii ed improduttivi,illumina.
Mentre cortei che arrancano su vecchi sistemi antagonisti si diffondono per giuste ragioni nelle strade,se si incappa in qualche piccolo gruppetto-non importa se dentro o fuori le mura di scuola- e si chiede ragione del presente e del futuro, si accresce il proprio bagaglio di conoscenze.
Su queste conoscenze andrebbe giudicata una classe docente.
I ragazzi vogliono credere nel loro futuro.
Chiedono una scuola attrezzata a navigarvi.
Vogliono guardare negli occhi adulti in grado di reggere l'urto del tempo.
Non vogliono buttare via i loro linguaggi,ma-se orientati-sannno opportunamente navigare nei nuovi.
Sono in grado di riconoscere valori e sanno prendere giuste distanze.
Hanno sete di imparare.
Riconoscono oscuramente un analfabetismo storico pericoloso.
Vogliono produrre,progettare,aprirsi al mondo.
Quello a due passi da casa e quello che si raggiunge con l' areo o con il social- network.

Se si riesce a parlare con i ragazzi.

domenica 14 novembre 2010

MA PER FAVORE LASCIAMO STARE LE FAVOLE




Mi scuso con MASSIMO GRAMELLINI,che stimo corsivista sagace e giornalista onesto.


Ma il suo esordio narrativo, 'L'ultima riga delle favole',per i tipi di Longanesi,-capitatomi in mano per caso,prestato da un'amica- mi ha decisamente stravolta.
Devo subito essere sincera,cosi' mi tolgo il dente:
questo libro mi pare la quintessenza di un genere narrativo che ho sempre relegato in un mio personale 'indice',per dirla con un francesismo,del genere 'c.' integrali.
Ora,o io mi sono rincitrullita a tal punto che non riconosco piu' un pero da un melo-come nella famosa storiella popolare-;o Gramellini si è semplicemente divertito con successo e gli è andata bene.O....?Non lo so.
250.000 copie:'Imparare ad amare e a essere amati',recita la striscia promozionale.
Cosi':un tale,Tomas,depresso e sfortunato in amore-che' ,da noi in Romagna si direbbe: 'fortunato in amor non gioca a carte'-si insacca in un improbabile luogo,detto'TERME DELL'AMORE', e li' tra saune metafisiche e segnalazioni esoteriche trova l'anima gemella,forse sul bordo di una piscina.
Ora,io dico:ma la' a Torino,oltre a contestare Amos Oz perche' lo sanno loro,come la pensano'esattamente' su questo quesito:
'dove sta la letteratura di qualita''?
Mi pareva una terra esperta,e come.
E non solo di 'c'. esoteriche

giovedì 11 novembre 2010

IO SPERIAMO CHE NON CROLLO/2







Dietro Castel Sismondo, salotto del 'glamour'riminese,le antiche mura piangono

mercoledì 10 novembre 2010

GRAMIGNA


Erba cattiva,tenace,caparbia,avanza ovunque ,procede attaccando qualunque elemento e vince,distruttiva.
Gramigna nel cervello e nel cuore dei ragazzi,privi di guida.
La scuola cola a picco.
La famiglia.....
Rimane il rumore assordante della realta' che li spreme come rape senza sangue.
Scarica loro addosso il peggio dei fallimenti degli adulti e li ricicla pretendendo da loro prestazioni da vecchi.
Il meglio dell'assuefazione senza se e senza ma.
La vedo tragica.
Poveri ragazzi.
Nessuno che indichi loro un ideale,una passione credibile.
O almeno nessuno che 'strutturi' un ideale e lo renda praticabile nel pomeriggio di oggi,all'angolo della strada,dopo le ore di scuola,nel bar,in palestra.
Idee misere e frantumate che non arginano la diga ormai aperta .
'Devi' prendere dei bei voti.
'Devi' essere perbene.
Parole che non toccano le emozioni, il fondo del cuore,lasciano lo squarcio del disorientamento privo di cuciture.
Speriamo che dalla giungla intricata della gramigna cattiva nasca un germoglio spontaneo,tenero,fresco,deve e puo' accadere.
In fondo tante persone oneste hanno lasciato qua e la' traccia di se'.

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martedì 9 novembre 2010

IO SPERIAMO CHE NON CROLLO







Le antiche mura malatestiane di Rimini,lungo Via Madonna della Scala, in stato di abbandono

domenica 7 novembre 2010

DEGLI AMORI LIQUIDI


Inventore della 'liquidita'' come categoria sintetica della contemporaneita',Zygmunt Bauman aveva riproposto l'idea 'liquida' in materia di relazioni affettive gia' dal 2006,anno della prima edizione di questo testo-riedito nell'undicesima edizione nel 2010 -.
Leggo il suo 'Amore liquido' e scorro veloce di pagina in pagina,negli anfratti del pochissimo tempo libero (liquido?),mi fermo alla fine del primo capitolo
Il fatto è che per me 'liquidita'' si associa ad un'idea di liberta',di movimento leggero,di fluidita'.
Qui invece sta a definire una societa' talmente frammentaria e insicura che il sinonimo piu' pertinente mi pare piuttosto'effimero',oppure'caducita'',anche 'fragilita''oppure 'evanescenza'.
Con una prosa raffinata e prolissa,elegante e sottile,ampia nell'argomentare-al punto che si ha inizialmente la sensazione che pagine e pagine potrebbero essere riassunte in poche righe,poi si capisce che ogni riga invece è piuttosto 'densa',quasi solida-arriva a lanciare definizioni agghiaccianti.
Alcuni esempi,tratti dalle prime pagine:
..'forse parlare di 'desiderio' è eccessivo.Come per lo shopping,oggigiorno chi va per negozi non compra per 'soddisfare un desiderio'ma per 'togliersi una voglia'.
.....'quando è pilotata dalla 'voglia' la relazione tra due persone segue il modello dello 'shopping' e non chiede altro che le capacita' di un consumatore medio...'
'...gli esperti sono divisi.La loro opinione oscilla dall'entusiastica approvazione delle coppie semilibere,visto come realizzazione del tanto cercato nirvana(la quadratura del cerchio di un generoso dare e avere senza la perdita dell'indipendenza)alla sua condanna totale......'

Sono solo al primo capitolo, e alla mia eta' è bene fare pause,perche' dare per scontato qualsiasi affermazione puo' far venire il raffreddore.Il secondo capitolo alla prossima.
Comunque -anche se non è esattamente il mio genere-fondamentale per l'interpretazione del nostro tempo:

Zygmunt Bauman
'L'amore liqudo',
Editori Laterza