sabato 24 aprile 2010

25 APRILE/GITA A MARZABOTTO


Mi avevano portato a Marzabotto che avro' avuto forse sette anni,forse otto,con mio fratello magro e infastidito di tre anni piu' piccolo di me,incastrato sul sedile posteriore del 'millecento'bianco,tra il sedile e il finestrino.
Il babbo Guido canticchiava in macchina,forse una romanza,'Un bel di' vedremo,spuntare un fil di fumo...'o 'Cortigiani vil razza dannata',ma anche 'Quando si dice si' 'na sera ' e maggio', o ''Munastero a Santachiara'
Gli piacevano le canzoni napoletane perche' gli ricordavano il mare.
La mamma,Lidia, aveva sempre un leggero mal di testa durante quelle gite domenicali,il lavoro dell'ufficio la stancava molto e lei aveva un equilibrio sottile,delicato,da signora.
Marzabotto per me,come la vidi per la prima volta, è un pavimento lucido,alcune lapidi,una giornata primaverile,il desiderio dei miei di essere in un punto esatto della Storia,in silenzio.
Mi ricordavo che una volta,dal dentista,mi era capitata in mano una rivista con le foto dei lager nazisti e la mamma me l'aveva strappata di mano,non voleva che vedessi.
Erano gli ultimi anni cinquanta,e 'di quello' si parlava poco.
A Marzabotto invece era giusto esserci,e si poteva parlare,senza paura.

giovedì 22 aprile 2010

FACCIAMOCI GLI AUGURI


'Qui su l'arida sponda
del formidabil monte
sterminator Vesevo
la qual null'altro allegra arbor nè fiore
tuoi cespi solitari intorno spargi
odorata ginestra
...... '
G.Leopardi, da ' La ginestra o il fiore del deserto'



Oggi,22 Aprile, giornata mondiale della Terra.
Facciamoci gli auguri

lunedì 19 aprile 2010

SLOWLY




Cioe' lentamente,alla lettera.
Nel vortice impietoso della globalizzazione,mentre l'etere è straoccupato di impulsi e di messaggi che messaggiano se stessi, i cieli intasati di voli che spostano corpi di qua e di la',la Natura-si',quella con la 'N' maiuscola-si ribella.
Basta un signor vulcano sconosciuto in una qualunquissima isola del Nord per bloccare i terminal di tutto un continente.
Voli cancellati, insicurezza,si torna al vecchio.
Anche i capi di Stato costretti in coda,bloccati .
Prove di black -out,il Medioevo è dentro ,con i suoi tentacoli, anche ai paesaggi piu' avveniristici.
Si andava di qua e di la' e invece si è costretti ad orribili bivacchi,alla ricerca di un qualunquissimo calore umano per sfangare la notte abbioccati su una panchina.
Credevamo di aver imbrigliato l'etere, e invece siamo caduti nel colabrodo,come pesci lessati.
E questo è solo l'inizio,sono convinta che ne vedremo delle belle.
Conviene mettere l'animo tranquillo,ricucire antichi sistemi solidi ,alla ricerca di piccoli ghetti confortanti,almeno finche' il meteo non da il via al traffico.

Slowly è bello, e magari c'è da guadagnarci in saggezza, a fare una pausa.

venerdì 16 aprile 2010

SOLO SETTE ANNI FA




Come si è ridotto misero il parlare che si fa-ma dove?forse solo alla tivu'-di pace e di guerra.
Misero rispetto a solo sette anni fa.
Si è ridotto un balbettio gergale tra pseudo'pacifisti' che respirano appena e garantisti di un'immagine 'naif' dell'intervento militare 'condiviso'.
Roba da scappare via per non offendere troppo l'intelligenza.
Solo sette anni fa,quando era anche comparso quello che i sociologi definivano il 'movimento per la pace' planetario,si discorreva, a scuola e con i vicini di casa .
I grandi 'patti' novecenteschi,nati dalle ceneri dell'ultima grande guerra avevano avuto la pretesa di porre argini alla barbarie:si partiva da questo.
Ora sento sbandierare un'equivalenza tra sbarco in Normandia degli Alleati e intervento militare in Afghanistan.
Poi i grandi temi delle diversità culturali, e dei mercati-anche delle armi -e la pretesa ricerca di una verita' affidabile,che non fosse propaganda non verificata.
Ricordo a scuola l'entusiasmo con cui curai una piccola antologia sul tema della guerra e i discorsi-mai scontati-con alcuni colleghi ed amici.
Si leggevano i 'reportage' dalla Guerra del Golfo di Rober Fisk,ma anche il discusso Celine, e il discorso di Sandro Pertini ai giovani,per dirne alcuni.
Ora si affida al palcoscenico del mondo il tema agli operatori di Emergency-che sono soprattutto medici-,lasciandoli soli,non supportati da riflessioni,inquietudini costruttive,articolate.
La loro testimonianza è insufficiente,ma la 'pruderie' collettiva chiede altro.

Solo sette anni fa,un secolo fa.








mercoledì 14 aprile 2010

DEVO AVER CAPITO POCO


Che eserciti di giovani uomini normodotati di salute,fisicità e intelligenza stiano sul crinale di un'insicurezza affettiva tremenda,preferiscano'chattare' o trovarsi 'amici' in 'Facebook' piuttosto che andare a morose, passi.
Evidentemente mamma' ha combinato guai in tutto il sistema occidentale,non solo a casa nostra,evidentemente siamo al rigurgito di una pseudo-liberazione che è stata anche una dispersione di energie e un battere colpi a vuoto.
Che le-poche-giovani coppie con prole o no,galleggiando sui marosi del precariato-soprattutto mentale,ma non solo, ci mancherebbe- non si sposino e preferiscano una convivenza ad oltranza,magari giocata nei 'terminal' aereoportuali o nei bar a fare l'aperitivo piuttosto che dietro casa, passi.
Che,di contro, monti a dismisura l'ondata omosessuale,soprattutto maschile,contrabbandata da quelle tre lettere ,'gay',passi.
Quello che mi blocca è la parola 'matrimonio' applicata a detta ondata.
Ohi,vogliono sposarsi.
Non ci capisco un'acca.
Arrivo fino alla tutela legale di sistemi di convivenza diversi:tipo,due vedove che sullo stesso pianerottolo da anni, trovano una soluzione per prendere dalla collettivita',lecitamente, la dose di diritti maggiore possibile.
E' la parola 'matrimonio' che mi blocca.
Ma non stava internamente a quelle tre letttere, 'gay', la dimostrazione di una effervescenza fuori dalle righe?.
Evidentemente no.
Devono rientrare nelle righe,nei ranghi,nell'ordinario,quasi ad espiazione di una diversita' che,comunque si cianci, credo dolorosa.
Oppure ho capito poco e niente.

martedì 13 aprile 2010

DEPRAVAZIONI DI PROVINCIA







C'è qualcosa di depravato in chi fa le bucce ad Emergency,da qua, da questa provincia italiana che nonostante tutto continua a sfornare miracoli.
E' un miracolo italiano, una costruzione di cui andare orgogliosi davanti al mondo questa storia di militanza laica,che si è spinta nel cuore stesso dell'inferno,dove l'oscena e ineluttabile catastrofe della guerra lascia i suoi brandelli di carne agli avvoltoi.
E invece no.
Pronti a stracciarsi le vesti e ad inscenare lunghe sequele delittuose del buon gusto, i santoni di casa nostra si dannano l'anima per 'difendere la vita'.
Salvo,poi, non dire una parola se si tenta di far fuori,anche solo nella coscienza collettiva, una storia come quella di Emergency.
Possono essermi antipatiche le signore che vendono 'gadgets' e merendine tra una canasta e una corsa dal parrucchiere,'politically corretcted' e superprotette,che fanno le suffragette dell'alternativo.
Ma come non vedere che un individuo che per ore e ore,a suo rischio,laicamente,si da a ricucir bambini, è degno di orgogliosa ammirazione?
Forse questa non è 'la vita'di cui vanno cianciando lorsignori?.
Che solitudine,che landa desolata,questa provincia gretta.
Ecco perche' gli unici 'eroi' che vi campeggiano puzzano di mafia e di cemento sporco.



lunedì 12 aprile 2010

STO CON EMERGENCY







Anche se è fin troppo facile,da salotto 'politically corrected', direi,un po' 'radical'-
dirlo da casa propria,al caldo.
Nella inquietante 'carcerazione preventiva' dei tre operatori di Emergecy mi assumo le responsabilita' di affermazioni popolari, non verificate ,fatte per intuizione.
Sono convinta che nell'ingarbugliato e tragico Afghanistan un ospedale di guerra sia anche un osservatorio scomodo.
Ergo,la trappola.


Chi cuce,ricuce,apre, taglia e ricompone centinaia e migliaia di poveri martiri civili di guerra,tanti bambini, matura una grammatica emozionale ed esistenziale che di certo non assomiglia alla nostra.
Bisognerebbe esserci,per dire con esattezza filologica .
Cosi', da qua, non rimane che un brandello di ideologia per poter affermare, senza ombra di dubbio.

' STO CON EMERGENCY'