giovedì 2 giugno 2011

DOVE VANNO LE BALENE


Dove vanno le balene a piangere e morire
sui casi della terra e del mare e del vento e degli alberi dei bambini
assediati
e degli amori
che non sono piu' quelli.
I vecchi-noi- lo dicono agli angoli di strada
nel rumore assordante delle informazioni che si accavallano nella testa dei piccoli.
Piu' rumorose le nozioni accatastate dei tubi di scappamento che rombano,
piu' rumorose le parole dentro i meccanismi che si riproducono
come video-giochi
assordanti.
Non sappiamo andare d'accordo con la natura,dobbiamo passare per i talk-show per acquistare qualche vocabolo
e le balene si lasciano morire
per dircelo.

sabato 28 maggio 2011

TUTTO IL TEMPO DI UN BAMBINO


'Giovannino era stanco di stare sempre seduto sul sedile posteriore della macchina della mamma.
Il fatto è che lei lo caricava li',già al mattino,per accompagnarlo a scuola, e via,via,nel traffico denso,suoni di clacson,gas di scarico che entravano nei finestrini,rumori di motori e di marmitte,catalittiche o no.
La colazione gli andava ancora su e giu'per lo stomaco,il sonno lo teneva ancora prigioniero a metà,il mondo era ancora morbido e fluttuante e lui doveva starsene li' rigido come un bamboccio di pezza e latta,in quel gran pandemonio che c'era fuori, a fissare qualcosa al di là del finestrino.
..........'
(da 'La lunga notte di Giovannino',nel mio 'Girasole e altre storie',Societa' Editrice Il Ponte Vecchio.
Per intero anche sul sito:www.loscrittoreinesistente.it)

giovedì 26 maggio 2011

BOCCATA D'ARIA,ANZI D'ACQUA


Mi gira tra i fogli sparsi una citazione, trovata tra un mucchietto di depliants lato cassa,in un bar qua vicino,figurarsi, a 'reclame' di un centro sub privato.
Non so se chi l'ha stampata si è reso conto,comunque la devo trascrivere su questo blog.

Siamo con Robert Louis Stevenson,con'Ventimila leghe sotto i mari'

'....il mare non appartiene ai despoti.
Alla superficie questi possono ancora esercitare dei diritti iniqui,battersi,divorarsi,trasportarvi tutit gli orrori terrestri.
Ma trenta piedi sotto il suo livello il loro potere cessa,la loro influenza si spegne,la loro potenza sparisce...
Soltanto qui è l'indipendenza.
Qui non riconosco padroni.
Qui sono libero.'


A chiunque passi di qua,in qualsivoglia condizione,
buon inizio Estate

martedì 24 maggio 2011

NEET


E' l'esercito dei NEET che fara' il futuro.
Un esercito di 'desaparecidos' dai percorsi 'formativi',in Italia 2,1 milioni tra i sedici e i diciassette non censiti,non studiano e non lavorano sfuggiti alle maglie familiari bivaccano in ghenga nei Paesi dei Balocchi dei Centri commerciali oppure piantonano un video qualunque,ore e ore allocchiti a fare niente.
Un esercito di senza nome,nessuno se ne cura,l'istruzione tecnica,ex-fiore all'occhiello di un sistema scolastico di presunta qualita,' li ha scaricati e loro si sono fatti scaricare,semplicemente si annoiavano,oppure non riuscivano a stare fermi nel banco,oppure avevano altro per la testa.
Neppure un disagio forte all'inizio,magari solo un prurito fastidioso presto diventato intolleranza
assoluta.
Un esercito di sconosciuti,mal nati,rami secchi,merce da macero.
Ne ho conosciuti tanti,non so che fine abbiano fatta,me li ricordo per nome,ricordo alcuni particolari
che mi si sovrappongono nella memoria,alcuni sguardi intelligenti,alcune frasi

Un augurio.
Mai dire mai,la vita è ricca di possibilità comunque offerte,al diavolo i vecchi grigi percorsi,la strada,volendo,si trova comunque

lunedì 23 maggio 2011

SE NON C'E' MAMMA'

Black-out su intere generazioni di giovani che escono
da percorsi 'formativi'(?) secondari privi di bussola,stanchi e massacrati da ansie nozionistiche di vecchi frustrati ed insicuri che dalla vita hanno imparato proprio poco.
Black-out sul futuro,perche' questi ragazzi non hanno gli strumenti per orientarsi.
Se mamma' puo',se mamma' sa leggere e fare di conto ,se papa' ha l'azienducola che tira,ci puo' essere qualche barlume di grigia'sistemazione'.
Altrimenti sara' l'onda nera del precariato,della questua,della migrazione forzosa e dispersiva.
Tutto mentre una scuola vecchia ripete se stessa in eterno,taglieggia i talenti,blocca le speranze,mobbizza i respiri fuori dal coro.
Non pone questioni reali,nn aiuta a guardare in faccia se' e il domani.
Sconnessa da un sestante di qualita',parcellizzata.
Situazioni buone,qua e la' presenti,non risollevano l'insieme
Non va.
Cosi' non va.

domenica 22 maggio 2011

MA LA REALTA' E ' PIU' AVANTI


'.......
Tutto quello che era in qualche modo storico era diventato motivo di interesse e curiosita' turistica;unita' territoriali di convivenza avevano negli anni sostituito le vecchie relazioni familiari ed erano organizzate secondo un sistema di discreta efficienza,con alcuni uffici che sbrigavano ogni giorno le incombenze piu' noiose.
........
sparse su territorio,nei luoghi piu' impensati,erano seminate memorie artificiali,micro-chips confusi con il paesaggio
....
ed in questa trasformazione le vecchie scuole,con i loro grandi edifici un poco somiglianti a carceri,erano andate via via scomparendo
........'
(da 'Una vechia radio',nel mio 'Girasole e altre storie',Societa' Editrice Il Ponte vecchio,Cesena 2010)



VENERDI' 27 MAGGIO alle ore 18

presso la LIBRERIA DEL BARBIERE

in VIA ROSSINI,38 a PESARO

domenica 8 maggio 2011

MAMME

Mamme del mondo
tratteniamo il respiro per un attimo davanti al miracolo della vita,retorica per un giorno mai sazia eppure tranquilla anche se monotona.
Come l'onda che sulla riva batte e lucida la sabbia,all'alba,quando i colori ancora un poco cerulei si tingono lentamente della visione del mondo.
E nelle notti di veglia ad accudire il respiro che mai sazio si vorrebbe solo felice.
Tratteniamo il respiro sul silenzio di un destino troppo grande per essere tradotto.
Retorica di un attimo che fugge,scritto sul sublime di un sorriso.
Per un giorno.