giovedì 26 novembre 2009

ALLARME IN CORSIA



Tutto quello che hanno da raccontare gli SPECIALIZZANDI neo-medici è degno di ascolto.
Nervo sensibile della formazione sanitaria, quasi sempre giovani motivati e bravissimi, sfruttati nelle corsie, hanno guadagnato una specie di contratto mai rispettato(v.38 ore contrattuali conto le 55 reali)
Chi se ne accorge?
Non conosco l'entita' reale ne' l'onesta' congenita dei famosi assegni di ricerca europei di cui di tanto in tanto si ha notizia.
In Emilia-Romagna i ricercatori hanno le famose pezze al c.
La realta' che so è questa durissima resistenza di giovani che tentano di farcela, abbandonati a se stessi, incastrati in un futuro invisibile ai piu', che giocano la grammatica della loro vita e delle loro emozioni con incredibile forza,quasi sempre con l'ideale di rimanere nel servizio pubblico,almeno finche' ce la fanno.
Molti se ne vanno all'estero, a tentare avventure quasi sempre belle ed effimere.
Dobbiamo a loro almeno un pensiero incoraggiante, che fugga nonsisadove, da qualche parte arrivera'

mercoledì 25 novembre 2009

DONNE REALI













C'è violenza sulle donne, anche in assenza di botte e di lividi sulla pelle.
Piccoli delitti quotidiani negli ambienti si consumano senza che nessuno li descriva.
Le donne stesse si fanno spesso complici assuefatte al ritmo ovvio e ordinario dei giorni.
Dove sta lo specifico femminile, lo spazio identitario, la possibilita' di essere ' realmente' fisicamente se stesse nei luoghi di lavoro, nelle strade,nelle citta', nelle famiglie ?
Immagini di donne mascherate di oggetti si accavallano nei luoghi diversi,omologate, inidentificabili,spesso mimesi brutta dei maschi.
C'è bisogno di spazi freschi, di liberta' e di riservatezza.
Di tanto silenzio, forse.
Di passioni finalmente riconquistate.
Di normali potenti affezioni.

martedì 24 novembre 2009

PAUSA PRANZO


La mia pausa-pranzo piu' originale l'ho vissuta alla fine degli anni settanta.
Castelfranco Emilia, lavoravo in un Istituto professionale per l'Agricoltura e quando si doveva restare al pomeriggio -abitavo a Bologna-eran dolori.
Quel paesone tagliato in due da una Via Emilia trafficata di mezzi pesanti non offriva granche' al turista per forza.
Una bidella simpaticissima mi vide un po' sciupata e,generosa,emiliana ed accorta, mi apriva tutte le volte la stanza di una piccola infermeria, dove io mi rinchiudevo in solitudine per quaranta minuti.
Mi rilassavo su una poltrona-letto,socchiudevo gli occhi, mi appisolavo e dopo funzionavo assai meglio.
Era la pausa fatale, quella che fa la differenza.

Ora mi chiedo:ma dove sono finite le donne?
Quelle reali, intendo.
Perche' ,sul tema, vorrei capire come fa una donna che allatta-l'astensione per maternita' obbligatoria finisce al terzo mese del bambino- a togliersi quei minuti preziosi di rientro in se stessa.
Forse nel baillame generale si son scordati che ci sono anche le donne in carne e ossa.

lunedì 23 novembre 2009

DI UNA FUGA


Me ne sto andando dalla scuola-due anni passano in fretta- con il groppo alla gola.
Quello che vedo è un fiume di gioventu' allo sbando, assente di educatori.
Ministro o non ministro,il problema sono le persone.
Mi dispiace se qualche collega che passa di qui per caso si offende, ma sono costretta a dirlo.
Negli ultimi anni è maturato un sistema di poverta' tale che lascia sperare solo una cosa:speriamo che questi ragazzi sappiano cavarsela da soli.
L'essere umano è progettato per sopravvivere e ridefinirsi.
Sbattuti dalle famiglie in una istituzione boccheggiante, vivono il fiore della loro vita tra personaggi frustrati,privi di coraggio, di fantasia,di progetti.
Il mondo fuori va veloce, pone domande, offre opportunita' di sviluppi intellettuali ed esistenziali difficili ma possibili e il vecchio dinosauro-scuola rimane aggrappato alle sue paure, alle sue miserie, alle sue malattie.
Mi spiace se sono antipatica e fondamentalmente una rompiscatole ,ma al momento non vedo altro .
Educazione linguistica?
Nessuno che abbia il coraggio di ricominciare dalla REALTA'.
Educazione alla cittadinanza?
Nessuno che sappia porre lealmente il problema della cittadinanza globale come diritto.
Educazione alla letteratura?
Vecchi schemi privi di anima si agitano nei corridoi.
La scienza?
Siamo a prima di Euclide.
La progettualita' ambientale?
Tutto fa brodo,purche' omologo all''aurea mediocritas' .
I valori fondamentali?
E' il tripudio dell'afabetizzazione all'egoismo e all'arrivismo individuale.
Non va, cosi' non va.
Meglio davvero scapparsene via a gambe levate, il prima possibile.


sabato 21 novembre 2009

BRENDA




Per un attimo, la fantasia modesta e naturale di un paradiso possibile, ci concede di immaginare un paradiso per la povera BRENDA-il/la transessuale uccisa Venerdi',sull'onda della macroscopica vicenda che coinvolge auto blu,blasonati della politca/spettacolo/finanza e litanie di individui deformi,gia' angelicati dal loro stesso corpo'in transito'-

Se ci fosse, questo paradiso possibile,la vedrebbe ritornata giovane uomo latinoamericano, potente nel fisico, bruno, splendido di sole e virtu',capace di sfide al destino infame.

Qui le/gli auguro di essere davvero, dopo essere passata per l'inferno della poveta' brasiliana, per lo scherno di un corpo che non so quantopiu' le/gli appartenesse,per il loculo asfittico di Via Gradoli, per tutte le clandestinità e le smancerie di occhi osceni e comunque per questa vita demenziale .

Che esista,speriamo, un paradiso per Brenda .

venerdì 20 novembre 2009

DICONO CHE A COCCAGLIO




Dicono che a COCCAGLIO-settemila anime di purissimi bresciani-hanno inventato un Natale all'incontrario.
Dicono che li',invece che diventar buoni, a Natale ci si traveste da nazistelli della padania dura e pura e si da la caccia al nero.
Per far si' che il natale sia bianco, con candeggio e garanzia di buona tradizione.
Dicono che in quel di COCCAGLIO le autorita' normogarantite dagli stemmi del diritto sussurrino che è tutto a posto.
Si faranno un natale grasso, unto di lardo e a rischio arteriovenoso, con rutti e ganasce attive, a quattro palmenti,a mangiare i loro piatti tipici, a cantarsela in coro, la loro bella tradizione.
E i bambini sentiranno nonni e zie, e amiche della mamma dire che si fa cosi', a essere perbene.
Alla larga dal nero.
Poveretti.
Si dice anche che l'antropologia del 'maso-chiuso' genera mostriciattoli un po' deformi.
Poveretti davvero.

mercoledì 18 novembre 2009

IL DOCENTE INCONTINENTE










Guai grossi , per il docente incontinente.
E diciamo 'incontinente' per raccogliere nel termine non necessariamente la malattia, ma anche solo una buona diuresi.
Che, se aggiunta all'abitudine salutare di bere molto, anche di prima mattina,puo' scatenare un putiferio professionale dell'altro mondo.
Dunque, diciamo che alla necessita' non si sfugge.
Non c'è burocrazia che tenga, filiera di raccomandazioni, ne'preferenze di corridoio.
L'obiettivo, nel caso suindicato, è solo la toilet.
Ma.....
Tempi nuovi, riforme si', riforme no,frattaglie varie, problemi antichi.
Possono essere dolori, perche' in genere la detta 'classe',ovverossia la piccola mandria urlante stipata giocoforza in uno spazio dove gia' il giro dell'aria è un problema, quando subodora,dalla smorfia sul viso del docente, l' impellente necessita', si trasforma in un'accozzaglia di piccole belve in gabbia.
Promesse? Giocare sul 'Mi fido di voi?'
Affacciarso alla porta dell'aula facendo smorfie oscene al bidello sempre girato dall'altra parte?
Farsela addosso?
In genere qualcosa a meta' strada tra tutto cio', recitando a denti stretti:'diomelamandibuona'

Schemi di accesso per l'assunzione dei docenti,signor ministro?
Suggerisco:test di incontinenza.