venerdì 17 settembre 2010

LA QUARTA 'I'


Questo titolo non è farina del mio sacco,l'ho preso da un articolo comparso sul settimanale 'Donna moderna' di Mondadori(qual pulpito),non ricordo l'autore/autrice,chiunque sia non me ne voglia.
Presto detto.
Le tre 'I' precedenti erano state,nel programma dei precendenti tutori della educazione nazional-popolare nostrana:Informatica,Inglese,Impresa.
Agli occhi di tutti gli esiti.
C'è pero' una quarta 'I' assai piu' pregnante di significato,la 'I' degli Invisibili.
Che significa che un numero infinito di giovani,dai quindici ai trenta, non è censito.
Gira in una bolla di inedia.
Non ha un luogo di appartenenza.
Ne' a scuola.
Ne' in Centri per l'impiego.
Ne' in liste di attesa varie.
Ne'....
Chi sono?
I giovani che bighellonano in casa.
Che prendono un sussidio da papa' o mamma'.
Che pero' 'fanno' l'aperitivo e vanno ai Centri Commerciali.
Che ricaricano il cellulare
Che chattano,messaggiano,riempiono i social network e vanno in discoteca.
Che tirano tardi e bevono.
Che 'si vedono' con Tizio,Tizia, o Caio(a volte)
Che (a volte)leggono l'ultimo best-seller.
Che..
Mi sfuggono le cifre,le ho rimosse.
Ai sociologi il compito di aggiornare i dati.

Un cosa :nel recinto degli anziani non c'è spazio anche per loro, qualcuno glielo dica ,per favore.

giovedì 16 settembre 2010

QUA NON SI VA PIU' IN BICICLETTA


Sara' un problema minimalista,nel bel mezzo degli altri,assai piu''maxi',eppure è un problema reale:
QUA NON SI RIESCE PIU' AD ANDARE IN BICICLETTA.

Immagino che per i 'radical-chic' che si fanno vedere sulle due ruote alla domenica per fare immagine sia cosa ridicola;che per gli amministratori che avevano stanziato un 'tot' per fantomatici progetti-aria-pulita(?) sia una scartoffia in piu',che...
ma per chi sulla bici ci è nato è un delirio a rischio-vita.
Ragazze automunite con cellulare attivo all'orecchio ti scansano ridacchiando,a ripetizione il classico dell'anima pia che ti fa passare sulle strisce e dietro il bolide che avanza rombando,nelle ore di punta è veramente meglio scendere e strisciare contro le le misere aiuole,automezzi che escono da luoghi privati e si lanciano nel traffico a marcia indietro senza uno sguardo preventivo,portiere spalancate violentemente (esperienza gia' fatta) perche' ahiloro, i conducenti sono oppressi dai casi propri e ....

ECCETERA.

Di contro,qualche ciclista è esso stesso pericolo:per esempio le badanti ucraine di prima mattina sono macchine da guerra,guai intrecciare il proprio percorso con una di loro,si uscirebbe a pezzi;i cinesi invece pedalano su assurdi cicli senza freni,con allegria.
Non voglio finire in una riserva protetta per anziane beote e fantasiose con bici.
Per favore.

martedì 14 settembre 2010

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO


ANNO SCOLASTICO 2010 /2011 ,primo giorno di scuola,un augurio :

IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO

mercoledì 8 settembre 2010

DEI DELITTI E DELLE PENE





Aderendo all'appello che chiede di fermare l'orribile morte dell'iraniana SAKINEH ,chiediamo che
la PENA DI MORTE sia ovunque considerata un delitto efferato,portatore di ulteriore arbitrio ed ingiustizia.
Come gia' affermato nella storia europea.

lunedì 6 settembre 2010

NON SI DIRA'


ANGELO VASSALLO,sindaco di Pollica,nel salernitano,ucciso da un attentato camorristico nella tarda serata di ieri.
Un mio coetaneo,magari aveva frequentato un Liceo Scientifico intelligente e pieno di speranze.
Nessuno ne parlera'.
Ne' a scuola ne' in citta'.
Ci sara' forse uno 'speciale' in tarda serata,scontato e noioso.


Vorrei solo andarmene da questo luogo ,dove è possibile alzarsi al mattino e leggere una notizia come questa,come se fosse normale.
Ma in fondo me ne sono gia' andata perche' mai come ora sono consapevole di essere priva di socialita' di riferimento,affidabile,onesta e pubblica.
Un pensiero per la famiglia,perche' non ci sono parole.

venerdì 3 settembre 2010

LEZIONI AMERICANE 5/MOLTEPLICITA'




Il Commissario Ingravallo di 'Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana' apre la quinta ed ultima delle 'lezioni'.
Ingravallo che si interroga in quel raffinatissimo linguaggio-pasticcio che Gadda costrui' come farebbe un ingegnere raffinatissimo,nevrotico e un po' burlone con una scatola di mattoncini 'lego',un dopopranzo qualunque.
Ingravallo arriva a traghettarci nel cuore del 'gliuommero'attraverso la 'fabula' del giallo.
La realta',coacervo di fili che si intersecano,si aggrovigliano,si confondono arriva li',a quell'ombelico irrazionale e indistricabile.
Toccata una pagina della 'Recherche' proustiana come luogo ed archittetura di molteplicita',C.arriva ai due buffi 'single' flaubertiani:Buovard e Pecuchet.
Esilarante 'antienciclopedia',il testo a loro dedicato è in realta' un lungo elenco,pedissequo,forse noioso.I due 'single' piu' antierotici della letteratura prendono la realta' tutta per un enorme casellario di esperienze da catalogare.
Fallimentari su tutti i fronti,perdenti,naufragano tirando a fondo la ragione cartesiana e la 'grandeur' francese tutta.
Piu' buffi di Stanlio ed Olio, si infilano in una serie di 'gag',ma intanto ci conducono per mano in campi sconosciuti e contrapposti,che vanno dall 'agronomia alla geologia,dall'anatomia all'orticoltura.
Dell'altro autore nominato, Perec,taccio perche' non so chi sia.
Di fatto possiamo pero' dire che la realta' E' molteplice,aggrovigliata,spesso indistricabile.
Questo si',per chiudere l'Estate e la rispolverata data alle 'Lezioni'.


martedì 31 agosto 2010

RICORDANDO FEDOR






Da due occasioni di riflessione-il recente 'Meeting' ciellino a Rimini e le sempre piu' assurde efferatezze ,vuote di senso che la cronaca ci offre -arrivo a ricordare Fedor Dostoevskij
Dal primo spunto: ricordo un 'Meeting'il diciottesimo,nel 1997,interamente dedicato al grande narratore russo :rimasi basita quando capii che nella percezione popolare,divulgativa,il grande,maledetto Fedor veniva recepito come un sant'uomo.
Non che i curatori delle mostre,ecc. non sapessero la lezione,ci mancherebbe,parlo di 'ricezione'.Mi ero detta: 'Hanno beccato Fedor Dostoevskij e gli hanno fatto fare la parte del convertito/santo:perche' lui forse è piu'affiliabile-nell'ambito dei grandi dell'Ottocento russo-di Tolstoj,che invece,con le sue proposizioni collettivistiche,socialisteggianti,pone altri interrogativi,meno camuffabili.
Ora ripenso ad alcune pagine dannate di Fedor Dostoevskij-che ahime' ho quasi dimenticato,e pensare che l'avevo letto tutto-per esempio a quelle dedicate a Raskolnikov,lo studente che uccide 'per noia'il vecchio in ' Delitto e castigo'.
Le proietto sulla nostra cronaca,trovo delle terribili coincidenze.
Febbricitanti ,privi di bussola, anime vaganti insaccate in cappottacci intrisi dell'umidita' pietroburghese,nihilisti estremisti,coscienze antagoniste,i personaggi dostoevskiani girovagano di pagina in pagina creando uno scenario che tocca i vertici dell'inquietudine assoluta.
E di pagine Fedor abbondava, dovendosi coi manoscritti pagare l'affitto e i soldi gli mancavano, perche' puntualmente se li giocava d'azzardo.