martedì 6 ottobre 2009

NOI CASALINGHE DI VOGHERA


Io,la parrucchiera dietro l'angolo,la signora che mi fa le pulizie una volta a settimana,un paio di altre 'intellettuali' del territorio-collegate idealmente a quella 'casaligna di Voghera',mito di tutte noi- cerchiamo in due chiacchiere veloci, quelle di chi ha da fare del suo, di capirci qualcosa del momento politico italiano.
Quello che capiamo è sconfortante.
Governate da un decennio pieno ,in modo orwelliano -V.'1984',antesignano del tema del 'grande fratello controllore delle coscienze-da un signore che misticheggia,cioe' crea afflati mistici popolari,all'improvviso capiamo che detto signore è nei guai seri con la magistratura.
Cioe', lo sapevamo gia', ma lui era l'Unto del popolo e si tirava avanti, della serie:tutti, ma proprio tutti ne parlano,quindi ha garanzie di esistenza.
Ora:paventiamo che gli illuminati,quelli che hanno animato circoli,creduto in lui,sostenuto non tanto il suo programma,con qualche ragionevole dubbio, ma la sua 'presenza', andranno su tutte le furie.
Brutto affare.
Una democrazia deve avere un riconoscimento popolare,non essere garantita dalla magistratura,almeno dovrebbe.
Non ci stiamo capendo niente,cioe', non capiamo quale sara' il prossimo futuro, capiamo solo che non si doveva arrivare a questo punto.
Dopodiche', la polvere e le zucchine da pulire urgono,l'eta' non rema a favore, la circolazione chiede di fare una passeggiata igienica,piuttosto che un ennesimo,letale tormentone.
Ognuno di noi fa del suo meglio,e forse un tempo migliore ce lo meritiamo.

lunedì 5 ottobre 2009

LA TERRA TREMA


Non vedo futuro senza un coraggioso, globale sistema di riflessione su tematiche ambientali.
L'ignoranza dei piu' deborda,sovraccarica quel poco di educazione popolare che è venuta affermandosi negli ultimi trenta anni.
Mentre i mari asfittici custodiscono cadaveri di navi radioattive e le case delle citta',non ancora sanate da componenti letali come asbesto-amianto, uccidono i propri inquilini.
L'ambiente terracqueo grida urgenze improrogabili.
Davanti a queste urgenze, ogni new-economy dovrebbe ridisegnare le sue coordinate cartesiane di riferimento.
Riqualificare sistemi produttivi, depurare industrie farmaceutiche,acque potabili,creme solari,sistemi di colture agricole,fonti energetiche, sistemi di trasporto e idee di turismo. Ridisegnare criteri abitativi e relazionali.
Non vedo altra strada.
Nelle scuole si dovrebbero insegnare il rispetto e la tutela dell'ambiente,come elementi prioritari per la sopravvivenza ,come materia di base,insieme alla storia.
Il resto è optional.
Invece balbettii ridicoli inducono eternamente alla ricerca dell'utile quotidiano, dell'opportunità migliore da cavalcare.
Manca una ragnatela di pensiero su tematiche ambientali.
Solo chi ha visto amici morire a decine e non ha dati statistici neutri di conforto, sa cosa questo significhi.
Amici che hanno lasciato in eredita' che questo si dica.
Credo che altri luoghi del mondo, che non sono la nostra povera Italietta borbonica, abbiano realizzato questo dato elementare da tempo.
Datolo per sicuro,si potrebbe poi partire per il resto.

Se non si tutela la vita, su cosa si arranca?

sabato 3 ottobre 2009

SOLIDARIETA'


Mi ha dato fastidio vedere sbattuto in prima pagina nel web il nome del Sindaco di Rimini, Prof.Ravaioli,oncologo, come coattore di una truffa dentro la sanita'.Cosa che lui ha del resto dichiarato confusa e inattendibile.
Non che questa Amministrazione abbia le mie simpatie,non che mi limiti nel brontolare praticamente ogni giorno di questa riminesizzazione.
Ma questa azione mediatica mi è parsa un'incongra bufala,priva anche di riferimenti certi .
La mia solidarieta' onesta al Sindaco di Rimini,in attesa di chiarimenti limpidi.

venerdì 2 ottobre 2009

GINESTRE




'..............

Sovente in queste rive,

che,desolate, a bruno

veste il flutto indurato e par che ondeggi,

seggo la notte ;e su la mesta landa

in purissimo azzurro

veggo dall'alto fiammeggiar le stelle,

cui di lontan fa specchio

il mare,e tutto di scintille in giro

per lo voto seren brillare il mondo.

..................'


( Giacomo Leopardi, da 'La ginestra,o il fiore del deserto')

mercoledì 30 settembre 2009

GENERAZIONI


Contavo che,in ruoli diversi, sono nella scuola da cinquant'anni.
Quanto tempo,meta' di un secolo, quasi un soffio.
Eppure c'è tanto da riinventare,quanto è bianco il futuro che si apre ogni giorno.

Nel mio ultimo libro pubblicato'Pane a colazione',volevo mettere in luce il gioco degli affetti,niente di originale in fondo,sta gia' cadendo nel dimenticatoio mentre ho in cantiere il prossimo lavoro, ma non me ne rammarico.
La scrittura è un gioco terapeutico di cui ringrazio tutti i cieli,va bene cosi', il resto è 'optional'.
Ma mi piacerebbe rilanciarlo all'attenzione,perche'il rapporto tra le generazioni è cosi' fondamentale e delicato che costruisce il profilo del nostro futuro.
Raccolgo, in questa direzione, alcuni dati confermati da chiacchiere occasionali con coetanei che guardano con affetto ed attenzione figli e studenti.
Intanto, notiamo tutti che la nostra generazione-cinquanta-sessantenni di oggi-non è piaciuta alle giovani leve - che le leve dovrebbero davvero gia' averle nelle mani, invece di stare nella anticamera della storia.
No, non siamo piaciuti.
Di noi è stata registrata la fatica,non la felicita'.
E questo i 'ragazzi' non lo accettano.
Attorno avevano il trionfo dell'edonismo sfrenato e in casa adulti che facevano fatica,magari proclamando vacanze strabilianti o divertimenti.
C'è una intuizione dell'altro, una delicatezza di percezione che non si fa a parole,passa nelle vene e nel respiro,costruisce storie parallele,determina scelte.
Non abbiamo lasciato coraggio,ma titubanze.
Abbiamo magari lasciato velleita',ma non coraggio.
Non so prevedere a cosa questo portera':per ora sta portando ad un effimero, ad una precarieta' strutturale profonda,anche dietro mentite spoglie di costruzioni stabili.
Il coraggio dovrebbe partire dalla lucidità dell'individuazione,invece vedo una serie di etichette,di sigle,di giochi all'impronta,di tribu' che ballano insieme per non saper stare soli.

Dovremmo parlarcene, a lungo, in pace,con cuore chiaro di intenti.

domenica 27 settembre 2009

DECRETO SICUREZZA




La cronaca odierna recita di un pazzo, che alla guida di una ferrari, alle porte di Roma ha ucciso nella sua folle corsa quattro persone,colpendo due donne incinte e i rispettivi fardelli ,uno dei quali non ce l'ha fatta a sopravvivere.


Lacune del decreto sicurezza.


venerdì 25 settembre 2009

CARI AMICI PROFESSORI.......


Cari 'amici',professori,provate in tutta pace questo esperimento:
entrate alla sesta ora-non leopardianamente in un giardino di piante di erbe e di fiori, a dimostrare che la Natura tutta soffre irreparabilmente-ma in una prima classe di un isituto tecnico,anni quattordici.
...........
La fantasia immagina, non sciupiamo parole.
Provate a introdurre il lavoro letterario leggendo 'Pinocchio'.
Si', proprio lui, quello di Collodi,il nostro amico italiano.
Magari spiegando agli stranieri che di un italiano si tratta,linguaggio e tutto.Intanto, penseranno di sottecchi a proporre di contro loro glorie nazionali.
Do per vincente la lettura .
Perche':
'Pinocchio' non lo conosce piu' nessuno,si fa altro(ma non voglio mortificare le tendenze 'new-age dei colleghi, per carita',di quelli convinti che nel 2012 finirà il mondo, per carita';non voglio mortificare neppure le tendenze all'organigramma assoluto dei tanti;ne' la comune stanchezza..
Non voglio mortificare tendenze.
Dico solo che 'Pinocchio' regge.
Indica una lingua reale,un perbenismo discutibile e divertente,apre la fantasia e fa correre il pensiero.
Sul gatto e sulla volpe.
Sui gendarmi.
Sulla balena.
Sugli asini.
Su quel mondo popolare da cui nasciamo ,fatto di corbezzoli e di stinchi impresciuttiti.
Entrate,in un'ultima ora,con divertita,ingenua curiosità nel mondo del burattino italico,piccolo 'golem' di provincia,buffa marionetta che non riesce a diventar cattiva.

E tanti cari auguri.