martedì 26 febbraio 2008

LE STANZE DE BOTTONI




Chi ci sta davvero nelle stanze dei bottoni?
Dico quelle reali, quelle che 'realmente' mandano avanti i sistemi.
Ci stanno paradossalmente avviando ad un nuovo medioevo, pare che la realtà sia fatta cosi' come la sua immagine comanda, e puo' essere divertente crederci.
La bella favola dei 'Grandi fratelli' e di noi che ci crediamo.
Come se un discorsetto di piazza fosse in grado di incidere sui meccanismi.
Roba vecchia.
Ma 'realmente', chi dirige, chi schiaccia i bottoni, chi regola,chi conduce la trasmissione ,'realmente'?
Prendiamo l'editoria.
Provare, per credere, a seguire la trafila aperta da un numero 'Mondadori'.
Alla quindicesima chiamata, sarete arrivati ad una voce suadente che vi dice che Mondadori che cercavate voi non era quello.
Voi cercavate un distributore Mondadori, per chiedergli se distribuiva qualcosa che non fosse Mondadori.
La voce senz'anima vi dice che qualcuno vi ha indirizzato male,che l'inizio della sequela ha commesso un'errore.
Ora, cosa è un libro Mondadori?
Non voglio saperlo, credo che ormai ci sia dietro ogni pubblicazione di mercato uno staff, una buona ricerca statistica, la giusta grafica, forse un pugno di nozioni psichiatriche.
Questo mostro ebete che è la folla,ecco la base di partenza di ogni operazione di mercato vincente..
Chiede un'emozione cosi' cosi', un po' di brivido,'trash' neanche tanto?
Ecco, qua, la pietanza è servita.
Jeffrey Deaver, giallista di successo-non l'ho mai letto,lo confesso- disse una sera d'estate in una piazzetta qua vicino a casa mia che lui, appena si muove, ha uno staff di almeno otto editor che lavorano per lui.
Dopo di che,se creiamo l'equazione , e trasliamo il metodo ad altri settori, il gioco e' fatto.
Ma da dove eravamo partiti?
E tutti questi bottoni e questi guanti bianchi, e questo mercato e questa economia che si nutre d'aria, e di se stessa, e poi torna a divorarsi e ad autoriprodursi,uccidendo le sue immagini, e poi creando equipe di rianimazione per le stesse,dettando di volta in volta regole e criteri di gusto, ondivaghi maremoti ,eterni 'billionaire' che partoriscono barboni....
Ma da dove eravamo partiti?


lunedì 25 febbraio 2008

SI STA IN BILICO


Ho presentato ancora questo mio 'Pane a colazione', ieri a Rimini, un'amica di Bologna è venuta giu' in autostrada,per presentarmelo, con il marito, con nebbia, traffico, fiera della birra ,post-veltroniani e tronisti di riviera che intasavano i caselli. E' arrivata in tempo , davanti al Museo della città,nella domenica pomeriggio riminese ed è scattata la solita festa di famiglia, discreta,affettuosa, con vecchie colleghe affezionatissime, vecchie amiche di mia mamma che non mi mollano mai, alcuni ragazzi,qualche vicino di casa.
Emozionante,come al solito.
Emanuele e d Elisa hanno letto dei passi, e ci hanno messa l'anima.
Due crostini e baci e abbracci, meta' della claque prevista era a casa con l'influenza, ma quelli che erano li' erano tutti contenti.
Meno che a Bologna, ma anche qui è passata l'ombra leggera, un po' malinconica del futuro.
Il futuro di questi ragazzi presenti, degli assenti,un futuro che si vorrebbe piu' buono, per loro. Alla fine, i pensieri andavano li' e ti lasciavano una leggera paralisi.
Perche', per loro, il futuro si vorrebbe piu' buono.
Piu' buono dell'immediato passato, piu' buono del presente,perche' li vedi, che ci provano. Basta un niente e danno il meglio di se'.Poi, magari, girato l'angolo,quando rimangono soli con se stessi, si imbruttiscono, girano a vuoto.
E' un crinale, una zona d'ombra, ma non si puo' neppure sfiorarla.
Come il crinale impalpabile dove finisce un amore giovane e totale.
I poeti ci hanno provato, a descriverlo, quell'amore che finisce.Giulietta e Romeo dovevano morire,altrimenti sarebbero diventati due bolsi signori veronesi.
Le parole non sono sufficienti, a descrivere un amore giovane che finisce.
A volte, si ha come l'impressione che le parole facciano rumore, disturbino quella tela sottile che si dipana.
Il futuro è lieve.
E fuori c'è il rumore,la ferraglia, la macchina delle cose.
Vorrei proteggere con una ragnatela invisibile il futuro di questi ragazzi, ma non si puo'.
Si puo' guardara ad una certa distanza, e sbocconcellare in compagnia del pane.
A colazione.

domenica 24 febbraio 2008

ECOMOSTRI E PRANZI DI GALA




Le nebbie di Febbraio stanno coprendo le penultime battute della crescita di tre ecomostri a Rimini, fronte darsena.

Andare a vedere per credere.

Ognuno, in questi mesi d'inverno, aveva da curare i suoi problemi, e loro intanto crescevano.

Su una lingua di terra piccolissima, paludosa , tra due canali, il cemento era gia' colato a fiumana inarrestabile, coprendo tutto,erano cresciuti condomini e residence che stanno perennemente vuoti, la speculazione è andata a mille all'ora.
L'ultima battuta, questi tre ecomostri:forse duecento appartamenti, suddivisi in tre costruzioni-ma noto che continuano ad elevarsi al cielo-un carico impossibile in termini di vivibilità.
Se per vivibilità si intende la possibilità normale della gente di muoversi, incontrarsi, girare per strada . Non so come il traffico-considerando che le famiglie(?) che andranno ad abitarvi avranno come minimo due automobili a testa-, lo scarico fognario, e tutto quello che comportano agglomerati cosi' enormi potra' essere smaltito su una lingua di terra' già sovraccarica,asfittica, devastata.
Considerato che il tutto cresce su un pezzo di terra fronte-mare, che avrebbe potuto ospitare non dico addirittura un parco-troppa grazia!-ma almeno costruzioni piu' modeste, magari anche qualcosa di pubblica utilità , mettiamo un cinema, una biblioteca,una mensa di quartiere,oppure un qualunque luogo di incontro- la cosa si fa molto grave.
I padroni della città, quei due o tre costruttori,ieri erano a pranzo con il neo presidente del nascente partito democratico ,non so cosa si siano detti.
Sono andata a votare per i nascenti famosi circoli, e cosa si siano detti ieri non lo voglio sapere.

venerdì 22 febbraio 2008

BISBETICHE




-No!!!!!!-dice mia figlia, quando vede appoggiate sul divano un pacchetto di mascherine sterili
E incalza:-No!!! Con quella pettinatura che ti sei fatta, non dirmi che ti metti anche le mascherine, per andare in giro!!!-
Lo confesso :mi sono fatta una pettinatura che doveva togliermi quindici anni, ma l'effetto è durato due minuti, giusto il tempo di arrivare a casa, prendere un po' di nebbia, di aria di mare e di gas di scarico e l'età era quella di partenza.
Lo confesso :stamattina sono entrata in una farmacia e ho chiesto una confezione di mascherine igieniche.
-Ma sono per lei? -ha obiettato il farmacista-
-Si',per girare nella tal via, e nella talaltra-l'ho rassicurato con calma, perche' a quell'ora della mattina poteva essere che l'ennesima extravagante gli avesse invaso il suo bel negozio.
Lui,mangiata la foglia, da bravo bottegaio riminese, è andato sul colloquiale, anzi, ci teneva a far bella figura, sull'argomento ritenuto ormai apolitico, apartitico, quasi metafisico dell'ecologia. Apolitico no,ma quello dell' aria che si respira è un argomento fondamentale , solo i credenti ortodossi in queste religioni che girano non se ne accorgono, impegnati come sono a parlare di pruriginosi calcoli esoterici e angelicati.
I politici, poi, impegnati come sono a calar giu' cemento e a impastar alleanze e a far scintillar convegni per dirsi come saranno bravi, figurarsi cosa ne sanno dell'aria che si respira.
E poi, dopo qualche decennio che sono in giro, agli argomenti capita di cadere in prescrizione, e continuano a restare vivi solo alle fermate dei tram.
-Non volete ammalarvi?
-Non fumate!!!
Gia',come se i bambini da zero a tre anni malati fossero tutti tabagisti.
Cosi' con il farmacista, abbiamo solidarizzato, puntando il dito verso i poveri bambini incastrati nei passeggini che passavano, ad altezza di marmitta di automobile.

Sta di fatto che, avanti di questo passo, fra qualche mese saro' diventata come una di quelle signorine inacidite, bisbetiche, con la battutina sempre pronta, che se ne vanno in giro a puntare l'ombrellino contro i cafoni di turno.
Accipicchia, a tutte queste battutine appuntite che mi vengono, una volta non mi succedeva ,
sara' un sistema di difesa, ma cosi' le rughe aumentano, l'ispirazione poetica evapora .

Si', sarebbe veramente il caso di dirottare per qualche tempo su una beauty-farm.


giovedì 21 febbraio 2008

BUONI TESSUTI


Allergie di stagione, allergie fuori stagione.
Pruriti, piccoli segnali della pelle che si ribella a qualcosa.
A cosa?
Intanto, a queste stoffe in cui la obblighiamo.
Stoffe strane, non meglio identificate,stoffe misteriose, forse cinesi.-Cosi' dice la zia della commessa della parente del dirigente del tal reparto...cosi' dice il popolo, e talvolta 'vox populi, vox dei'-
E quando si dice cosi', si immaginano quegli enormi alveari, dove persone minute, potrebbero essere tutti bambini, lavorano e lavorano, notte e di'.
Zitti, zitti, li' a stender giu' tessuti inquietanti ,false sete che scricchiolano, falsi cotoni che si irrigidiscono appena toccano l'acqua,false flanelle che stanno stecchite sullo stendibiancheria..
Cosi', la pelle si arrossa, compare un fastidioso prurito.
Che questo sia un discorso sciovinista, passatista, antiquato, anti-globalizzazione, antimodernista?
Mamma mia, volevo parlare solo di un paio di camicette e di maglioncini a giro collo e sono finita a compromettermi con il misterioso, incalzante,onnipresente mercato del Sol d'Oriente.
E poi mi piacciono, quelle belle stoffe peruviane, o africane,quei cotoni colorati, quelle lane calde e grezze.
Meraviglia delle lane irlandesi.
Il fatto è che ,a ben pensarci, non è poi solo questione di stoffe.
Sui mercati sono scaricate tonnellate di pomodori, di arance, di uova, di farine, ecc 'made in China'.
Va be, chi ce l'ha con il Sol levante?
Io no, ma poi, perche' nelle farmacie ci regalano quegli splendidi opuscoletti sulla dieta mediterranea ,sul controllo degli alimenti, e sulla sicurezza della nostra legislazione?
Nel furoreggiare dei 'se'-'se' è stata Al Quaeda' ad attentare alle Torri gemelle, 'se'fra qualche anno India e Cina si faranno polpettine delle nostre piccole industrie di qualita','se' comparira' il primo essere umano clonato.......,-figurarsi 'se' si puo' essere certi di un pomodoro o di una zucchina
Cosi', via al prurito.
Forse neppure i capi 'griffati' ci cautelano dalla frode della chimica, ma in questo caso ci tutela il portafoglio..
Una cosa pero' si puo' chiedere:che i signori del vapore, quelli che ne sanno un poco piu' di noi in termini di merce e di qualità della stessa, la smettano di chiederci di partecipare con loro alla corsa dei buoni a favore della ricerca sulle tante malattie.
La prossima volta che qualcuno mi chiede di partecipare,esco a comperarmi un bel gelato al pistacchio.E sicuramente saro' presa da un ragionevole dubbio:'Che siano tutti questi qua, che si affannano a fin di bene, a creare questi fastidiosi pruriti?'


mercoledì 20 febbraio 2008

SERRANDE SEMICHIUSE







Quelli che vivono in silenzio, e nessuno si accorge di loro
E anche quando muoino, dietro al feretro ci sono si e no tre persone, con il prete annoiato che tira a far notte...
Quelli che passano per strada, e anche se nessuno li nota, possono avere in cuore un diamante, chiuso, solitario,nello scrigno del loro tempo.
Quelli che non hanno un blog,ma neppure il quotidiano del giorno prima.
Quelle che alla sera stirano fino a tardi, per lasciare la casa in ordine, al mattino, e ritrovarsi in un altro lavoro.A dire 'obbedisco' al capufficio, o al caporeparto.
Quelli che saprebbero parlare, se qualcuno avesse dato loro le parole..
Quelli che stanno all'ultimo piano di un condominio, davanti alla stazione.
Quelli che stanno sulla stessa panchina, da qualche anno.
Quelli che sarebbero artisti di fama, se avessero avuto i pennelli, per imparare i colori degli alberi, e dell'acqua, e del cielo, quando imbrunisce, ed è un colore difficile da dire.
Quelli che vorrebbero innamorarsi, almeno una volta nella vita, ma il cuore non gli batte mai, perche' hanno sempre mal di stomaco.
Quelli che...
Quanti sono?
Sono tanti, sono i piu'.
E sono quelli che non dicono, non parlano, non fanno, camminano in silenzio, o al massimo dicono che le stagioni non sono piu' quelle, e che il mondo non si capisce dove va.
Eroi silenziosi e solitari.
Persone.

Dietro una serranda semichiusa ieri sera ho rubato un dialogo, tra due ragazzi, un ragazzo e una ragazza,che lavorano in un negozio di parrucchiera.
Accenti del nostro sud.Frasi trite. Che c'è un 'invasione di gente che non lavora, che sarebbe bello andare tutte le mattine al lavoro in bicicletta.Che il tal cibo protegge dal cancro.
Chiudi tu. Va bene chiudo io. Passami quella spugna, per favore. Va bene questa gialla? Si', va bene.
Solitudini.
Orizzonti di familiarità perdute, dove andiamo, cosa ci aspetta domani, non c'è un'idea di approdo, un focolare,la pretesa di una sintesi, di un affetto che tutto abbracci. Si va avanti, e rimane l'attimo, il sorriso diviso con un compagno di strada, la dolcezza di una mano che sfiora l'altra, senza pretendere altro.Il sogno di un Grande Sud, una terra calda, di cui si ricorda qualcosa,magari anche solo il gusto di una spezia piccante.



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lunedì 18 febbraio 2008

UN AMORE DI CHAT


Si amano in chat, si sognano in Ipod, si lasciano via SMS, si incontrano on line , e si videoriprendono. Poi, quando si trovano vis-a -vis, cioè in carne ed ossa,cominciano i guai.
Tic , smorfie, deglutizioni fozate, tremolii dell'occhio sinistro, balbettii, rigurgiti salivari.
Meglio la fuga.
Cosi', i maschietti diventano apatici e le femminucce robotiche, aggressive e inacidite.
Vecchi amanti?
Macche', parlo dei quindicenni.
L'Italia non ha attivato quel monitoraggio sulla sessualità giovanile che la allieneerebbe-almeno in questo-agli altri paesi.
E fin qui si potrebbe obiettare, all'italiana:-Meglio cosi', almeno lasciamo spazio ad un improvvido, ma passionale fai-da-te italico.
Niente, tutto sbagliato.
La verità è che di educazione sessuale non ne serve mezza, per una ragione semplice:non ce n'è bisogno.
Sessualità giovanile?
Lasciamo stare, questi chattano.
Al massimo si guardano un filmaccio con un bottiglione di birra comperato al market dietro casa.
Intanto, i loro neuroni e le loro sinapsi cerebrali registrano uno tsunami pornografico, sventolamenti di tutti gli accessori, squartamenti anatomici e via dicendo.
Ma cos'è-dice il lobo parietale destro a quello sinistro -un reparto dei RIS o San Valentino?
Schizzati, ecco.
Parlano di qua e sono di la'.Dicono e non sentono.Ridono invece di piangere. Sbagliano tono, registro, note.
Adolescente innamorato cercasi, prego.
Il mondo deve andare avanti.