


La parola giusta dà senso e criterio al mondo,lo imposta e lo riqualifica,è a meta' strada tra noi e la realta'.
Puo' dire di speranza nell'orrore, di dolore nell'opulenza, di nostalgia soprattutto.
Perche' priva di nostalgia la parola e' muta di senso.
Nell'orgia della comunicazione che si comunica ,la ricerca della parola è intima alla sopravvivenza della stessa.
Ho tanta fiducia nella Storia da credere che il tempo, solo il tempo, sia in grado di ripulire e giudicare, rivelare e premiare.Cosi' il 'bla bla 'mediatico e non che ci circonda ,col tempo, andra' nel dimenticatoio, come la peggior letteratura, che esplode e incassa per un po', poi nessuno la ricorda piu' e diviene carta da riciclaggio.
Pensavo al criterio di surrealta' delle parole.
Occasione mi è data dalla ri-lettura di 'Il paese delle prugne verdi' di Herta Muller, premio Nobel 2009 ,che è carico di una scrittura surreale.
Decido che non mi piace.
Sono incline alla morbidezza affettiva e domestica della terra,non al suo sospetto di galera.
Ma è solo questione di gusti, e l'individuazione di una idiosincrasia non mi esime dal chiedermi come la parola artistica puo' divenire oggetto di surrealta'.
Forse solo da un'allucinazione, da una assenza di via di fuga.
E in effetti 'Il paese..' parla di una terribile dittatura
Dicevo della nostalgia.
Nella nostalgia la parola di contro si fa analogica e trasparente,anche se densa di realta'.
Smarrita la nostalgia,i brandelli rappresentativi di amori, storie, questioni e opinioni si fanno pattume organico.
Puo' piacere, non ne discuto moralisticamente,solo sul filo del gusto.
Vorrei invece imparare a scrivere meglio di Storia,ma sono convinta di non averne l'inclinazione.
Ogni volta che provo,parto da un punto reale e sociologico e mi esce fuori un oggetto fiabesco,che scappa via.
Ci riprovo ed è peggio,le figure si fanno ancora piu' bizzarre ed incongrue,i confini ancora piu' sfumati.
Forse perche' i miei eroi non hanno patria?
l
4 commenti:
Convengo quasi sempre completamente con te, mi rubi le parole; tuttavia non condivido il tuo ottimismo nella Storia che non è mai stata magistra; ogni tanto ha fatto dei repòulisti. L'altra sera una persona non sprovveduta culturalmente ha affermato seriamente: " Ci vorrebbe una guerra per ripartire con altro spirito e nuove energie." Alla mia espressione attonita mi ha detto bruscamente: "Pensa alla Storia; ogni benessere e balzo di civiltà si è avuto dopo uno sconvolgimento violento e di sangue." Sono ancoora qui a rimunrgianre su quelle parole, da pacigista convinta.Narda
Non credo di essere ottimista del tutto.
Sono consapevole degli orrori della Storia,cosi' come delle nostre personali manchevolezze.
Volevo dire che la storia è comunque rivelatrice,il quaderno del tempo, la nostra capanna di Betlemme,il luogo della nostra 'pietas'.
Diffido di chi la snobba,la sfugge,in ragione di teorie o potenze angelicate.
Un abbraccio
neanche io ho amato il paese delle prugne verdi. E' stato difficilissimo orientarmi e arrivare a percepirne la trama. Forse la scelta formale è stata dettata dal desiderio di rendere l'estraniamento che penetra dentro le persone costrette a vivere sotto una pervasiva dittatura? Non ho letto altro della scrittrice e quindi non so dire se scriva anche in un modo diverso
un saluto marina, una passante
Marina.
Sonopersonalmente incline ad un'idea 'popolare' della scrittura,cioe' fruibile e conducibile ad una affettuosa convivialita'.
La vita è gia' dura di per se', che almeno sia resa piu' dolce da questo canto che è la letteratura.
Pero' capisco la potenza della parola di Herta Muller, di cui ho letto solo questo testo.Solo, e' una lettura molto dura, come dicevo.
Grazie del passaggio
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