venerdì 14 ottobre 2011

NOI SIAM COME LE LUCCIOLE/3


Con due computer,uno fisso e uno mobile-due bidoni-in rimessaggio
ho abbandonato per un po' questo blog.
Rientro,ma in velocità.
Confesso che NON sono web-dipendente.
Anzi,sinceramente,mi accorgo che la meccanica dell'aere mi serve ben poco.
Chiariamo il verbo 'servire'.
Lo intendo come 'essere di una qualche utilità'.
In verita',a macchine dismesse,in rimesaggio o rottamazione,le mie questioni non sono cambiate un gran che.
Vorrei capire,insomma, se c'è qualcuno che pensa utile questo blog.
Ho anche una pagina Facebook che non uso,la apro di tanto in tanto e tutto sommato non so che farmene.
Io,per scrivere ,scrivo comunque.
Due chiacchiere le faccio comunque.
E le nuvole passano ancora,su questa parte di mondo.
Vanno e vengono,come i pensieri,mosse dal vento.

venerdì 30 settembre 2011

SIAM COME LE LUCCIOLE/2

Vorremmo vivere beoti e contenti,invece c'è quella strana tensione a capire.
Fascia di mezzo,stretta tra chi se la spassa davvero con fiumi di soldoni che corrono e chi sta per diventare cittadino di quella zona grigia abitata da chi non arriva a fine mese,il lento popolo delle varie 'Caritas' ,ci sentiamo un po' stralunati.
Intanto ci sfuggono le coordinate razionali,quelle serie, del gran calderone.
Avremmo i numeri per afferrarne un paio.
Invece la realtà ci distrae.
Per esempio il traffico sempre piu' caotico delle citta'.
Immaginiamo dispendioso.
Oppure la densita' delle 'movida' giovanili.
Immaginiamo detratte dalle tasche di papa'.
Lasciamo stare panorami piu'' glamour',nonche' piu'oscuri.
Altri capitoli.
Ci sfugge la ragione dei nostri sacrifici.
Ma non abbiamo menti da parassiti.
Vorremmo uscire dal bordello salvando la nostra dignità,che' ne abbiamo una sola.

giovedì 29 settembre 2011

SIAM COME LE LUCCIOLE



Alle sei e trenta circa di mattina la radio comincia con il raccontare che nella vicina Grecia non pagheranno gli stipendi di ottobre.
Alla undici circa la sbirciata data ai quotidiani insaccati di fretta all'alba nella borsetta rivela che il bordello di cui si è piccola pedina sta andando a fuoco,minuto piu' minuto meno.
Cosi' che se capita di incontrare un'amica/un amico che sta impegnandosi in qualcosa
di degno,la/lo si guarda come cosa eccentrica,una sorta di esemplare fuggito dal recinto delle ultime specie protette.
Si annaspa sulla propria onesta',e si fa come se niente fosse.
Siam qua,come le lucciole,viviamo nelle tenebre e arriviamo ogni giorno al pranzo e anche alla (parca) cena.
MA CHE SUCCEDE,nella realta'?
Chi puo' raccontarcela con un'approssimazione accettabile per un'intelligenza media?
Siamo disposti ad imparare,promesso.

domenica 25 settembre 2011

PACE/25 SETTEMBRE 2011




LA GUERRA CHE VERRA'
NON E' LA PRIMA.PRIMA
CI SONO STATE ALTRE GUERRE.
ALLA FINE DELL'ULTIMA
C'ERANO VINCITORI E VINTI:
FRA I VINTI LA POVERA GENTE
FACEVA LA FAME.FRA I VINCITORI
FACEVA LA FAME LA POVERA GENTE UGUALMENTE

(Bertolt Brecht,'Vincitori e vinti')

sabato 24 settembre 2011

I RAGAZZI DI VIA BERTI PICHAT



Anche un piccolo manipolo di giovani studiosi bolognesi,dal Dipartimento di Via Berti Pichat,ha partecipato all'avventura che chiamiamo volgarmente 'dei neutrini'.
Per non fare anche noi figuracce,ci limitiamo ad applaudire da ignoranti affascinati da questa splendida avventura.
Per una volta senza pensare ai 'se' e ai 'ma'.
Con estatico stupore,davanti alle meraviglie delle leggi fisiche,che quando legermente il velo del buio si alza,compaiono,scompaiono,allettano,invaghiscono,come in un gioco grande.
Complimenti ai giovani,bravissimi studiosi.
Siamo curiosi ed aperti ad immaginare questa pulce del nostro Tempo passibile di nuove misure,nell'infinito dell'Universo.

giovedì 22 settembre 2011

SALVATEMI DALLE ANTOLOGIE


Ogni anno verso maggio un esercito di insegnanti in regime di 'burnout'(stress lavorativo) fa quell'operazione che si chiama 'adozione dei libri di testo'.
L'anno dopo si trovano in mano il frutto del fattaccio.
Per esempio antologie letterarie assurde,con splendidi 'look', carte patinate,bei colori,nozioni e nozioni ammassate da 'esperti' del settore stipendiati dalle Case editrici,sempre piu' giovani,sempre meno esperti,sempre piu' palle perse.
Le antologie cambiano,rimanendo identiche a quelle precedenti, e l'operazione stagionale è fatale e irrinunciabile.
Le spalle degli alunni si ingobbiscono e i cervelli si restringono.
Si potrebbe ragionare all'infinito.
Due cose:
-sono calviniana(da Italo Calvino,v.'Perche' leggere i classici') in materia di apparati didattici:penso che vadano in gran parte eliminati
-sarei per un'esperienza' del fare' antologia piuttosto che' del subire',che vorrebbe dire:impariamo a costruire libri scolastici,ad utilizzare le biblioteche e tutti i sacrosanti strumenti della modernita'.
Consapevoli che,una volta costruito l'oggetto,avremo sicuramente bisogno di ossequiare i grandi della nostra tradizione , cosi' come un figlio deve riferirsi comunque ad un padre.
Di tanto in tanto.
E tutti i carichi di antologie in circolazione?
Trasformiamole in un fiore.

mercoledì 21 settembre 2011

SNOB


Aiuto,sto diventando una 'snob'.
Nel senso ralistico e documentato che deriva dal verbo 'snobbare'.
Per mille e una ragione,camuffate tutte dall'anima democratica e popolare che mi è stata soffiata dai primi mesi di vita.
Del resto diventare 'snob' è troppo facile,di questi tempi.
Non misurarsi con l'ignoranza.
Vedere eserciti di povericristi che si arrabattano a difendere territori
inconsistenti e privilegi da due lire(le vecchie lire,quelle di metallo fasullo).
Individuare progetti miopi ed inconsistenti.
Ma soprattutto poveri esseri che starnazzano in pollai stretti.
Eccetera.
Non frequentando piu' la religione,devo capire da sola dove sta l'errore.
L'errore forse sta nell'assenza di'pietas',grande valore dell'individuo adulto.
Diventando degli 'snob' si perde di vista l'opportunita' di essere adulti,data da uno sguardo compassionevole .
Ecco,l'aggettivo'compassionevole' ingarbuglia le carte.
Volevo dire 'lucido'.
E' meglio.
Lo sguardo lucido vede che stiamo tutti sulla stessa barca.

Pero',che noia.