lunedì 8 giugno 2009

RAMBO MITTELEUROPEO/ VADEMECUM


Piccolo VADEMECUM per il novello Rambo mitteleuropeo:


1- Nelle situazioni fai una schermata grossolana e individua il piu' debole:prenditela con lui

2-Segui le istruzioni per la creazione del 'capro espiatorio',basta qualche suggerimento neanche troppo datato

3-Brucia piu' libri che puoi, sono oggetti pericolosissimi e destabilizzzanti

4-Tieni sempre nell'armadio una divisa-fai-da-te,puo' essere utile farci una passeggiata ad ogni ora del giorno, ti aiuta a fare la voce grossa col primo che incontri

5-Per non sbagliare,considera stranieri tutti quelliche non sono nati nel tuo ghetto

6-Se anche tutto il mondo va verso il meticciato, non perdere le staffe:la febbre passera'

7-Quando, dopo una solenna mangiata-e-bevuta comincerai a vaneggiare con i compagnoni di tavolata di un Grande Impero della Padania, prenditi dell'Alka-seltzer,che' con l'ipertensione puo' venirti un ictus.

domenica 7 giugno 2009

UNA DESTRA DI BUGIE


Spero che le giunte di centrosinistra in generale non abbiano i connotati riminesi,da me abbondantemente criticati.
Di sicuro in una cosa nessuno di quello schieramento ha raggiunto gli avversari
LE BUGIE.

Ne ho sentite di cosi' grosse negli ultimi due giorni, ma di cosi' grosse,soprattutto su casi personali che qui evito per rispetto della privacy .
Mi sono chiesta dove potermi nascondere per non sentirle.
C'è una aggressività di fondo, una acredine, un pragmatismo oscuramente direzionato verso interessi a medio termine.
Qualcosa di inquietante, di sradicato dalla storia.
Forse, in mano loro,invece della Notte rosa qua in Riviera, avremmo avuto la scomparsa dell'Adriatico.
In una notte,nel cilindro del prestigiatore,con in cambio un 'bonus' a buon rendere.


sabato 6 giugno 2009

GARBINO ELETTORALE


A volte i miti aiutano.
Del mito del garbino in Romagna s'è detto, eccome,tanto vale non ripetersi.
Vento di terra, vento caldo,neurologicamente attivo.
Chi avesse a che fare con disturbati,se ne guardi ,dalle giornate di garbino,potrebbe evolvere tutto al peggio alla prima folata rabbiosa.
Mulinelli di foglie e sabbia che si incattiviscono, accentuazione degli stereoptipi comunicativi, relativismi culturali e frenesie ,approssimazioni a corto raggio,tirareacampare a lungo raggio.
In giornate elettorali non ci vorrebbe il garbino.
Ma.
In questo non-luogo, in questa non-città che si è ridotta Rimini,il garbino imperversa,fa tabula rasa,soffia, si infila e domina.
Si vota.
Ma.
Si deve battere Il Cavaliere affidando la città ancora a questa giunta che ha spodestato e cementificato e agito in modo clientelare per un sessantennio,con l'appoggio di tutti noi e le tasche piene di bagnini e gente che sa a mala pena distinguere un graffio da una 'O' di Giotto.
Non c'è alternativa, si deve fare cosi'.
Le tante brave persone che ci provano e dicono la loro somigliano a tante Donne Prassede di manzoniana memoria, scambiano il cielo con il loro cervellino e sorridono beotamente all'avvenire.
Chi non sa infilare un congiuntivo dietro l'altro pontifica ad improbabili 'eventi' culturali ,tra i quali anche cose degnissime che si perdono nel ciarpame.
Se all'improvviso qua arrivasse Fellini gli direbbero di farsi da parte e di iscriversi alla'Notte rosa',per avere uno spazio.
Citta' inquietante, con aggregazioni settarie,club 'privee',personaggi improbabili, incappucciati tendenti al 'noir'che se non facessere un po' paura farebbero morir dal ridere.
Regno da sempre dei 'Meeting' ciellini con diramazioni tentacolari attive tutto l'anno e appoggi fortissimi a destra e a manca.
A due passi un Impero della Finanza libera,cioe' del riciclaggio, azzurra vision di San Marino.
Ma tutto corre e tutto viene irrimediabilmente riciclato,spalmato,omologato,non solo il denaro sporco.
Le individualità forti devono rimanere marginali,pena orribili prostituzioni.
Il tanto di buono che pulsa rimane un rumore di sottofondo.

Si guarda all'orizzonte, aspettando pioggia.

giovedì 4 giugno 2009

NARRATIVA O SAPONETTE?




Avevo mandato un paio di mail a Gianni Celati alcuni anni fa, all'indirizzo ufficiale fornito da Feltrinelli.
Chiedevo parere sullo scrivere e udienza.
Alla prima rispose con incredibile gentilezza,alla seconda glisso' con un'improbabile descrizione di un suo stato di chiusura depressiva-ipocondriaca,credo per non dire brutalmente:'Non stia a rompere'.
In libertà.
Cio' nonostante, continuo ad apprezzare le uscite dello stesso sul tema della letteratura.
Per esempio, domenica scorsa è comparsa su 'L'Unità' una sua conversazione di cui sottoscrivo ogni virgola.
Titolo:'Poveri libri,smerciati come fossero saponette dai furbetti dei best-seller'.
Qui individua nella fine degli anni settanta i primi meccanismi dello scrivere come merce,della competizione tra case editrici, dell'autore come feticcio,dei controlli manageriali sulla letteratura,degli 'esperti' che riscrivono i libri per renderli piu' vendibili .
Arriva a parlare di 'genocidio ' della letteratura.
Di luoghi delle lettere tipo-Ikea.
Di' non-lingua'.
La cosa piu' propositiva della conversazione è la riproposizione della quotidianità come 'fenomeno',l'opposto di tutta la paccottiglia smerciata come 'interessante','sensazionale'.
Cito:'L'unico lavoro che si puo' fare ,in cio' che si scrive, è togliere di mezzo quell'a-priori pubblicitario,decondizionando chi legge, anche a costo di renderlo perplesso'.
Sono completamente d'accordo con Lei, professor Celati,anche se Lei non è proprio simpaticissimo.

martedì 2 giugno 2009

SI STA COSI'




Si sta cosi', sospesi a quel filo.
Eppure talvolta,per distrazione, si crede che ogni attimo sia eterno.
Ma è questo il gioco.

Pace a chi è sepolto negli abissi,ricchi e poveri non importa,ognuno con i propri affari ,ognuno con i propri pensieri, il cuore e le faccende del giorno .
Poi si scoprira', con il tempo, anche una parte di verità.
Intanto pace, a chi è andato a riposare negli abissi.

domenica 31 maggio 2009

L'ELEGANZA DEL RICCIO/ovvero cosa è la letteratura


Ho terminato di leggere 'L'eleganza del riccio' di Muriel Barbery, caso letterario francese del 2007.
Parigi.
Due voci narranti:una portinaia cinqantaquattrenne ,grassa, bassa,sgraziata,l'incarnazione fisiognomica della portinaia-nullita' e un'adolescente antagonista, che,mentre parla del mondo che la circonda prepara un'orribile vendetta:il proprio suicidio programmato per un'ora e una data esatte.
Esilarante e raffinata, la narrazione si dipana in un tempo ordinario ,tra le pareti di un palazzo abitato da personaggi dell'alta borghesia parigina,disseminata di citazioni dottissime,permeata dall'aria di Parigi.
I due personaggi pagina dopo pagina si rivelano al lettore:coltissima,raffinatissima d'animo la portinaia, sensibile anche se disincantata la tredicenne.
Il finale a sorpresa,introdotto con arguzia e tocco sapiente gia' da cento pagine prima dell'ultima, è drammatico ma non tragico:orizzonti culturali 'altri',insinuati nell''esprit-de -finesse' raziocinante del pensiero parigino 'doc', creano allusioni di possibilità,di continuazioni, di peregrinazioni dell'anima che non finiscono.
Piacevole lettura, e poi....Parigi!!!!.
Eppure c'è qualcosa per cui non posso dire che questo libro sia letteratura vera.
Lo considero piuttosto un equilibratissimo esercizio di stile.
Non vorrei spararla troppo grossa, ma credo che tra l'esercizio e la letteratura ci stia il dolore reale, qualcosa con cui non si gioca.
Penso questa cosa dell'esercizio che non è letteratura anche per i romanzi di Umberto Eco, per esempio, che non mi hanno mai convinto.
Oppure per tutta una produzione che nasce dalla torinese Scuola Holden di Baricco.
Anche se ne sostengo la freschezza , la simpatia giovanile e la serieta',ho questa impressione anche della nostra ultima gloria locale, il giovanissimo Marco Missiroli.
Questo mio è un pensiero in liberta',va a parare contro il vento,nessuno me ne voglia.

sabato 30 maggio 2009

BONONIA DOCET


Non ci ho guardato per il sottile, a volte basta un'occhiata per intuire se va bene o male.
Ivano Dionigi, neo-rettore dell'Ateneo di Bologna mi pare la persona per cui basti un'occhiata per capire che va bene.
Congratulazioni a lui e auguri.
Che Bologna ritorni ad essere un centro internazionale di cultura .
Che il merito e la limpidezza trionfino.
Che tutto il meglio accada ai giovani che passano sotto le due torri a disegnare piattaforme per un futuro che vogliamo tutti migliore.
Non ci deluda, professor Dionigi,ora Magnifico Rettore dell'Alma mater.
Lei ha la faccia giusta.