giovedì 13 novembre 2008

RIMINI,ESTATE 2058



Sul sito: http://www.loscrittoreinesistente.it/ ( sito di scrittori bolognesi)c'è un mio racconto breve ( 'Rimini,estate 2058').

Scusatemi, faccio ancora pasticci con i link.

mercoledì 12 novembre 2008

NEBBIE DI NOVEMBRE


Ci sono momenti in cui i cuori onesti sono costretti dalla forza delle cose ad uscire dalle proprie nebbie personali, dal riparo che sono andati costruendosi per sopravvivere.
Nella mia città,bastarda,amataodiata, è accaduto ieri a mezzanotte un fatto che mi fa uscire dalla mia nebbia ovattata di poche speranze, di tentennamenti verso un futuro che non distinguo, di tempi ormai prevedibili , per me, che non danno scampo alle euforie miopi e divertenti della prolungata giovinezza,di ricerca dei miei scogli, cui aggrapparmi per continuare a navigare fermandomi di tanto in tanto a riposare.

Tre balordi hanno dato fuooco ad un clochard che incontravo quasi tutti i giorni, uscendo dall'istituto dove lavoro.
Lo incontravo silenzioso e pacifico, chiuso in una sua misteriosa dignità ,con gli occhi grandi e buoni.Su di lui si erano accavallate notizie biografiche contrastanti,che concordavano tutte solamente sul solito evento di non ritorno, causa principale di quel genere di esistenze,la morte della moglie.
Via da me la retorica dei poveri.
I poveri rompono l'anima ,ma questa categoria di poveri, cosi' poetica e sempre piu' numerosa,esseri che il meccanismo ha vomitato fuori dai suoi ingranaggi , è ormai parte dell'arredo urbano,loro non chiedono altro che di esistere, ci sorridono, al massimo, per farci sentire ridicoli, ci ricordano che c'è un paradiso cui tutti aspiriamo, e che forse loro, li', saranno sicuramente i primi.
Noi, poveri, di qua dal muro, ad arrabattarci con le nostre ubbie.
Il clochard, di cui tutti hanno parlato è stato scientificamente, brutalmente aggredito da tre ignoti in una parte della citta' dove c'è anche un centro -studi, che comprende tre istitui tecnici, un liceo e una scuola media.
Il nulla.
Come se non fosse accaduto, ho visto lo stesso film che vidi quando in un'altra mia scuola uccisero sulla spaiggia un poveretto e la vita continuava ad andare, la gente si affacciava dalla finestra, prendeva il caffe', rideva e la' c'era quel lenzuolo bianco.
Neppure un momento di silenzio, neppure un pensiero.E pensare che solo ieri c'era una bella agitazione,qui da me commentata con favore, una ventata di energia per il futuro, di richiesta di un sistema educativo non in svendita.
Stamattina, a mezzogiorno, sono passata davanti a quella panchina,la panchina dove qualcuno ha dato fuoco a quella persona, era una scena laida.
Un vaso di fiori, due scarponi ,alcuni lumini disseminati a terra, a segnare un evento di morte,due o tre donne che blateravano la loro,un ubriaco che diceva che i ragazzi non c'entrano,un uomo alto che scattava qualche foto alla panchina maledetta sullo sfondo di un discount.
Oggi pomeriggio partira ' la sceneggiata dei buoni sentimenti, in cui ognuno accampera' per se' frasi belle,con le varie sigle , tutte in prima linea ,a dire la loro.
Io mi vergogno, vorrei non essere mai passata di li' e gia' queste parole mi pesano, mi paiono troppe.
Cosi' ritorno ai casi miei,che nel loro intimo profondo rimangono comunque attraversati dai casi di tutti,sperando solamente di non aver contribuito, anche alla lontana, a questo fatto.



mercoledì 5 novembre 2008

OBAMA FOR PRESIDENT


Qua nella periferia dell'Impero laida,grigiastra e cementificata,con tante persone che si ammalano e muoiono per queste colpevolezze ambientali,la stella di Obama passa come una lontana meteora fulgida di speranza.
Obama for president , il primo uomo di colore presidente degli Stati Uniti d'America.
Un brivido ha scosso il pianeta, per questa vittoria.
Si apre con questa presidenza un tempo simbolicamente nuovo,che ci vede vincenti sui i tempi bui dell'apartheid e dei diritti negati e insieme proiettati nel futuro , nel sogno possibile.
Non sono in grado di fare sottili analisi,la storia è sempre complicatissima, la modernità nasconde i suoi fantsmi cattivi , sono solo contenta di questa cosa e vorrei essere da qualche parte a festeggiare.

Auguri di una presidenza saggia a Barak Obama.

martedì 4 novembre 2008

QUESTO QUATTRO NOVEMBRE


Questo Quattro Novembre 2008 è un giorno piovoso e grigio.
Della sua veste di giornata di festa delle Forze armate, ho alcuni dati di cronaca ordinaria:
che lo Stato italiano ha speso sei milioni di euro per commemorare l'esito della Prima Grande Guerra,non so esattamente come;
la parata militare in Piazza Cavour, a Rimini,questa mattina, ore undici e quindici
C. ,una amicia che per telefono, tra le altre cose, mi dice del discorso fatto dal Presidente Napolitano,bello.

Per il resto, quello che penso di milizie e guerre e armi è che il Novecento ne aveva segnato lo spartiacque metafisico:per la prima volta era stata possibile un'idea di storia costruita sulla definizione della pace.
Ricordo, con don Lorenzo Milani, che 'l'obbedienza non è una virtu'.

'......ci presentavano l'impero come una gloria della Patria!Avevo 13 anni.Mi par oggi.Saltavo di gioia per l'Impero. I nostri maestri s'erano dimenticati di dirci che gli etiopici erano migliori di noi.Che andavamo a bruciare le loro capanne con dentro le loro donne e i loro bambini mentre loro non ci avevano fatto nulla.
Quella scuola vile,consciamente o incosciamente,preparava gli orrori di tre anni dopo.Preparava milioni di soldati obbedienti.Obbedienti agli ordini di Mussolini.Anzi,per essere piu' precisi obbedienti agli ordini di Hitler.
Cinquanta milioni di morti.'


(Don Lorenzo Milani, da 'L'obbedienza non è piu' una virtu')

sabato 1 novembre 2008

IL GIOCO DEGLI AFFETTI


Il gioco degli affetti è la rete di protezione che ci permette di passeggiare nel mondo senza smarrire tutte le bussole.
Altrimenti, grandi o piccoli,siamo costretti a girovagare come randagi, in cerca di sollievi momentanei con il rischio di prendere lucciole per lanterne,quando va bene.
Fili misteriosi e potenti ci allacciano alla vita e ci danno l'interpretazione di tutto quello che accade.
Quando la batteria degli affetti è scarica giriamo a vuoto, facciamo strani rumori, perdiamo del tempo prezioso.
La sostanza degli affetti da corpo al correre dei giorni, è riconoscibile da chi passa, chiunque passi si puo' accorgere se una persona è affettivamente a posto, in qualche modo amata,capace di dare/ricevere con creativo intendimento .
Le parole sono vuote, quando non pescano nella realtà degli affetti.
Vari surrogati si sostituiscono a reti naturali, positive, tradizionali o no poco importa,la differenza sta tra il surrogato e la realtà.
Come si puo' riconoscere il movimento di una persona che parte da una solidità affettiva e si agita nel mondo dal movimento vacuo di chi tira colpi a vuoto?
A naso, direi.Per intuizione, per empatia,per traslazione osmotica.
Ci sono intuizioni che è difficile cacciare via.
Rapporti umani distruttivi,'in sofferenza' lasciano terra bruciata.
Altri, apparentemente bislacchi, vanno al fondo delle cose con naturalezza e vincono sul mondo.
Chi parte da un cuore generoso costruisce,giorno dopo giorno.
Se penso ad alcuni movimenti 'storici', nati per pulsioni indiscutibilmente necessarie, poi trasformati in orribili conventicole di rancidi predicatori autoreferenziati, mi viene di nominare questa solidità di affetti mancante.
Poi ci sono alcuni smarrimenti che è lecito portarsi appresso,quelli non ce li toglie nessuno.

Ieri sera mi è capitato di incontrare un gruppo di ragazzini che festeggiava questa festa di importazione celtica, tutti vestiti da fantasmi e quant'altro.
Erano gli stessi che nelle scuole avevano dato bella prova di se',ma nella serata si erano traformati in pedissequi frequentatori di alcool da strada e di disordini senza regola.
Fragilità di bambini, io stessa che passavo di li'li guardavo come una pallapersa, per casi miei.

Il riconoscimento solido e dignitoso degli affetti è una gara dura, una pratica sconcertante e difficilissima, ahinoi.
Non ti molla,neppure se passi in una piazzetta anonima, ti gira malino e vorresti che un gancio ti sollevasse verso un attico ricco di buoni rapporti, di eleganza, di giusti riconoscimenti ,di odori e sapori benefici.






mercoledì 29 ottobre 2008

SCIOPERO/SCUOLA


Domani scioperero' perche' credo molto piu' nei ragazzi che negli adulti che li governano.
Se questi ragazzi, nonostante questi adulti, sono riusciti ad organizzare quello che vediamo in questi giorni, anche negli istituti piu' deculturati e dequalificati, a balbettare una grammatica stentata per la comprensione del mondo meritano che io regali loro il prezzo intero di una giornata lavorativa.
Sono stati capaci di un tentativo rozzo, infantile la piu' parte, ma sincero di organizzarsi e di parlarsi.
Questo è quello che ho visto in questi pochi giorni. e giuro che non lo credevo possibile.
Credevo che con gli adulti che si ritrovano questi ragazzi non avessero piu' anima,invece è evidente che in loro qualcosa rimane, nel fondo della loro botte,si deposita, sedimenta,fermenta,gorgoglia,vuole dirigersi al futuro.
Ed inoltre, sciopero perche'non esiste che in una democrazia si intervenga su un mondo cosi' ampio e importante come la scuola per DECRETO,utilizzando il metodo della scure, in modo indiscriminato.
Riporterei qui volentieri le parole di C.F.,vecchia maestra elementare a riposo con cui parlavo ieri.
Una leonessa della scuola,che ha ancora le idee chiarissime;lei sostiene che questo 'ritorno' non è possibile, non si bypassano vent'anni di esperienza metabolizzata, ed inoltre la creazione di queste 'figure' collaterali,di serie C, fara' precipitare il tutto nel caos,aggiungendo approssimazione ad approssimazione.
Su tutte le altre questioni vedo questa legge feroce del taglione.
Se di pulizia c'e' necessita',sono la prima ad ammetterlo, occorre semmai potenziare l'intelligenza, l'autorevolezza dei dirigenti, che sappiano operare dei 'distinguo' coraggiosi.
Ma sono già fuori dal linguaggio di un blog.
Purtroppo devo ammettere che vedo nella classe insegnante una stanchezza, uno sconcerto, .
Non è con questi 'capitani' che si governa il futuro dei giovani.
E poi la vergogna del nepotismo.
Quello che mi incanta in una sorta di paralisi è quando sento dire:'Ma tanto il tal posto' è gia' assegnato-in sede post-universitaria, intendo-e l'ho sentito piu' volte in questi giorni.
Segno di questa palude dove i giovani rischiano di marcire,dove si fanno tante chiacchiere e tutto cambia perche' nulla cambi.

No, non è cosi' che funziona.

Domani, signorina Gelmini, staro' acasa con una certa fierezza, tutto sommato.




lunedì 27 ottobre 2008

VADEMECUM AUTOGESTITO




Piccolo vademecum per insegnante di media stazza da utilizzarsi durante il tempo 'autogestito' dei ragazzi, ,al di la' della barricata.

Rispondi:
- Stai dalla loro parte, c'è in te un Peter Pan duro a morire, un sessantottino sepolto sotto tonnellate di detriti che si risveglia al primo scricchiolare di megafono, corri insomma il rischio di 'partecipare', con gli occhi lucidi, ai loro assembramenti?-
Se si', ne parliamo dopo, perche' è una cosa peggiore di quanto sembri ; se no,segui la traccia:
a-quante ore hai? Due piu' buco piu' due? Son problemi.
Due solo o tre in fila? Un po' meglio.
b-la regola prima è evitare il /i capannello/i di colleghi dove si parli di malattie, crisi di coppia,tribu' di parenti da accudire,depressioni,sciatalgie,il graffio nella utilitaria nuova e via discorrendo
c-la regola seconda è trovare un buon punto di stazionamento temporaneo:potrebbe essere fronte-finestra,luogo sempre adatto all'osservazione del mondo
-regola terza:adattarsi ad un'amabile colloquialità.Fa sempre bene al cuore. Suggerisco temi agresti, culinari,l'infanzia, che non fa mai male.
-regola quarta:nascondere le proprie sociopatie.Sconsiglio di appartarsi con l'ultimo romanzo da duemila pagine che si trascina da mesi,fa brutto a vedersi
-regola quinta :non buttarla in politica,ne' in criteri didattici,ne' in piccoli progetti,non è piu' tempo
-regola sesta:tenersi sulle generali, torna sempre comoda la lamentazione sul futuro:ahinoi!!!!
Quale futuro ci aspetta! E i giovani, poveretti!

Dopodiche', finito il'servizio', si puo' cominciare a ragionare:allora,per l'allegria che puo' scattare come passione, data l'eta' media della categoria, occhio agli sbalzi di pressione,che' di vita ce n'è una sola