domenica 7 febbraio 2010

STRA-FATTI DI 'LEGGE'




Una signora di mia conoscenza,carissima amica di famiglia,anni ottantaquattro,elegante perbene ed acculturata si trova un attimo distratta su di un bus di linea,nella fretta ha dimenticato l'abbonamento alle linee cittadine.
Viene fermata bruscamente da due 'controllori' che esibendo una 'esse' romagnola doc e l'occhio torvo le ingiungono di scendere,la fanno rimanere per un'ora in una tabaccheria al freddo per fare i debiti controlli.
Lei sa il suo, e controbatte,autocertificando il suo abbonamento.
Non è creduta, il meccanismo avanza inesorabile, la legge è 'uguale' per tutti.
L'episodio le mette disordine negli impegni, le crea ansia e voglia di dire.
Mi racconta,spero racconti poi anche lei, in qualche canale degno.

Ma quale canale di provincia è degno?
Fatti e misfatti sono fuori controllo.
Chi controlla i controllori?
La signora in questione ha dalla sua un ottimo possesso della lingua,ma se fosse stata una poveretta,chi se ne sarebbe accorto?
Fossero stati un po' intelligenti,i due 'controllori' le avrebbero almeno offerto un caffe'magari intrattenendola con leggerezza.
Ma l'ironia è molto,molto pericolosa,specie in tempi di illegalita' praticata in massa sulle linee urbane,con il ghiaccio che incrosta i marciapiedi e i cervelli.
E poi, si sa come vanno queste cose.
Si sa,eccome.

sabato 6 febbraio 2010

BENVENUTA VIRGINIA




Alle diciotto e trenta di oggi pomeriggio è venuta al mondo Virginia, una mia parente.
Benvenuta al mondo,Virginia.
Avrai venti anni nel duemilaetrenta .
Che il tempo per te sia buono.
Ti auguro una bella vita.
A te e ai tuoi coetanei,perche' ne ho visti in giro parecchi in questi giorni.
Chissa' cosa ci preparerete.
Siamo tutti curiosi.

venerdì 5 febbraio 2010

DATECI UN BUON 'SERIAL'




Suggerimenti a reti unificate per i produttori di 'serial'.
Primo, capiscano che l'utente medio non ne puo' piu' , in prima serata ,di portarsi sulle spalle tutte le storture del mondo.
Masochisti un po' va bene ma anche allegramente beoti a buttar giu' malaffari e politichese e facce sempre quelle:basta.
Abbiamo bisogno di un 'serial'che ci tiri su il morale e ci concilii con il mondo.
Qualcosa di epocale.
Scioglibile in almeno cento puntate,tanto per cominciare.
Parte prima,ciack si gira.
Ingredienti suggeriti :
Facce belle ma non troppo,altrimenti va a monte l'identificazione popolare.
Un po' di dolori ma non fino all'acume insopportablie, altrimenti va a monte il beneficio della sublimazione.
(Pochi morti,e mai il protagonista principale,per esempio,destabilizza).
Paesaggi 'della porta accanto',meglio se una buona periferia,è piu' nuova della citta' e ha un pizzico di mistero in piu'
Ironia possibilmente ,ma anche pathos:inconciliabili?
Ma va.
Basta un occhio un attimo attento sulla vita reale, assai piu' ricca di ingredienti di qualsiasi 'fiction'
Ma i produttori si improvvisano o qualche po' di talento ce l'hanno?
Allora, coraggio, al lavoro per un 'serial' che ci distragga,risollevi,dia coraggio e rinfreschi un po' la mente.
Di cui si possa scrivere, il giorno dopo, o parlare all'angolo di strada, con il primo sconosciuto che si incontra,in buona chiacchierata .




mercoledì 3 febbraio 2010

GLI AMICI DI GIORGIO


Trovato chi ha ucciso Giorgio , il quindicenne studente di un liceo artistico di Torino di origine rumena.
Due quasi coetanei,cercati nei giorni forsennati del dopo-omicidio dagli amici di Giorgio, che crescevano di numero, si moltiplicavano in un tam-tam disperato,nella voglia di vendetta.
Adolescenti al macero, lasciati a cuocere marginalita' e pulsioni elementari.
Un mondo privo di luoghi.
No la scuola,no la parrocchia,no il gruppo politico,no la citta'.
Dove vanno.
I piu' fortunati sgambettano nelle societa' sportive dilettanti,i meno crescono nell'odio.
Odiano tutto,all'occasione.
Uno sgarbo oppure uno sguardo,un'ombra o una sigaretta,poco importa l'accidente.
Occhi privi di anima.
Riescono a camuffare malamente le zuffe degli adulti,proiettano le dinamiche da 'grande fratello' ovunque ma a muso duro.
Le femmine,se picchiano,si trasformano in piccole vipere dalla lingua appuntita, le fisionomie contratte.
Ne ho viste.
Neppure figli di un dio minore,neppure parenti lontani di divinita' da sottobosco urbano,imparentati solo con se stessi, con il proprio ombelico cattivo.

martedì 2 febbraio 2010

SI VA


Sto in mezzo ad una fiumana di viaggiatori.
Vanno di qua,poi tornano.
Vanno di la' poi ripartono.
Stanno un paio di giorni poi devono fare un salto la'.
Si fermano una settimana,ma verso giovedi' organizzano una puntatina giu'.
Poi per rifarsi la bocca ,se non è andata un granche',potendo,si ritagliano uno spazietto su.
Cosi' è.
Il mondo è bello tutto quanto, da gustare ,assaporare 'a la carte',con dessert di frutta o caramello.
Il viaggio è bello,prima o poi mi rifaro' anch'io del tempo perduto a non viaggiare.
Per ora, momentaneamente,mi alleno a fare il cartello indicatore , sono rimasta accidentalmente incastrata qua,tra la via Emilia e il West.
Pardon,tra il parco Briolini e Via del fante.
(ironia della sorte, dopo aver blaterato di pace, guarda che via mi tocca piantonare )

domenica 31 gennaio 2010

SOTTO LE DUE TORRI/CHIACCHIERE




La signora Cinzia Cracchi si sara' trovata in mezzo a quel bel sistema di favori 'minimi' che permettono, per esempio, ai medici di portare in vacanza la famiglia a spese delle case farmaceutiche,et 'similia'. Robetta.
Quello che è assai piu' grave, nella Regione Rossa-e figurarsi se fosse stata 'bianca',non osiamo neppure fantasticarlo- è la pratica avviatissima delle assunzioni per 'spezzoni' partitici.
Questo è tuo e va qua,questo è mio e va qua.
Ex-militanti a sinistra del vecchio Partito comunista,quasi tutti ben sistemati in Enti locali, con famiglia a carico e non si sa con quali competenze, ormai sessantenni, hanno sfangato un quarantennio senza colpo ferire,rappresentando se stessi.
Mentre noi idealisti senza coperture andavamo a raccogliere due denari in giro per il mondo, lavorando come cittadini qualunque.
Sempre la signora Cracchi ,è niente di piu' niente di meno di quello che circola.
A casa mia il concetto di cortigianeria si credeva bandito con la corte del Re sole, ma forse erano fantasie popolari.
Lui, il Flavio Delbono, ,ora ex-sindaco di Bologna,il volto da bolognese machiavellico non ce l'ha.
Piuttosto da mantovano,uno di quelli che,freqentando la parrocchia, sono riusciti a mantenere saldo il desiderio della donna.
Degno della penna del conte Nuvoletti(v.'Adulterio mantovano'),piuttosto che di quella di Sciascia.
E poi non ditemi che a 'sinistra' va di moda il libertino.
A sinistra ,ma anche al centro e figurarsi quanto tra i 'nostalgici ' neri,sotto ai cinquant'anni, monta l'onda lunga omosessuale maschile,questo si'.
Quindi un 'libertino' una vena di sagrestia la deve aver mantenuta,credetemi.
Si dice, ormai come luogo comune:le donne diventano aggressive e sole e gli uomini si proteggono in conventicole omosessuali.
Con tutto il rispetto, ovviamente.

Dopo di che,rimane la nostra Bologna.
Sto con Flavia Prodi, quando dice che è inutile denigrare.
Credo che il modello-Bologna esista ancora, e non solo come retrogusto.
Ci voglio credere.

venerdì 29 gennaio 2010

VERI NON PER CASO


Necessaria come il Welfare del nostro Occidente ottenuto con la fatica della Storia che ha accavallato gli uni sugli altri destini e corpi,la pratica della Verita' andrebbe ripresa come un'emergenza,quasi protetta da un coprifuoco.
Le balle,le balle che si sentono e si risentono agli angoli di strada.
Quando è possibile affrontare un germe di dialogo, un approccio qualunque alla luce di un'intenzione chiara,leale,sembra di sognare.
Da beota,ho sempre praticato l'esposizione della verita' insaccandomi in 'gaffes' che una volta,quando ero circondata da molti amici affettuosi, erano motivo di cordiale ironia.
Come quando...
E giu' a ricordare le volte in cui venivo presa da ingenue pulsioni al dire,anche poco accorte.
Che guaio, scapparci fuori indenni.
Nessuno forse pero' si accorge se uno è sincero per caso.
Molto di piu' se lo è con sistematico,pratico raziocinio.
Chi ha il dono di una ragione forte dovrebbe considerare la pignola pratica della verita' come un benessere irrinunciabile.
Nelle situazioni esatte,mai lasciare che le approssimazioni si intorpidiscano e creino risacche malevole, torbide.
La verita' è davvero gustosa,volendo anche divertente,quasi facile in fondo.
Istituzioni costruite per secoli sulla pratica del nascondimento,dell'occultamento,dovrebbero essere invase intanto da una tempesta di salubre ironia.
La verità non è solo degli artisti, o dei professionisti della satira.
E' di ognuno che passa per strada e cerca la sua aria per respirare:ci sono persone semplici capaci di individuazioni iluminanti,di sguardi sinceri :ne saprei elencare molte.
Ognuno di noi ha un tesoro nelle mani: basta individuare il bagaglio di parole adatto.
Credo che questa sia l'ultima rivoluzione che valga la pena di tentare, quella degli individui soli con se stessi alla ricerca della verita'.

Rivoluzione benefica e duratura perche',si sa, le balle hanno sempre vita breve.