martedì 2 febbraio 2010

SI VA


Sto in mezzo ad una fiumana di viaggiatori.
Vanno di qua,poi tornano.
Vanno di la' poi ripartono.
Stanno un paio di giorni poi devono fare un salto la'.
Si fermano una settimana,ma verso giovedi' organizzano una puntatina giu'.
Poi per rifarsi la bocca ,se non è andata un granche',potendo,si ritagliano uno spazietto su.
Cosi' è.
Il mondo è bello tutto quanto, da gustare ,assaporare 'a la carte',con dessert di frutta o caramello.
Il viaggio è bello,prima o poi mi rifaro' anch'io del tempo perduto a non viaggiare.
Per ora, momentaneamente,mi alleno a fare il cartello indicatore , sono rimasta accidentalmente incastrata qua,tra la via Emilia e il West.
Pardon,tra il parco Briolini e Via del fante.
(ironia della sorte, dopo aver blaterato di pace, guarda che via mi tocca piantonare )

domenica 31 gennaio 2010

SOTTO LE DUE TORRI/CHIACCHIERE




La signora Cinzia Cracchi si sara' trovata in mezzo a quel bel sistema di favori 'minimi' che permettono, per esempio, ai medici di portare in vacanza la famiglia a spese delle case farmaceutiche,et 'similia'. Robetta.
Quello che è assai piu' grave, nella Regione Rossa-e figurarsi se fosse stata 'bianca',non osiamo neppure fantasticarlo- è la pratica avviatissima delle assunzioni per 'spezzoni' partitici.
Questo è tuo e va qua,questo è mio e va qua.
Ex-militanti a sinistra del vecchio Partito comunista,quasi tutti ben sistemati in Enti locali, con famiglia a carico e non si sa con quali competenze, ormai sessantenni, hanno sfangato un quarantennio senza colpo ferire,rappresentando se stessi.
Mentre noi idealisti senza coperture andavamo a raccogliere due denari in giro per il mondo, lavorando come cittadini qualunque.
Sempre la signora Cracchi ,è niente di piu' niente di meno di quello che circola.
A casa mia il concetto di cortigianeria si credeva bandito con la corte del Re sole, ma forse erano fantasie popolari.
Lui, il Flavio Delbono, ,ora ex-sindaco di Bologna,il volto da bolognese machiavellico non ce l'ha.
Piuttosto da mantovano,uno di quelli che,freqentando la parrocchia, sono riusciti a mantenere saldo il desiderio della donna.
Degno della penna del conte Nuvoletti(v.'Adulterio mantovano'),piuttosto che di quella di Sciascia.
E poi non ditemi che a 'sinistra' va di moda il libertino.
A sinistra ,ma anche al centro e figurarsi quanto tra i 'nostalgici ' neri,sotto ai cinquant'anni, monta l'onda lunga omosessuale maschile,questo si'.
Quindi un 'libertino' una vena di sagrestia la deve aver mantenuta,credetemi.
Si dice, ormai come luogo comune:le donne diventano aggressive e sole e gli uomini si proteggono in conventicole omosessuali.
Con tutto il rispetto, ovviamente.

Dopo di che,rimane la nostra Bologna.
Sto con Flavia Prodi, quando dice che è inutile denigrare.
Credo che il modello-Bologna esista ancora, e non solo come retrogusto.
Ci voglio credere.

venerdì 29 gennaio 2010

VERI NON PER CASO


Necessaria come il Welfare del nostro Occidente ottenuto con la fatica della Storia che ha accavallato gli uni sugli altri destini e corpi,la pratica della Verita' andrebbe ripresa come un'emergenza,quasi protetta da un coprifuoco.
Le balle,le balle che si sentono e si risentono agli angoli di strada.
Quando è possibile affrontare un germe di dialogo, un approccio qualunque alla luce di un'intenzione chiara,leale,sembra di sognare.
Da beota,ho sempre praticato l'esposizione della verita' insaccandomi in 'gaffes' che una volta,quando ero circondata da molti amici affettuosi, erano motivo di cordiale ironia.
Come quando...
E giu' a ricordare le volte in cui venivo presa da ingenue pulsioni al dire,anche poco accorte.
Che guaio, scapparci fuori indenni.
Nessuno forse pero' si accorge se uno è sincero per caso.
Molto di piu' se lo è con sistematico,pratico raziocinio.
Chi ha il dono di una ragione forte dovrebbe considerare la pignola pratica della verita' come un benessere irrinunciabile.
Nelle situazioni esatte,mai lasciare che le approssimazioni si intorpidiscano e creino risacche malevole, torbide.
La verita' è davvero gustosa,volendo anche divertente,quasi facile in fondo.
Istituzioni costruite per secoli sulla pratica del nascondimento,dell'occultamento,dovrebbero essere invase intanto da una tempesta di salubre ironia.
La verità non è solo degli artisti, o dei professionisti della satira.
E' di ognuno che passa per strada e cerca la sua aria per respirare:ci sono persone semplici capaci di individuazioni iluminanti,di sguardi sinceri :ne saprei elencare molte.
Ognuno di noi ha un tesoro nelle mani: basta individuare il bagaglio di parole adatto.
Credo che questa sia l'ultima rivoluzione che valga la pena di tentare, quella degli individui soli con se stessi alla ricerca della verita'.

Rivoluzione benefica e duratura perche',si sa, le balle hanno sempre vita breve.

martedì 26 gennaio 2010

MOTIVI DIDATTICI


MOTIVI DIDATTICI

Il venditore di pasta fresca dietro casa mia,acculturato 'fan' del gruppo musicale 'I Nomadi', mi ha infilato tra un pacchetto di 'passatelli' e un altro di tortellini un bel consiglio di lettura:
'La partita dell'addio', di Nello Governato, Mondadori.
Per la giornata della Memoria.
Narra del campione di calcio austriaco Matthias Sindelar che rifiuto' di giocare nella squadra nazionale austriaca dopo l'annessione del suo paese alla Germania nazista.
Con conseguenze immaginabili.

La signora che mi aiuta nelle faccende domestiche una volta a settimana sostiene che ,se un insegnante si accorge che un ragazzo ha 'marinato' la scuola, non è tenuto 'ope legis' ad avvisare la famiglia.
Che prima c'è tutta una serie di passaggi, di considerazioni, non ultima quella delicatezza necessaria nei confronti del ragazzo.

Il mio medico di base,piu' colpito dalle mie vicende di scrittura che dal mio colesterolo,mi ha chiesto quale sara' la mia prossima fatica:lui non disdegna, anzi apprezza, le mie fughe per le tangenti del fantastico, pur a partire da realta' al lettore palesi.
Gli danno un senso di liberta'.

Cioe':la vita è una tranquilla,fertile,produttrice di cultura.
Basta uscire dalla scuola e dai luoghi 'benzinati' a produrla .

lunedì 25 gennaio 2010

DEL PESCE TRISTE E DI ALTRI











Assai piu' seri e perbene degli umani,ma non immuni dal globale stralunamento,gli animali stanno perdendo un po' la proverbiale bussola.
Le mitiche balene la perdono ormai in branco,spiaggiando tragicamente, biblicamente, a segnare con i loro corpi enormi un richiamo di muta intelligenza dei mari.
Ma anche specie meno bibliche,anche se ugualmente espressive nella loro fisiognomica animale, danno segni di malcelata insofferenza,di bussole mancanti.
Magari con glamour.
La fedelta' romantica dei due cigni da tempo coppia di fatto,Saruni e Sarindi, si è fatalmente spezzata:lui ha trovato una compagna in Russia, lei un nuovo 'amico'.
Forse quella dell'amore romantico è una vicenda che va davvero storicizzata,anche tra i cigni?
Mentre in Australia il pesce triste, il curioso Blobfish, si sta estinguendo.
Come a dire:ci vogliono togliere anche quella, la nostra libera, splendida,irrefrenabile voglia di essere tristi,aiuto!
Vanita' delle vanita'.
A Pescasseroli,nel Parco Nazionale d'Abruzzo, il lupo solitario non ha resistito al narcisimo e si è fatto fotografare.
Maschi deboli, accipicchia,che si innamorano di se',che abbiano copiato dagli umani ?
Siamo in attesa di news dal mondo animale.

Che comincia ad assomigliar troppo al nostro, ma almeno non parla.

martedì 19 gennaio 2010

QUALE FUTURO/3


La scuola del nostro immediato futuro-gia' presente nel sangue dei suoi protagonisti, i ragazzi-dovra' tener conto della realta'.
Se vogliamo credere che tra i diritti fondamentali ci sia quello dell'educazione-inteso come possibilita' di 'leggere' se' e la realta', di 'ri-conoscere' il passato come autorevolezza primaria,di 'scrivere' il proprio futuro in liberta'- dobbiamo pensare che questo modello di scuola è finito.
Obsoleto il rapporto cattedratico, il censimento delle abilita',la mappa delle intenzioni educative primarie.
Ci si arrivera',la storia va avanti nonostante i quattro tromboni autoreferenziati cerchino di appropriarsene.
Ci sono stati una Montessori, un Collodi, un Don Milani.
Ci sara' una strada anche per questo allucinato inizio di terzo millennio.

Vedo nel meticciato una strada.
L'autorevole, robusta, lucida costruzione di una democrazia educativa meticcia puo' essere una buona base di partenza per il nostro futuro immediato.
Perche' non tutto è andato al macero, ci sono ancora trasmigrazioni di idee, pulsioni e passioni che possono ridisegnare mappe.

Vedo nell'educazione alla pace un'altra strada.
I ragazzi sono impauriti e insicuri, si sentono sull'orlo di un baratro,hanno bisogno di parole ovvie e chiare di buonsenso.
'Pace' è una di queste,naturalmente individuata in laboratori cognitivi,in riflessioni organizzate.

Vedo un'altra strada in una 'rivoluzione' linguistica coraggiosa.
Cosa ce ne facciamo del ripetiticcio rituale di vecchie regole semantiche stantie?
Si devono trovare nuovi sistemi per dare un senso ai vocaboli.
A partire da uno zero assoluto, da un silenzio virtuale e virtuoso.

Dopodiche',possiamo anche gustarci in pace un caffe'.

lunedì 18 gennaio 2010

QUALE FUTURO/2


Famiglie allargate al profilo del nostro futuro.
Vediamo che il modello mononucleare, ordine e sostegno obiettivo e caposaldo dell'eta' romantica e di quella post-decadente, conclamato da papi e re, è finito.
Pulsa all'orizzonte un sistema di tutele che partano da necessita' e bisogni reali.
Non piu' lunghe teorie di amori romantici/infranti,ma il riconoscimento dell'utile anche nella sfera affettiva.
Utile cioe' indispensabile a vivere,che poi significa farsi compagnia e procreare,nei limiti del possibile.
Vediamo saltati gli schemi morali del 'per sempre'.
I giovani sono talmente indifesi e traballanti che ,mirando all'autoprotezione, pensano in termini di eterno presente, eterna gioventu',eterno precariato.
Quello che spuntera' dal futuro non lontano sara' presumibilmente una formula tipo 'famiglia-allargata', tipo 'kibbutz',dove momenti collettivi saranno garantiti da patti di tutela dignitosi e necessari sul territorio.
Penso ai tanti vecchi dell'immediato futuro-anche noi quasi sessantenni i primi vecchi 'nuovi' del terzo millennio-:ci faremo compagnia in modi e tempi adatti, e andra' come andra'.
Ma chi si appresta a iniziare una vita adulta dovra' tener conto dell'impossibilità di una costruzione familiare ormai obsoleta.
E' inutile avere rimpianti,questa è la realta':ce lo diciamo quasi sempre,appena riusciamo a parlarcene con lealta'.
Chi dice cose diverse canta una litania ideologica o retorica a suo uso e consumo .
Coraggio comunque, domani è sempre un altro giorno.