mercoledì 18 novembre 2009

IL DOCENTE INCONTINENTE










Guai grossi , per il docente incontinente.
E diciamo 'incontinente' per raccogliere nel termine non necessariamente la malattia, ma anche solo una buona diuresi.
Che, se aggiunta all'abitudine salutare di bere molto, anche di prima mattina,puo' scatenare un putiferio professionale dell'altro mondo.
Dunque, diciamo che alla necessita' non si sfugge.
Non c'è burocrazia che tenga, filiera di raccomandazioni, ne'preferenze di corridoio.
L'obiettivo, nel caso suindicato, è solo la toilet.
Ma.....
Tempi nuovi, riforme si', riforme no,frattaglie varie, problemi antichi.
Possono essere dolori, perche' in genere la detta 'classe',ovverossia la piccola mandria urlante stipata giocoforza in uno spazio dove gia' il giro dell'aria è un problema, quando subodora,dalla smorfia sul viso del docente, l' impellente necessita', si trasforma in un'accozzaglia di piccole belve in gabbia.
Promesse? Giocare sul 'Mi fido di voi?'
Affacciarso alla porta dell'aula facendo smorfie oscene al bidello sempre girato dall'altra parte?
Farsela addosso?
In genere qualcosa a meta' strada tra tutto cio', recitando a denti stretti:'diomelamandibuona'

Schemi di accesso per l'assunzione dei docenti,signor ministro?
Suggerisco:test di incontinenza.

martedì 17 novembre 2009

L'ULTIMO ANARCHICO




Puo' succedere in una mattina di Novembre,umida e uggiosa,in un momento di liberta' che mi ha fatto fermare a salutare due anziani parenti.
Lui,T.M.,un vecchio ravennate novantenne in odor di antica fede repubblicana, restauratore di mobili d'arte a riposo.
Mi sono ritrovata con il cestino della bicicletta ricolmo dei libri di don FRANCESCO FUSCHINI,di cui avevo gia' letto qualcosa.
Me li ritrovo qui, in bell'ordine,alcuni autografati dallo stesso autore, protetti dall'impegno che devono ritornare,preziosi, al loro posto e al loro legittimo padrone.
Non si sa per quanti anni ancora se li rileggera', dopo i novanta, ma va bene cosi'.
Mi guardano e mi invitano ad una lettura di quiete.
Qui di seguito:
'Parole poverette',Marsilio ;'Mea culpa', Rusconi,;'Concertino romagnolo',Girasole;'Vita da cani
e da preti',Marsilio;'L'ultimo anarchico',Girasole.

Ho iniziato da 'L'ultimo anarchico' e mi sono trovata davanti ad una persona in pace con se stessa.
La sensazione è bellissima,provare per credere.


pag. 19:' Devo anche essere grato ai sogni, se m'è dato talvolta d'incontrarmi bambino.E' conforto tale che non so ridire:provo per quel piccolo io di sessant'anni fa un senso di paternità che non è soltanto spirituale.Questo prete e quel fanciullo sono tutta la mia famiglia quaggiu',riunita soltanto nei sogni......'

domenica 15 novembre 2009

IL DNA DEI VENEZIANI E QUELLO DEGLI ALTRI




Voglio pensare sia uno scherzo curioso,anche se iniziato da una testata prestigiosa come il 'National geographic'.
Mi riferisco alla storiella del DNA dei veneziani DOC.
Della serie:'Facciamo una ricerca sulla lunghezza della coda dei 'Golden Retriver a pelo biondo'
Ma anche oggi ho letto sulla 'Stampa',in prima pagina ,un elzeviro a firma di Sandro Cappelletto, 'Il mio DNA di veneziano', da cui mi pareva di capire che la cosa era considerata seria(quasi)
Dunque.
Ho remotissime cognizioni storiche, per altro quasi dogmi, sul fatto che la razza,cioe' il DNA puro, non esiste.
O mi sbaglio? Sto prendendo lucciole per lanterne e andando fuori tema tirando in ballo questa nozione 'forte' in un giochetto da snob?
Ma una etnia di mare non è confusa per definizione?
Se no, rischia il gozzo, il cretinismo e chissa' cosa d'altro, nessuno li ha avvertiti?
Allora,stiamo sul leggero.
Propongo,per il romagnolo che vive tra Rimini centro e Bellariva :
-uno studio antropologico comparato sulla piadina (non è forse pane azimo? Si', ma c'è chi la fa con lo strutto e chi con il bicarbonato,e chi con una punta di miele,ahinoi,che confusione di origini!!!!!)
-una indagine genetica sul raccoglitore di vongole,quella figura china sulla battigia,sperduta tra le nebbie: entomologo di natura o subordinato per destino,al papa,ai re, ai gabellieri,ai prepotenti di turno?
Che confusione, se andassi alla ricerca del mio DNA!!!!!
Dico quello metaforico, storico, perche' di quello biochimico non saprei che farmene.
Ma nel DNA dei veneziani DOC, quelli elencati dall'amico S.C. oggi, noto due cose:
scarsini in storia, e insufficienti in signorile ironia .


sabato 14 novembre 2009

CACCIA AL TESORO







Chi parte per primo per la caccia al tesoro?

Ottanta milioni di euro per la RICERCA SCIENTIFICA non erano un granche', ma pur sempre qualcosa.

Forse qualche vetrino, qualche liquido, qualche macchinetta ci sarebbe scappata.
Qualche pizza i ricercatori se la sarebbero potuta fare
E invece....volatilizzati..
Caccia grossa, si parte con il primo bigliettino
Chi comincia?

venerdì 13 novembre 2009

PER MARINELLA


Per MARINELLA,

la ragazzina di MONTALTO DI CASTRO che ha subito la violenza del branco, l'abbandono del paese, la solitudine di uno smarrimento senza indicazioni.


La logica del capro espiatorio è tipica di ogni collettivita' autoimmune, malata di se stessa e priva di definizioni del proprio futuro.


Solo un abbraccio e un augurio a trasformare tutto questo in qualche modo utile a vivere.

giovedì 12 novembre 2009

ORZO


Sul numero di Novembre/ Dicembre della rivista bolognese online.




un testo, 'Orzo', dedicato al mio cane

mercoledì 11 novembre 2009

STAMPA LOCALE


Vorrei discorrere un attimo di stampa locale.
L'ho gia' fatto a suo tempo su questo blog, indicando per nome,cognome e indirizzo le testate locali della mia citta', Rimini.
Rimangono quelli i riferimenti.
Si approfondisce la visione che ne ho, andando in una direzione desolante.
Mi chiedo come possano, le varie redazioni, disperdere il patrimonio umano di cui disporrebbero se fossero piu'...piu'...accidenti, difficile trovare l'aggettivo adatto.
Facciamo piu' professionali, cosi' rimaniamo sul neutro.
Vedo un appiattimento generalizzato.
Ognuno se la canta e se la balla,campeggia un localismo che va dall'esaltazione del bagno xx alla lamentela sul cassonetto sudicio.
Con buona pace della dignita' di ogni notizia,ma pensavo che una testata che si propone in una provincia ricca di umori, di contraddizioni e anche di persone degne, potesse fare ben altro.
Una testata locale me la immagino come uno spazio aperto, irrequieto, un luogo di comunicazione attivo.
Ricca di rubriche ,capace di 'screening' dei talenti,giovani e non piu' giovani.
Coraggiosa nell'individuazione,appassionante nel lavoro, propositiva negli schemi sempre rinnovabili,magari incline al troppo, piuttosto che al nulla.
Invece è una lagna mortale,il trionfo della 'medietas' becera.
Se tu mandi un articoletto che parli di temi forti(il cemento selvaggio, la dignita' delle donne reali,il disagio dei giovani,ecc...) lo prendono, purche' stia in un campo semantico di chiacchiericcio vuoto, di pettegolezzo da condominio.
Niente che puzzi di rischio,di movimento,di una qualche incongrua contraddittorieta' da verificare, fanno gli gnorri.
Su Rimini è chiaro il gioco,ma credo sia cosi' ovunque.
Tutti possono dire tutto, purche' passi sotto le forche caudine dei 'pataca' che da sempre fanno la vita vera della citta'.
Fellini adesso è riconosciuto, per forza di cose.
Se fosse rimasto qua, a elemosinare alle varie testate udienza, sarebbe ancora in panchina, giudicato quantomeno 'originale'.
Sono stati i riconoscimenti avuti altrove e quella mucca da mungere che è diventata la sua immagine ad aprirgli udienza.
E quante persone degne di riconoscimenti nazionali,dei grandi, sono usciti dalla scena in dissolvenza,dimenticate.

Peccato, peccato davvero,perche' è dall''humus' prezioso della provincia che potrebbe nascere il meglio.