domenica 8 febbraio 2009

LUNA DI FEBBRAIO




Luna di febbraio, luna piena sulle case,tra gli alberi, dietro le terrazze,tra i fili della luce.
Dopo i pasticci della terra,dopo il giorno di oggi.
Luna di carnevale, beffe che gli umani si fanno,paiono matti davvero.
Luna che ride soffice,che guarda e gonfia il suo spessore giallo e lucente.
Luna di speranza,mentre mille fili si intrecciano tra le volonta' buone.
Nessuno sa cosa si nasconda nel fondo di un cuore, quando è sfiorato dal senso del tempo, che passa, che ci lascia qui, a contare i giorni, a vederci vivere.

sabato 7 febbraio 2009

UN OSPEDALE TUTTO DA RIDERE




Gli ospedali forse sono gli unici luoghi sacri della terra.
Pero' l'ironia popolare, dissacrante e vitale, puo' offrircene spaccati che ci fanno ridere.
'Un uspidel tutt da rid' è una commedia dialettale del riminese Guido Lucchini,che ieri sera, recitata da una Compagnia amatoriale, La Compagnia teatrale Sanmartinese, ha sovvenzionato un Premio di Poesia ,prosa e illustrazione per la Provincia di Rimini nelle scuole superiori.
Questa iniziativa nacque sei anni fa in ricordo di Morena Ugolini ,studentessa e poetessa,morta nel 2000 di sclerosi multipla ,animata da alcuni inseganti e dalla famiglia di Morena.La generosità di queste Compagnie amatoriali ne è stato un cardine portante, in termini di sopravvivenza economica ,insieme ad una immancabile ventata di positivita'.

Quest'anno, un ospedale tutto da ridere:nella realta' non c'è da ridere negli ospedali ,
ma l'irriducibile ironia di un occhio allenato a cogliere la parte comica del vivere,sempre al limite del tragico,sempre precaria e labile,comunque esilarante, puo' aiutarci a sopportarli.
Nella commedia del riminese Lucchini giocano due o tre temi scontati ,gli infermieri che marciano sul numero dei decessi perche' in combriccola con una società di onoranze funebri, il medico che tiene un signore in degenza perche' ha una tresca con la moglie di lui,le inevitabili 'gag' da piccola malasanità di provincia.......
Poi compaiono anche alcuni guizzi geniali, nella definizione di un paio di 'tipi' lunari,extravaganti e carichi di comicità:per esempio un tale che se ne va per le corsie a declamare i dati delle sue analisi del sangue, infamando tutti gli altri perche' ignoranti del tema.

Mentre me ne tornavo a casa in bicicletta e sorridevo tra me e me,mi ricordavo due o tre cose:che l'altro giorno, in visita ad un mio vicino di casa paziente oncologico grave, scherzavamo perche' un suo compagno di stanza riesce sempre ad accaparrarsi l'unica mozzarella che la mensa ospedaliera offre;
che il nostro corpo è occasione,ma sicuramente non tutto di noi;
e poi quella frase di Cyrano de Bergerac, alla fine dell'opera, quando vecchio e stanco, il Guascone aspetta solo la morte e dice della nera Signora:-Che venga pure, che' la prendero' finalmente per il naso!-

Un bel modo per non prendersi per il naso l'un l'altro,pensare di prendere per il naso Lei.

martedì 3 febbraio 2009

QUELLO CHE I RAGAZZI NON DICONO


Nelle scuole c'è un'epidemia diffusa di disturbi alimentari, in particolare tra le ragazze,con picchi alti nei licei, dove le richieste nozionistiche sono piu' alte. Cova come un germe piccolo, si manifesta leggermente al primo anno, esplode al terzo.
I genitori attenti se ne accorgono sempre tardi e rimangono basiti, tra psicologi e giorni che corrono, frigoriferi pieni/vuoti e tristezze.
I maschi superano meglio, ma l'identità di genere è un problema, sono confusi e impauriti,vaneggiano di razzismo e di epurazioni in modo direttamente proporzionale allo schifo che si fanno.
L'allegria esplode solo nelle 'ammucchiate' sfiorate, festaiole o sportive,benzinata da alcol di pessima qualità comperato con la carta d'identità di un maggiorenne al market.
Roba vecchia.
Quando odorano un valore, un senso, una sincerità palese ,annusano di lontano,all'inizio non ci credono, restano torvi, poi pian piano cominciano a ronzare attorno ad una possibilità.
Scrivono, si vergognano, ma scrivono e sono stupiti di scoprirsi migliori di quanto credessero.
Sommersi da ubbie e da rifiuti,da mezzi obiettivi e da pseudo sicurezze,quando sentono dire di lontano parole aliene come 'altruismo' o 'libertà credono si tratti di un sofware di ultima generazione oppure di un trucco per incastrali ancora di piu'.
Incapaci di stare con se stessi, cercano modelli facili, a tutti i costi.
Del resto, come ci si puo' piacere , a quindici anni?
Il corpo è nemico/amico, il cervello ronza confusione,il cellulare squilla, nell'ultimo reality il piu' figo si è appena dichiarato gay ,la mamma è terrorizzata da tutti gli stupratori che circolano, il babbo pare uno zombie davanti alla tivu, quando va bene.
Eppure l'eco delle sirene è forte, a quindici anni.
Il mondo è carico di opportunità, il futuro è ampio e dietro l'angolo c'è sempre un eroe.

Bello, leale, senza macchia e senza paura.

domenica 1 febbraio 2009

MORANDI/MAGIA DEGLI OGGETTI DI CASA


IL Museo di Arte Moderna di Bologna in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York offre un'esaustiva raccolta delle opere del pittore bolognese Giorgio Morandi,dal 22 gennaio al 13 Aprile 2009.


Gli oggetti di Morandi, i suoi colori pastello, il mistero che li avvolge come 'visione' mi hanno sempre affascinato.Vicini per temi e lontanissimi, per perfezione e tecnica,ci permettono di allenare il nostro occhio su quello che ci circonda.
Gli oggetti di casa, la loro presenza,i loro profili,il senso dell'appartenenza al nostro quotidiano umile che si fa altissimo nella rappresentazione su tela.
Pulito e sintetico, preciso nel sentimento che offre.
Rintanato nella sua città eppure presente al mondo.
Scomparso dallo stesso alle soglie degli anni inquieti(1964),forse incline a 'colonizzare 'con i suoi bianchi la citta',grassa, dotta e rossa.

sabato 31 gennaio 2009

VIVA I BROCCOLETTI











Sono convinta-pur avendo in antipatia in blocco la cosiddetta 'cultura new-age'-che l'immaginazione positiva incida sul sistema immunitario,magari misteriosamente.
Mi piace l'idea che pensare ad arance, broccoletti e olio extravergine significhi costruire la nostra salute.
Allegria,allegria.
Ma....signor professor Veronesi, non le pare di aver commesso un grave peccato di omissione, rispetto alla comunicazione pubblica,nella sua nobile campagna di prevenzione?
Pensare positivo non vorra' anche dire riempirsi la testa di balle.
Ci sono agenti venefici che ci avvelenano.
Componenti chimici incontrollati,l'amianto in edilizia,additivi alimentari a go-go.
Il traffico pazzesco, invivibile delle nostre città giochera' pure il suo ruolo nella mutazione genetica da cancro.
Scrivo di questo non per intristire tutti noi, ma per rispetto dei tanti amici malati.
Alcuni ce l'hanno fatta,altri no.Tanti stano lottando.
Non prendiamoci in giro, per favore.
Ne' con lo scherzetto delle targhe alterne, ne' con i giochini degli amministratori che si fanno vedere sulle due ruote un paio di volte l'anno,per dimostrare che liberano l'aria.
Il problema ambientale va affrontato in modo serio,altrimenti con le arance ci facciamo solo un drink.

venerdì 30 gennaio 2009

RIMINI/LEFEVRIANI


Cosa ci fara' un prete lefevriano negazionista e allucinato a Rimini, in una località di campagna detta 'Spadarolo', a capo di una improbabile 'fraternità'?
Ma come ci sara' arrivato, attraverso quali percorsi esistenziali, ufficiali , geografici,incappucciati e palesi?
E perche' ce ne accorgiamo solo ora,dopo le ultime battute-shock comparse sulla cresta della cronaca in tema di Shoa?
Adesso che ci penso la mamma di una mia amica con l'Alzahimer aveva detto anni fa che da quelle parti celebravano messe un po' 'particolari'.
Ma gli anziani ne dicono tante.
Dunque, ci mancava solo costui, a completare il panorama di questa città che non ha il verso.
Chiunque ascoltasse, di prima mattina, il gazzettino radiofonico regionale, dopo le news di Parma, Modena, Bologna, Ferrara, capirebbe.
Quando arrivano quelle da Rimini il 'senso' impazzisce.
Tutto si fa rocambolesco, talmente esagerato da parere non vero, un sogno.
Ma torniamo all'individuo.
O è un povero pazzo con manie religiose oltranziste,cosi' come ce ne sono tanti :ricordo, della mia infanzia, uno strano personaggio soprannominato 'suor ramarro':era una donna di mezza età, che si credeva investita da una missione moralizzatrice dei costumi, e andava in giro a strappare manifesti dove comparissero immagini non adatte,secondo lei.
Era vestita di verde,con una strana mantellina , livido il volto, strette le labbra,vuoti gli occhi.
Poveretta,chissa' come è finita.
Oppure è sostenuto da una socialita' inquietante, da protezioni, da una rete pericolosa.
Non lo so.

Ci mancava solo questa, qua.

martedì 27 gennaio 2009

MEMORIA/PARIGI RITROVATA


'Parigi ritrovata' di Claude Gutman,*Einaudi ragazzi ,è un piccolo gioiello, per un pubblico generico ed in particolare di eta' evolutiva.
David, ragazzo ebreo scampato alla deportazione nazista,-otto milioni di persone scientificamente sterminate, secondo la stima di Primo levi- i genitori uccisi ad Auschtwiz, di loro gli rimane solo una foto.
Vivra' per sbaglio, con lucida coscienza di adolescente,la difficile e complessa vicenda del sionismo post-bellico di patria francese,attraverso una dolente esperienza itinerante ,in diversi 'campi' ,verso la terra d' Israele, in Palestina, compresi i campi di prigionia inglesi,fino al kibbuz.
Qui maturera' la coscienza del rifiuto di 'questa' storia,fino al ritorno, per scelta, a Parigi, con il conseguente allontanamento dall'ideologia sionista.

'Ditemi che non ho niente da fare al kibbuz, che mi sono sbagliato .Aiutatemi, vi supplico.Non ho piu' nulla.Gli inglesi hano bruciato i miei libri, ma non è grave, vero?'

'Me ne vado, Mordecahi .Il mio paese è la Francia.E' li' che sono nato.Non voglio piu' sentir parlare ebraico.
Non credo alla pace.Ci sara' ancora sangue.
Vi batterete con gli arabi, dopo, lo so,l'hai detto tu stesso.
La pace, Mordechai, la pace.
E' tutto quello che voglio'


Testo elementare, eppure non fa sconti .

'Il dado era tratto.Ognuno poteva crederci,tanto piu' che ogni giorno uscivano piccoli gruppi con il loro certificato d'immigrazione debitamente compilato.Avevo scelto l'Hachomer per partire.Era di sinistra.
Ma credo che avrei venduto la mia anima al Betar,d'estrema destra,per non restare un giorno di piu' in quel grande pandemonio giudaico in cui i circoncisori circoncidevano, i venditori di cibo casher casherizzavano,i rabbini rabbinavano,i politicanti politicavano..
.....non arrivavo piu' ad ammirare coloro che avevano sofferto tanto piu' di me,che erano stati torturati, che avevano visto i loro figli ammazzati...
Non ce la facevo piu'.
Aspettavo ai piedi del mio filo spinato'


Testo delicato ed inquietante,pone interrogativi, aiuta a leggere in parte quella crepa ,quel buco nero, quel male della storia con le sue odierne metastasi.

*nato in Israele nel 1946, scrittore