sabato 22 marzo 2008

BUONA PASQUA



Buona Pasqua a chiunque passi di qui






Cammino piano, qua sotto.


Cammino piano, qua sotto
al terzo piano dorme un condomino
morto.E' tornato morto stasera
dall'ospedale,gli hanno salito
le scale,gli hanno aperto la porta
anche senza suonare,ha usato
per l'ultima volta il verbo entrare.
Ha dormito con noialtri condomini
essendo notte sembrava a noi uguale
ha dormito otto ore ma poi ancora
e ancora e ancora oltre la tromba
mattutina dei soldati,oltre il sole
alto nel cielo,ora che noi ci muoviamo
non è piu' a noi uguale.E' un condomino
morto.Scendera' senza piedi le scale.
Era gentile,stava alla finestra
aveva un canarino,aveva i suoi millesimi
condominiali,guarda gli stanno spuntando
le ali.


(Vivian Lamarque, da' Una quieta polvere')

giovedì 20 marzo 2008

D'UN TRATTO NEL FOLTO DEL BOSCO




Mi sono messa in ciabatte, dentro un paio di ciabatte vecchie e comode, quando ho letto, in meno di un'ora, 'D'un tratto nel folto del bosco' di Amos Oz,regalo di compleanno mai fu piu' indovinato.Quando mi metto in ciabatte a leggere vuol dire che sto a casa,non c'entra il bello o il brutto,neppure il giusto o l'ingiusto,
Sono a casa, punto e basta.
Questo è un piccolo libro di un centinaio di pagine, una favola,forse a tratti neppure completamente armonica, in parte forzata,non bellissima.
Diversi fili sotterranei la sorreggono, l'intento moraleggiante non ne uccide l'inquietudine,il 'quid' che ne agita l'animo.
La storia e' quella di un villaggio in cui sono scomparsi tutti gli animali.
Spettera' a due bambini,Mati e Maya, svelare l'arcano trasgredendo le regole severe della collettività, una notte si inoltreranno ,appunto, nel folto del bosco, dove incontreranno il presunto demone Nehi,accusato di essere l'artefice del maleficio.
Nehi non è un demone, in verità,ma solo un ex-bambino infelice, isolato e deriso.
Esempio di diversità,come gia' un altro bambino presente nella storia, quel Nimi, ammalato di uno strano morbo,il nitrillo.
Storiella apparentemente banale, se non fosse percossa da un fiotto di inquietudini sotterranee,di allusioni, di detti-non -detti,di indovinelli.
Intanto, questa grande paura.Una paura totale, paralizzante,di cui chi legge si chiede ragione. Come un 'horror vacui' che paralizza, la faccia della gorgone, la cenere ,qui, ora.
pag.63,ho sottolineato una frase:.'E per un momento passo' nel cuore di entrambi il terrore di un prodigioso incantesimo,la paura di un giorno che non era giorno e di una notte che non era notte.'
Poi il tormentoso anelito ad un paradiso che puo' esistere.
pag. 113.'...anche noi potremo uscire dal folto del bosco e tornare al paese e vivere la nostra vita in casa e in cortile e nei campi e al pascolo e sulla riva del fiume, la mia sete di vendetta si secchera' e se ne andra' via da me come una muta di serpente e noi lavoreremo e ameremo e andremo a spasso e canteremo e suoneremo e giocheremo,senza predare e senza essere preda ...'
Nel mezzo,molti temi, detti e sottintesi :il destino del 'diverso', non si sa in cosa e perche';la comunione con il mondo animale,il tenero conforto che i muti amici degli umani sanno offrire,anche quando questi sono stupidi e insensati,figure stilizzate in una dolce coralità di villaggio, sapori e odori della terra.
Un affetto che circola, tra le righe,buono sulle cose,indulgente,e fa stare meglio anche se tra le righe circola l'apocalisse.


mercoledì 19 marzo 2008

PELLEGRINI GLOBALIZZATI




L'ultimo di cui ho saputo sarebbe partito tra breve per un master di economia in Messico.
Alcuni degli altri,nominati a caso ,si impegneranno in:
ricerche medico-cliniche in Brasile, stage di sociologia varia in Amazzonia, 'sportelli' di acoglienza nei Territori Occupati(quali? Tutti quelli che sono occupati da qualcuno che si imponga imperialisticamente come dominatore),task-force di pace in crocevia di armi terra-aria,studi sul campo degli accoppiamenti dei lepidotteri in Australia,azioni non-violente di preparazione-colazione-pranzo-cena ad anoressiche tailandesi,azioni coatte di sottrazione-cibo ad obesi, bulimici ,colesterolemici latino-americani,riverniciatura delle bidonville negli slums periferici delle metropoli dove è meglio non avvicinarsi,con 'performance' creative sul campo.
Eccetera.
Il tutto, incanalato in miriadi di progetti assistiti , che partono dalle Universita' di tutto il mondo, e mettono in circolo il fiore della meglio gioventu' del pianeta.
Bel movimento, vero?
Bellissimo,questa è la gente che ha in mano il futuro.C'è veramente da crederci, in un futuro migliore, con questi al timone.
Se non fosse che:
qua in Italia ci governeranno i de Mita,i Casini e i cardinal Bertone, se va bene : il nostro futuro lo avranno in mano loro;
c'è un sospetto:le processioni dei migranti sono spuntate nella storia quando le società erano sovraccariche, sature.Che questo sia un bel sistema per toglierseli di torno in blocco, i nostri rampolli?
Il sospetto è lecito,anche se non perfettamente verificabile.
E poi, chi glielo spieghera' ai baldi giovani da che parte ricominciare,quando le prime avvisaglie della sera caleranno sugli splendidi tramonti degli altri mondi?
Non lo so.
Intanto, che vadano dove li porta il cuore.
Tutti sappiamo che 'non si nasce imparati'.

domenica 16 marzo 2008

FERMIAMO IL DRAGO







Ecco perche' i popoli hanno inventato le fiabe,perche' non è possibile contenere nella descrizione realistica, descrittiva, gli avvenimenti del mondo.
All'alba dei tempi cosi'è stato, e nel tempo globalizzato ed iconico continua ad esserlo .
Come si puo' parlare da casa nostra delle questioni del mondo, dal comodo e pigro pomeriggio di una domenica qualunque, dal blando passeggio cittadino, dalle ciabatte di casa?
Eppure il mondo entra da tutte le fessure della nostra quotidianita',ci assilla, ci incalza.
Sono le fauci del drago, sono i lapilli delle sue emissioni laviche, sono i bagliori brucianti delle sue fiammate distruttive.
Sulla 'questione tibetana' sono d'accordo con il boicottaggio delle Olimpiadi,o almeno con lo spauracchio dello stesso ;anche se chissa' quante eco falsate questa storia avra' nella politichetta nostrana,penso che qui ci siano priorità da affermare,a prescindere dai rimasugli di bottega che ne nasceranno.
Come si puo' permettere un genocidio e ,subito dopo,la vetrina scintillante dell'agone sportivo mondiale, con il suo back-ground immaginifico di evento di pace,di fusione di popoli ?
Non è possibile, gli interessi in gioco e gli sponsor multimiliardari resteranno a becco asciutto, ma la vacca cinese, per essere munta ad oltranza da chi primo arriva,per giocare pulita nell'asta dell'economia internazionale, deve dare al mondo garanzie di trasparenza.
Anche se il drago muta forma e sembianti, e le scienze antropologiche non sono scienze esatte, ci si deve provare, a fermare il drago.



sabato 15 marzo 2008

CONSUMI INTELLIGENTI







C'è una cosa che puo' fare la persona comune,quella come noi, che diciamo e stradiciamo ma contiamo due cicche nelle decisioni e nelle stanze dei bottoni:una politica seria di risparmio energetico.
Riscaldamenti domestici bassi?
Bici piuttosto che automobli?
Raccolta differenziata dei rifiuti domestici?
Elettrodomestici di ultima generazione, classeA, a basso consumo?
Certo tutto questo ,ma anche e soprattutto:il proprio, personale, risparmio di energia.
Cioè un consumo tattico , mirato.
Un decalogo orientativo potrebbe essere:

1) saluta solo quando hai il fiato per farlo 2) di' la tua solo se sai che qualcuno ti ascolta 3)non sforzarti troppo a strafare, ma aspetta il famoso nemico sulla famosa riva del fiume 4 )segui orari regolari , una dieta buona e un regolare esercizio fisico 5) ogni tanto, cacciati una sana sfogata, ma orientata 6) il mondo è pieno di amici, fasulli o veri,ma un nemico ogni tanto è necessario:cerca quello giusto al momento giusto 7)Brad Pitt? Angelina Jolie?Naomi Campbell? Robetta. Tu hai il fascino dell'imprevedibile 8) I soldi? Mah! tanto, alla fine, si deve arrivare tutti li', a quel famoso rendiconto 9) Ogni tanto, un bel respiro, e via, alla ricerca di tutto quello che si è sprecato:tempo, talenti, idee, affetti, ...10) Trova qualsiasi modo per esercitare la speranza,costi quel che costi.

Dopodiche', hai sicuramente un'arma in piu' davanti a tutto quello che c'è in giro di distruttivo, letale, dissipatorio:hai messo una pietruzza, un piccolo argine, una schermata di piombo.
Della serie: non mi va come fate, ma la gastrite no, non me la fate venire.

giovedì 13 marzo 2008

E SE DOMANI


Ci sono momenti in cui non si hanno progetti.
O almeno , quelli che si hanno, stanno li',in un angolo,per l'indomani.
Si rimane cosi', come su una piazza, di sera,a guardare i lampioni che illuminano l'asfalto, ad ascoltare gli ultimi rumori che passano,un poco inerti .
Si cerca il silenzio, quello che rinfresca .
Il giorno è passato, e quanti sono stati gli errori, anche oggi!
Sarebbe stato meglio se...
Sarebbe stato meglio non aver capito.
E poi, i minuti che passano, uno dopo l'altro, e lasciano sempre un po' vuoti.
Si comunica qualcosa, parole, intenti, sensazioni,ma non si sa mai cosa, fino in fondo. Eppure ci sono persone che capiscono, in mezzo alle tante che girano a testa bassa, come prese da una interna ebetudine.
E' bello, stare sulla giostra.
A volte la freschezza arriva da chi non si aspetta.Sono piccole luci,ma poi la giornata va.
Rimane, alla sera, un fascio di intenzioni,il filo conduttore della ricerca della salute,il desiderio di un riparo.
Un riparo in cui essere, istintivamente, liberamente,capiti ed amati, senza remore ne' infingimenti.
Un luogo di benessere e di allegria.

martedì 11 marzo 2008

IL LIBRO DEI CONTI







Romano Prodi, uscito dalla scena della politichetta italiana con l'onore delle armi, ha subito affermato che fara' il nonno.
Sinceramente, non so se ne avra' molto tempo, visto che poi ha aggiunto che di possibilità di impegno per la pace ce n'è tantissima.
E poiche' questa affermazione pareva piu' una promessa,confidando sulla onestà ' intellettulae del Professore, praticamente indiscussa, è lecito pensare che di tempo per fare il nonno, appunto, non gliene rimarra' poi tanto.
Il mondo spende per la guerra cifre da capogiro, e il professore dovra' sicuramente dare una sbirciatina a questi conti.
Joseph Stiglitz,Premio Nobel per l'economia nel 2001 e professore di economia alla Columbia University,in un libro scritto con la docente di Harvard Linda Bilmes riporta la stima prudenziale di tremila miliardi di dollari-da parte americana -, e di altrettanti per il resto del mondo riferendosi ai costi della guerra in Iraq.
Chi ci ha guadagnato :le Compagnie petrolifere e i Contractors, cioe' gli apparati privati della Difesa.
Bene, anzi malissimo:se consideriamo che quella in Iraq non è la sola guerra sulla faccia della Terra, arriviamo a fare una stima del tipo: i deficit e i disavanzi, quella cosa per cui dobbiamo stare attenti a non sprecare, dobbiamo ecc,ecc.. subirebbero un ' enorme frenata se ci fosse una seria politica internazionale di pace.
Diciamo che la macchina della guerra, che pare al momento la voce di maggior disavanzo dell'economia mondiale,subirebbe un forte, oculato ripensamento.
E quel gettito monetario, quelle risorse, potrebbero-elementare, no?-essere reinvestite altrove.
Nonno Romano, dai un'occhiatina a questo libro dei conti,per favore.
Altrimenti, chi lo tappa questo buco di questo sacco senza fondo?