giovedì 25 ottobre 2007

BABBO,SEI ONESTO?


Dal'Corrierino delle famiglie' di Giovannino Guareschi(BUR,pag.54):
'L'ESAME. Io stavo leggendo seduto davanti alla finestra spalancata e Albertino si avvicino'e mi domando':
-Babbo, sei onesto?-
Questa non è una domanda facile,anche ammesso che uno sia abituato a frequenti esami di coscienza, e cosi' rimasi imbarazzato'

Arguzie popolari,sapore di verità detta in pillole pepatissime.
In una commedia di Lucchini,commediografo dialettale riminese,compare un giovane amoroso, definito 'surgatton'.
Ho provato a cercare sinonimi,ma è un termine molto difficile da tradurre: direi uno che cova nella cenere, uno poco chiaro, uno che manovra sotto.
Andateci a combattere nel viver civile, con i 'surgatton'
La definizione di 'quaquaraqua'', invece, di Sciascia ne 'Il giorno della civetta ' ha superato da tempo i confini del conio regionale.
E, a ripeterla oggi, suona come un grande sberleffo.

mercoledì 24 ottobre 2007

LINGUAGGI


Nella babele dei linguaggi,-corsi di lingue, messaggi intercontinentali, linguaggi informatici, linguaggi specifici,nuove grammatiche-aumentano le nuove gergalità.
Argomento vecchio:aggregazioni per bande, caste, gruppi di intesa,tecniche auditel,teorie delle comunicazioni di massa inducono la comunicazione a forme elementari, per necessità di tempi veloci, per nevrosi collettive, per frustrazioni individuali,per mantenimento di interessi di gruppo..
Siamo tutti scienziati fai-da-te,tutti 'pazienti esperti',tutti sociologi in erba, tutti antipolitici, che vuol dire politici al negativo.
E lo diciamo nei linguaggi che possediamo. Che ,alla fine, si riducono a:
stereotipi elementari-le stagioni non sono piu' quelle di una volta, i giovani non amano piu', chissa' dove si andra' a finire,bisogna tornare ai valori di base, evviva le persone oneste...-
esercizi narcisistici:che bello quello che ho detto,chissa' che effetto ha fatto..
molto spesso,vuoti bla,bla:ci vuole ordine, occorre sicurezza ...
nei luoghi dell'industria della comunicazione, a esercizio per la costruzione del consenso.
Chi ci salva,nella babele dei linguaggi?
Il silenzio?
Gli artisti veri?
La lealta' di un amico, che mentre ti parla ti guarda in faccia?

martedì 23 ottobre 2007

TRA GOTI E LONGOBARDI....


Nell'eta' longobarda sicuramente l' Italia stava peggio,vita media diciannove anni, altissima mortalita' infantile, avitaminosi, incertezza totale,al punto che quasi quasi si stava meglio con i Goti.

Peggio di adesso, intendevo.

Eppure, anche adesso non è un granche'.
Ieri i tiggi nazionali dicevano trionfanti che l'industria italiana piu' in attivo è la mafia.

Ditemi che non ho capito bene.

Il fatto è che lo dicevano cosi', come si direbbe che il tempo atmosferico promette acqua , come cosa naturale.

E nelle famiglie si macina di legalità.
Certo, andando alla ricerca elementare di quei due o tre capri espiatori che permettano di salvare il proprio territorio. Basta che i colpevoli siano 'loro','gli altri'.

Etologia, scienza esatta.
Chi era, Stpehen Hawkings che suggeriva di cercare altri pianeti, dati gli ingorghi su questo?

I giovani, tra i quindici e i trenta -con tutte le debite eccezioni, ci mancherebbe- traducono impulsi subliminali familiari in comportamenti ed idee-chiamiamole idee- , e tra le loro impronte primordiali c'e,bella grossa, quella lasciata dal soldo.
Quello bello, sonante,traducibile, non quello psichiatrico dei propri nonni.
Sul soldo si costruiscono amori.
Perche', se una volta si diceva'mogli e buoi dei paesi tuoi', ora si dovrebbe dire'mogli e buoi con lo stesso conto in banca di mamma'
Il soldo crea relazioni di intesa, linguaggi, una sottile,infrangibile promiscuità.
Molto piu' degli odori, del fascino dei corpi, delle trasfigurazioni della fantasia.

Il fatto è che è tornato tutto il pattume spazzato apparentemente via negli anni settanta, e convive allegramente con il nuovo, le splendide liberta' del tempo globale.-viaggi, conoscenze, raffinate tecnologie-
Autoritarismi beceri, interessucoli di ghetto,territori stretti,forza dei capoclan,irrigidimento delle classi.

Gia', proprio cosi', le classi.

E, come direbbe il droghiere dietro casa mia, uomo di spirito, 'la classe non è mai stata acqua'.

Figurarsi in tempo di barbarie.

lunedì 22 ottobre 2007

CAFFE' D'ORZO


Consumo litri di caffe' d'orzo.

Al mattino,dopo la insostituibile tazzina di caffe',necessaria per iniziare la giornata,se non per altro, per l'odore che diffonde per la casa, da il via, mette voglia di cominciare.E cominciare è sempre faticoso, ci si chiede chi ce lo fa fare, di buttarci nella mischia,di andare in giro a vender aria fritta, quando si avrebbe voglia di contare solo su due o tre cose essenziali.Respirare, scrivere,starsene in pace....

Appena arrivo a scuola, al bar d'istituto,se sono in orario, sono salva, sono riuscita a sopravvivere alla gimkana infernale di auto, motorini, mezzi pesanti,ho sistemato la bicicletta e sono dentro un edificio.Non penso troppo, non vado per il sottile, non è richiesto,mi dirigo dal barista e gli dico'Un caffe' d'orzo,per favore' Talvolta, se c'e' l'attimo di troppo, con qualche commento sull'intestino irritabile.

Poi alla ricreazione , me lo porto dietro nel thermos,rimane caldo ,è tassativo che non si possano mollare le classi urlanti, neppure per un improvviso calo degli zuccheri, e allora tanto vale organizzarsi. Bisogna stare li', a 'tenerli', che non si uccidano, non si sbranino,non distruggano tutto. Raramente stanno quieti, e allora l'orzo caldo è un lusso,sbircio il giornale,guardo di straforo se ho messaggi sul cellulare, guardo fuori dalla finestra, agli orti che mi danno il segnale delle stagioni.

Spesso anche al pomeriggio, prima di riappropriarmi della casa, del mare qua vicino, delle mie scritture.

AH! L'orzo!!.Meglio se accompagnato da un cucchiaio di miele.

Si chiama Orzo anche il mio cane, e se solo se lo immaginasse,lui, che magari vorrebbe chiamarsi'Sansone'.

E' un meticcio con lo sguardo dolce e mediterraneo, leggermente strabico,bianco e marrone, un po' mitomane, sfida a suo rischio i pitbull e i lupi, è un po' asociale, si crede chissachi.

Ma si mantiene bene, nonostante tutto.


sabato 20 ottobre 2007

CHICCHI DI RISO


Tra Pacs, Dico, Gay-Pride, mamme italiane, maschi in crisi e donne in carriera ,psicoterapeuti di coppia e consigli alle lettrici, generazioni del dopo-Erasmus e contratti a termine, continua la stagione dei matrimoni.

Sulla darsena, a settembre ne comparivano due o tre al giorno, con tutta la scenografia di rito,abiti splendidi e meno splendidi , flash contro la giusta luce del tramonto, sorrisi anche sinceri, baci appassionati,chicchi di riso che volteggiavano sulla spuma delle onde.

Noi ultracinquantacinquenni-ormai naturalmente piu' vicini alla stagione del riposo che a quella dei giovanili furori-passando di li',sorridevamo benevoli e,per non essere di malaugurio, scivolavamo via in silenzio.

La verità è che sempre ci trafigge repentino il pensiero cattivo che 'quella cosa li'' durera' si e no un paio di mesi, un anno o due,a esser generosi.Vorremmo di no, vorremmo poter vedere cieli nuovi, ma vediamo intenti fragili, castelli di carta, combinazioni fisiognomiche sbagliate,bandiere bianche numerose,alzate al primo caffe' andato di traverso.

Cosa abbiamo da insegnare,noi?

Non chiedetelo a me, che questiono da trentadue anni-i primi sette un turbolento Dico non formalizzato- con lo stesso marito, e a tutt'oggi sono al punto di partenza.

CHI LI HA VISTI?


I grandi classici, quelli che Calvino definisce 'opere totali', che cioe' contengono in se' un universo compiuto,dove sono finiti? Non in generale, ma dalle mie giornate,sono scomparsi,non li ritrovo piu', e pensare che ci ho passato estati,in loro compagnia.Dico estati perche' d'estate leggere è una meraviglia,si sta fuori, si è liberi,la circolazione funziona meglio dopo il bagno al mare,è tutto piu' fluido.

Mi sono sorbita tutto l'Ulisse , e la Recherce, e L'uomo senza qualità, e tutto Dostoevskij, d'estate.Don Chisciotte e il Circolo Picwick ,Anna Karenina e gli altri non li dico, perche' pesano di meno.Solo Guerra e pace mi ricorda l'inverno, perche' me lo leggevo alla stazione di Cesena, mentre aspettavo il treno,dopo l'istituto professionale Comandini-un bel mix,e la cosa piu' bella della lettura è la contaminazione, per esempio dire al droghiere che ti taglia il prosciutto che il tale assomiglia a Fedor Pavlovic Karamazov, vecchio laido,figura possente,unica,arte pura. -

L'ultima'opera totale' che ho letto è stata 'Una storia d'amore e di tenebra' di Amos Oz, me l'aveva consigliata un collega,l'ultimo collega con cui ho parlato di letture :venivo a casa arruffata perche' a scuola non tirava una gran aria, e mi tuffavo a leggere mentre bolliva l'acqua per la pasta.Quando l'ho finito mi è mancato,avrei voluto scrivere all'autore, vivente, per dirgli qualcosa.

Cosa?

Se vuole la invito a pranzo, qua a casa mia siamo un po' cosi',non formalmente perfetti, ma ci piacerebbe parlare con uno come lei.

venerdì 19 ottobre 2007

PUPAZZI,NONNI E RE E ANCHE UN TRE







Un tal signor Fabrizio di Cervia-oddio!!!pare l'inizio di una favola di Gianni Rodari !-scrive stamane una lettera al Corriere R. a difesa della setta di Scientology,chiamandomi, con nome e cognome, alla sbarra per alcune mie affermazioni 'leggere'sulla stessa.
Il tema mi intristisce un po',e per dirla con Guccini,'ognuno vada dove vuole andare' ,non ho molta voglia di perder tempo, ma ce ne sarebbe a iosa di materia da controbattere.
Magari in un altro momento, piu' allegro.
Sul tema dei maghi, delle ipnosi collettive, dei povericristi che si fanno abbindolare pero' avevo gia' scritto, e anche il mio secondo libro ,'Pupazzi, nonni, re e anche un tre',fiabe e storie illustrate',(Societa' Editrice Il Ponte Vecchio, Cesena,2004) conteneva alcune storielle sul tema.
Per esempio, quella intitolata 'Del fantasma smascherato, una notte nel paesello':l'avevo rielaborata da un racconto fattomi un pomeriggio da una mia vicina di casa, di origine piemontese e dice di una arzilla donnina, di un paese delle valli ,che decide di smascherare un fantasma, da cui tutto il suo villaggio era terrorizzato.
E una notte lo segue,con incredibile audacia, e la storia finisce con lei, che scopre che il fantasma terribile altri non era che la moglie del farmacista, fradicia di gelosia, che pedinava nottetempo il marito.
Ecco una frase finale:
'..ma via, la verità è questa e questa è la morale della storia:solo nel nostro cuore albergano fantasmi,che chissa' perche' divengono talvolta,ai nostri occhi confusi,vivi e vegeti come persone reali.Ci vuole una piccola, coraggiosa,curiosa eroina,per smascherare il primo fantasma che capiti,in qualunque paesello,davanti al portone di casa di chi, per una ragione o per l'altra, se ne stia impaurito a fantasticare di lui '